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n. 121 28.04.2014

ZONCA ENRICO

Io ho alcune interrogazioni che riguardano un tema relativo alla realizzazione delle case di via Petrella in quanto abbiamo notato con la delibera di Giunta n. 105 l’avvio di una procedura transattiva affidata all’avvocato Sabbioni – che è famoso in questo Comune per tante altre vicende – in quanto attraverso una relazione del collaudatore abbiamo scoperto, o almeno l’Amministrazione comunale ha scoperto il 12 dicembre 2013 che questo immobile costruito in via Petrella, che consistente in una quarantina di abitazioni, presenta dei difetti e il collaudatore ha applicato delle detrazioni per 101 mila euro rispetto al saldo che doveva essere pagato all’impresa costruttrice. Peccato che i nostri Assessori leggano i giornali ma leggano solo le loro interviste, perché in un’intervista del 2011, vale a dire due mesi dopo la loro inaugurazione, noi della Lista Civica avevamo denunciato, su ovviamente invito di persone che avevano ottenuto l’assegnazione di queste abitazioni, un problema fondamentale, un problema molto grave di infiltrazioni di umidità in tutta un’intera ala del nuovo edificio, nel 2011! Tra l’altro questo difetto è anche visibile dall’esterno dell’edificio, non solo all’interno degli appartamenti. Il problema non è stato risolto. Mi ricordo addirittura che queste abitazioni furono inaugurate in pompa magna, con la presenza il Sindaco, con l’ex Assessore ai servizi sociali che oggi è Sindaco, con una cerimonia di tutto rispetto. Nel giorno dell’inaugurazione fu anche acceso l’ascensore, ma il giorno dopo fu spento, per cui tutti i traslochi in quegli appartamenti nuovi sono stati fatti a mano, sono stati portati tutti i mobili a mano perché anche gli ascensori erano sprovvisti di una serie di certificazioni che erano obbligatorie. La mia domanda è, visto che è un’interrogazione: 1) chi era l’impresa che ha realizzato questi lavori?; 2) chi era il direttore dei lavori?; 3) quali obblighi aveva l’Amministrazione comunale di controllare la realizzazione di questi immobili durante le fasi realizzative? Per questi problemi che oggi scopriamo esserci, adesso andremo a fare una trattativa tra l’importo che è stato detratto dal collaudatore e l’importo invece vantato dall’impresa costruttrice, per cui finirà come al solito a tarallucci e vino e non si risolverà il problema. Quell’immobile, che è nuovo, costruito nel 2011, con soldi pubblici, presentava immediatamente delle problematiche che erano visibili anche ai non esperti, quindi mi chiedo che cosa è successo in questi due anni visto che oggi scopriamo che ci sono dei problemi strutturali e che demandiamo con una spesa di altri 1500 euro un incarico all’avvocato Sabbioni per condurre una trattativa tra l’impresa e l’Amministrazione comunale. Mi sembra un modo per sprecare ulteriore denaro pubblico. Se i lavori durante la loro realizzazione fossero controllati da un direttore dei lavori che dice "questo sì e questo no", sapete quanti milioni di euro si risparmierebbero?! Invece purtroppo facciamo fare le cose male, come il Contratto di quartiere 1 e il Contratto di quartiere 2: anche lì finiti e strafiniti i lavori mille volte e poi scopriamo che, a Contratto di quartiere 2 già completato e già inaugurato anche lì con varie cerimonie, viene affidato un ulteriore incarico da 94 mila euro ad un architetto già dipendente dell’Amministrazione comunale nel 2007, 2008 e 2009, e via, avanti così! 94 mila euro! Allora la mia domanda è: qual è il nome del direttore dei lavori e quali sono le certificazioni che i lavori erano stati eseguiti a regola d’arte? Da quello che dice il collaudatore, i lavori non erano eseguiti a regola d’arte, ma non solo lo dice il collaudatore nel 2013, lo abbiamo detto noi due anni prima attraverso alcuni articoli di giornale e ovviamente sono passati nel dimenticatoio.

RISPONDE L’ASSESSORE CABRAS:

Solo una nota in chiusura, non è una mia competenza ma mi permetto, rispetto all’interrogazione presentata dal Consigliere Zonca sul caso di Via Petrella. Sono figure molto diverse quelle del direttore dei lavori e del collaudatore, nel senso che hanno compiti e ruoli diversi, vengono incaricati per competenze e per funzioni diverse e intervengono tra l’altro in momenti diversi. Lei ha detto c’è un problema di incompatibilità tra le due figure, per cui il direttore dei lavori evidenzia attraverso ordini di servizio, attraverso relazioni riservate, ha diversi strumenti per poter dire alla stazione appaltante, guarda lo stato di avanzamento dei lavori è di questo tipo etc. La comunicazione che fanno, tra l’altro i due collaudatori, il collaudatore tecnico e il collaudatore amministrativo è una comunicazione che passa sempre dal responsabile unico del procedimento, ma non c’è un corto circuito diretto anzi non ci deve essere, per cui il direttore dei lavori evidenzia una serie di cose, ma che è un’altra questione rispetto al collaudatore, per cui non vanno confuse queste cose. Il collaudatore interviene fra l’altro facendo una relazione di fine lavori e definendo quindi la sua valutazione su come sono state eseguite le opere, ma poi l’Amministrazione ha sempre un periodo, come stabilisce la Legge, di due anni per verificare se poi quelle opere sono conformi a quanto eseguito, cioè il collaudatore può dire io oggi verifico, lo dico soprattutto sulle strade, e oggi riscontro questa situazione, ma può succedere che fra sei mesi o un anno il tappetino mi affonda, il tombino etc. e quindi l’impresa ritorna su questo, anche se il collaudatore non lo ha evidenziato. È per questo che la norma prevede ad esempio la definizione di fideiussioni a garanzia della stazione appaltante sulle opere, per cui volevo solo precisare, immagino, non conosco bene il caso specifico, che l’Amministrazione abbia ben seguito quelli che sono i criteri della 207 sulla definizione di queste due figure e agisca con la tempistica che dice la Legge.

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