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n. 218 27.10.2015

ZONCA ENRICO

Partirei con una prima interrogazione che è relativa a una sentenza della Quarta Sezione del Consiglio di Stato, che vede vincente contro il Comune di Cinisello Balsamo una società immobiliare di Cinisello Balsamo, che nel 2003 aveva inviato una DIA al Comune per la costruzione di un capannone industriale (stiamo parlando di attività produttive), si è vista negare l’autorizzazione alla costruzione di questo capannone, dopodiché ci sono stati una serie di passaggi al TAR, visto che questo diniego è stato impugnato, e dopo dodici anni il Consiglio di Stato ha dato ragione a questa società immobiliare. Ovviamente è un problema ereditato dal passato remoto, ma la mia domanda è a questo punto l’amministrazione comunale attuale come intende comportarsi con questa società che aveva dei diritti edificatori di tipo produttivo, visto che gli è stata negata la costruzione di questo capannone produttivo e nel frattempo l’area di loro proprietà ha cambiato addirittura destinazione d’uso. Si potrebbe prospettare un ulteriore contenzioso visto che, alla fine, questa sentenza del Consiglio di Stato pone un tassello finale a questa vicenda, siccome non è la prima sentenza del Consiglio di Stato che trovo in queste condizioni, già nel 2003 c’era stata un’altra impresa di Cinisello Balsamo che aveva richiesto la realizzazione di un soppalco all’interno del proprio capannone, quest’autorizzazione gli era stata, anche in quel caso, negata, perché per un’interpretazione dell’ufficio tecnico si valutava che ci fosse un aumento virtuale di volumetria, in realtà la volumetria non aumentava, l’azienda non ha potuto realizzare questo soppalco, ricorso al Tar, ricorso al Consiglio di Stato, dopo 12 anni l’azienda ha avuto ragione.
Siccome sono entrambi i casi di due aziende che vogliono realizzare delle attività produttive a Cinisello Balsamo e viste le ultime notizie, quella degli ultimi giorni, di una multinazionale che dimezzerà la forza lavoro a Cinisello Balsamo, viste le vicende del passato, vedi caso Siemens, vedi altri casi molto eclatanti di centinaia di persone che hanno perso il posto di lavoro a Cinisello Balsamo, mi pare che queste vicende, queste sentenze del Consiglio di Stato la dicano lunga sull’atteggiamento che la nostra Amministrazione comunale ha avuto nei confronti delle imprese o magari di alcune imprese nel passato.
La mia domanda è molto semplice: come s’intende procedere nei confronti di quest’impresa che oggettivamente ha subito un danno come l’altra impresa?

Risponde l’Assessore CABRAS:

Sulla sua interrogazione dottor Zonca io le chiedo di poter dividere la cosa in due, uno se è così gentile da farmela scritta, per cui sulla sentenza che lei ha richiamato poterle dare una risposta puntuale, perché così sinceramente corro il rischio magari di dire cose imprecise. Nella parte discorsiva due cose, ma questo lo sa meglio lei di me, se siamo arrivati al Consiglio di Stato vuol dire che il TAR qualcosa ha detto, per cui vuol dire che un dubbio era sia da una parte che dall’altra. Secondo me questi temi non vanno trattati sulla sede legale ma vanno trattati su una sede operativa, l’Amministrazione deve anticipare e accompagnare il processo di mantenimento, l’esempio che facevo del Boffi è un esempio di una buona pratica, l’esempio della riduzione degli oneri è un ulteriore elemento, va fatto di più, assolutamente sì, vanno introdotti elementi più sperimentali, tipo gli ambiti produttivi ecologicamente attrezzati non hanno avuto un grande successo in Italia, ma quella era un’altra modalità. Per cui sicuramente bisogna concentrarsi sulla maggiore attrezzatura affinché le attività produttive non solo rimangano, e Cinisello Balsamo però non sta subendo un processo di desertificazione, il problema è quello di attivare un processo di riqualificazione e di ulteriore occupazione, per cui su questo, le dico in questo caso specifico bisogna capire cosa ha scritto il Consiglio di Stato e se il Consiglio di Stato si esprime a favore del privato ne definisce anche i danni, per cui la domanda che poneva lei immagino, ma glielo dico, rispondiamo per iscritto, sia già contenuta in questa sentenza.
Cinisello Balsamo non ha una visione di città per cui non entro nella domanda che fa il mio collega alle attività produttive, ma quella che è la parte della visione della città, solo per dargli un paio di titoli Consigliere Zonca. Il primo, la visione di Cinisello Balsamo secondo me non è tanto più a parole ma inizia ad essere un po’ nei fatti, noi di fatto abbiamo giocato un ruolo importante sul nodo di interscambio di Bettola, non è più un parcheggio, e speriamo che l’operazione arrivi a buon fine, ma di fatto è stato definito come un hub intermodale. Non me la sto raccontando e suonando da solo, la definizione di questo progetto di fattibilità attraverso conferenze di servizio regionale e provinciale, Città Metropolitana di Milano ma anche la Provincia di Monza e Brianza hanno riconosciuto di fatto a questo nodo un’alta valenza di accessibilità. Non si parla solo quindi di 1.500 posti auto, è stato riorganizzato e riarticolato totalmente il trasporto pubblico locale, abbiamo una bici-stazione che passa da 200 metri quadri a 750 metri quadri, una riorganizzazione della viabilità tale che lo sforzo pubblico che è stato fatto negli anni, perché le autostrade le paghiamo noi, possano in questo modo trovare una vera porta, attraverso che cosa? Un intervento dell’operatore privato, e quindi anche qua Dottor Zonca è un rapporto pubblico – privato che realizza fisicamente questi interventi. Il fatto di portarci la M5 è un discorso che si è sentito, ma non ultime le dichiarazioni del Ministro Delrio a cui le dico non sono solo dichiarazioni di stampa perché c’è veramente dietro un lavoro molto lungo, mettono in evidenza il territorio del Nord Milano che sicuramente ha una valenza propositiva che, senza nulla togliere a Settimo Milanese, però diversa, per cui da subito il Comune di Milano ha riorientato le scelte della M5 non più verso quella direzione ma verso il Nord Milano e attraverso un piano anche di investimenti. Le cose che stiamo seguendo, dal punto di vista infrastrutturale, non mi sembra tanto che stiamo giocando un ruolo passivo rispetto alla Città Metropolitana quantomeno.
Dal punto di vista ambientale, di fatto con l’intervento Bettola noi arriveremo all’acquisizione di aree pubbliche per realizzare il parco di agricoltura periurbana tra i più significativi, anche questa non è una scelta che non ha una visione, e anche qua Dottor Zonca non me la sto raccontando da solo, una volta che abbiamo presentato queste condizioni confrontate a livello regionale, confrontate a livello di Città Metropolitana, ma soprattutto confrontate – ad esempio – con uno degli attori importanti della realtà milanese, che è la Fondazione Cariplo, da cui subito è stato finanziato quel progetto per poter attivare delle politiche ambientali e agricole importanti. Anche da questo punto di vista non siamo passivi, quantomeno stiamo riproponendo e rilanciando alla Città Metropolitana il tema dell’agricoltura periurbana, che non può essere solo una prevalenza e una valenza del sud Milano, ma anche il nord Milano, magari non a quelle dimensioni, magari non a quelle quantità ma dal punto di vista ecologico ha una valenza ancora più importante.

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