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n. 319 09.12.2014

ZONCA ENRICO

Io ho un’unica interrogazione che riguarda una comunicazione che è arrivata la settimana scorsa. Mi riferisco all’avviso che sono stati convocati gli "Stati generali della scuola". Avendo ricevuto questo invito ho cercato di capire di cosa si trattasse, perché mi sembrava una iniziativa lodevole. Dopodichè scopro che gli "Stati generali della scuola" sono stati convocati per un dibattito di una sera. In una sera si fanno gli "Stati generali della scuola". Non solo, dopodichè ho visto chi erano i relatori, cioè una selezione molto esigua e, secondo me, nemmeno tanto rappresentativa, di una serie di realtà sul nostro territorio. Vorrei capire come mai sia nata questa cosa. Gli "Stati generali della scuola", se li vogliamo fare seriamente, dovrebbero essere sviscerati secondo un percorso e secondo una serie di attività tematiche legate alle nostre realtà. Se si riduce tutto al dibattito di una sola serata, non chiamiamoli "Stati generali della scuola", chiamiamoli "Dibattito del futuro della scuola a Cinisello Balsamo", in cui interviene qualcuno, dà la sua opinione, ma alla fine non ha nessun senso. Questo si ricollega ad una mia interrogazione che è di qualche mese fa e alla quale ho ricevuto risposta l’11 settembre, in cui chiedevo come mai la consulta della scuola era stata convocata una volta sola e mai più. L’11 settembre mi è stato risposto che era imminente la prossima convocazione della consulta della scuola. Sono passati tre mesi e la consulta della scuola non è stata più convocata, in compenso sono stati convocati gli "Stati generali della scuola", niente meno che per un dibattito di una sera. Vorrei capire le ragioni di questa incongruenza, perché non stiamo parlando degli "Stati generali della scuola". Non vorrei che poi uscissero i giornali scrivendo "Convocati gli Stati generali della scuola a Cinisello Balsamo", perché sarebbe una presa in giro per una iniziativa così ridotta come questa. Oltretutto, non vedo rappresentanze delle scuole paritarie, vedo alcuni rappresentanti degli stessi istituti scolastici, come dire, è una cosa molto limitata. Mi sarebbe piaciuto, invece, che gli "Stati generali della scuola" non fossero ridotti ad un dibattito che vede tra i relatori delle persone che hanno degli incarichi politici a Cinisello Balsamo. Nessuno vieta di fare politica, ma quando si parla di scuola bisognerebbe anche separare un attimo i ruoli. Così facendo, abbiamo rovinato una iniziativa che poteva essere molto, molto più importante.
Vorrei capire quali sono le ragioni di questo titolo roboante, quando nei fatti non saranno assolutamente gli "Stati generali della scuola" e come mai è stato convocato questo dibattito, ma non è stata mai più convocata la consulta della scuola, visto che l’11 settembre era imminente la sua convocazione.

Risponde l’Assessore Villa:

Per la iniziativa dell’undici, denominata appunto “Gli Stati Generali della scuola”, si è volutamente voluta dare una struttura più leggera, meno impegnativa anche dal punto di vista del tempo da dedicarvi, soprattutto per permettere alle componenti e in particolare le famiglie e i docenti, di potervi partecipare, perché è la prima edizione, pensavamo, comunque se la cosa può avere un interesse di continuare, di farne altre, però senza appesantire troppo la iniziativa.
Per la consulta, penso di poter dire, Facchini, che, ci siamo accordati per una convocazione a fine gennaio, mi sembra 26 gennaio la data che avevamo ipotizzato.

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