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n. 69 17.02.2014

VISENTIN RICCARDO

Altra interrogazione riguarda il Museo della Fotografia, che è tornato in auge in questi giorni vista quella classifica, che però ha un valore molto relativo perché chi ha fatto le classifiche non è certamente il massimo dal punto di vista di stilare classifiche a livello internazionale. Il problema è di natura diversa; si è arrivati a una convenzione triennale, cioè il nostro Comune ha stipulato questa convenzione di carattere triennale con il Museo della Fotografia, però stanziando solamente la copertura economica per quanto riguarda il primo anno. Se parliamo di un piano triennale, a fronte di un piano triennale vorrei sapere qual è il piano industriale legato al piano triennale, che cosa abbiamo in mente per risollevare la situazione del Museo della Fotografia, essenzialmente per farlo conoscere, quindi non riesco a capire perché parliamo solo del primo lotto quando di solito nel piano triennale uno deve sapere quanto avrà a disposizione per poter fare degli investimenti.

Risponde l’Assessore Catania:

Parto dal tema del Museo di Fotografia. Quando si parla di rinnovo della convenzione del Museo di Fotografia si fa realtà riferimento a due convenzioni: una è quella fatta insieme alla Provincia che sostanzialmente rinnova il finanziamento erogato al museo, che per il nostro Comune è di 300 mila euro, e l’altra è la convenzione con cui il Comune di Cinisello Balsamo dà al museo l’uso gratuito degli spazi del museo. Entrambe le convenzioni costituiscono sostanzialmente quello che permette al museo di portare avanti le proprie attività. Da questo punto di vista volevo sottolineare come le due convenzioni sono state frutto di un accordo con la Provincia che va a esaurire, come sappiamo, le sue funzioni, quindi in un periodo che si appresta ad essere un periodo di vacatio legislativa sostanzialmente abbiamo convenuto con la Provincia di cercare di dare un minimo di continuità almeno in termini di obiettivi politici e di impegnare in un qualche modo gli enti che verranno successivamente (Città Metropolitana o Regione, a seconda a chi andranno le funzioni culturali) impegnarsi a doversi far carico del tema Museo di Fotografia. Sotto questo punto di vista volevo sottolineare come oggi non siamo nel contesto in cui ci potevamo trovare qualche anno fa dove anche nella dialettica tra maggioranza e minoranza si trattava del solito rinnovo della convenzione in cui la minoranza magari contesta i soldi spesi o l’insuccesso del museo e la maggioranza viceversa dice che il museo è un elemento di successo. Ovviamente, come amministrazione comunale, difendo il ruolo del museo e del suo patrimonio culturale, che a prescindere dalle classifiche che vengono fatte, è uno degli unici in Italia, però penso che lo sforzo che dobbiamo fare tutti insieme all’interno di questo Consiglio è cogliere il fatto che questo rinnovo ha un forte significato politico ed è un rinnovo che comunque da solo non garantisce la vita del museo nei prossimi anni, innanzitutto perché comunque le risorse che vengono date al museo non sono risorse in generale sufficienti a garantire quelle che dovrebbero essere le attività di un museo di queste dimensioni, ma sono risorse che ne garantiscono la vita ovviamente ma non sono risorse sufficienti a far sì che questo museo espleti le sue attività, come dovrebbe essere un museo di tale portata, e in secondo luogo perché al di là del tema risorse sappiamo che c’è il tema istituzionale del venir meno della Provincia. In accordo con la Presidenza della Provincia e l’Assessorato alla Cultura della Provincia abbiamo deciso di rinnovare questa convenzione ma con l’idea parallelamente da una parte di chiedere alle istituzioni superiori un intervento – intendiamo sia Regione Lombardia, la quale ha depositato presso il museo una quota rilevante del patrimonio e tuttavia a oggi non contribuisce in maniera altrettanto rilevante al sostegno e alla conservazione di questa parte del patrimonio, sia lo Stato in termini di Ministero per i Beni Culturali che nella legge stabilisce che istituito il Museo di Fotografia, e nelle intenzioni doveva essere il museo di Cinisello, in realtà non ha mai esplicitato il passaggio successivo, ovvero il dove – per portare avanti questa battaglia di tipo politico che è molto complicata ed è una battaglia che vede unite da questo punto di vista centrosinistra in Comune e centrodestra in Provincia di Milano. Parallelamente si tratta di capire come cercare di cogliere l’occasione offerta da EXPO il prossimo anno chiedendo e ottenendo uno spazio espositivo per il museo a Milano in vista di EXPO e quindi chiedendo alle istituzioni che collaboreranno ad EXPO che il museo venga valorizzato nell’ottica di EXPO 2015, consapevoli che si tratta di una finestra importante da cogliere in generale ma in particolar modo in questo caso per il Museo di Fotografia. Non siamo sicuri che questa battaglia di tipo politico possa essere portata a esito positivo, staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi e quale sarà la risposta delle istituzioni regionali. Adesso sappiamo che c’è un cambio di governo quindi dovremmo riaprire nuovamente l’interlocuzione col Governo nazionale. Da questo punto di vista nei prossimi mesi ci sarà più chiaro se questo tipo di percorsi porteranno a dei risultati, e quindi in questo caso si potrà andare con il museo in un certo tipo di direzione, oppure no e bisognerà ovviamente intraprendere strade fatte di maggiori rinunce anche perché è ovvio che il Comune da solo non può continuare. Già oggi è un peso economico non indifferente e un domani, se non ci dovessero essere altre istituzioni, è ovvio che non sarebbe neanche sostenibile. Comunque è stato approvato il piano delle attività annuali, il consiglio di gestione del museo approva ogni anno un piano delle attività annuali, che prevede alcune attività tradizionali come quelle di carattere educativo, il compimento di alcuni progetti già in corso, alcune mostre e soprattutto vuole dare particolare risalto al fatto che il museo oggi compie dieci anni e quindi verrà organizzato a Cinisello un convegno internazionale sul tema del ruolo del Museo di Fotografia in generale ma anche sul cosa vuol dire fare un museo di fotografia oggi il dibattito è molto più avanti e per certi versi si è evoluto rispetto a quello che era soltanto qualche anno fa quando il museo è nato. È ovvio – rispondo in parte al consigliere Berlino – che il fatto che sia un museo di fotografia non vuol dire che ogni volta che il Comune fa una mostra di fotografia questa può avvenire al museo, sia perché il museo ha propria attività, per esempio adesso c’è una mostra che occupa gli spazi del museo, sia perché il museo si presta a certi tipi di mostre e la mostra in questione è una mostra di dimensioni più limitate e anche di durata più limitata e si collega tra l’altro in una serie di attività e di iniziative che verranno organizzate al centro culturale la settimana prossima con la collaborazione di Croce Rossa, Protezione Civile e AUSL.

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