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N. 159 11.12.2017

DALLA COSTA e VAVASSORI

PDF - 38.9 Kb
Interrogazione scritta n. 159 DALLA COSTA e VAVASSORI

Risponde l’Assessore Cabras:
Il tema del Sagrato viene trattato, così come è stato esposto ed espresso in più incontri, dal punto di vista dei materiali, e quindi non viene rimessa in discussione l’attuale forma geometrica che il Sagrato ha ma viene in questa fase riorganizzato nei materiali con tutte le caratteristiche che sono state espresse, e sono nell’ordine il tema principale della non sdrucciolevolezza del materiale stesso, il mantenimento della possibilità della carrabilità del Sagrato affinché i lezzi possano continuare come succede adesso per alcune funzioni religiose, a poter accedere nella parte sopra, la possibilità, da verificare nella fase di progettazione anche di eventuali serpentine per mantenere nel caso di gelività dei percorsi più indicati. Credo che la parte più importante, così introduco anche la seconda parte della risposta, sia quella di evidenziare nella fase progettuale, perché noi ad oggi abbiamo un layout di progetto, a breve vedremo il progetto vero e proprio, credo che la parte più importante sia quella invece di rimarcare, di evidenziare il Sagrato attraverso una scelta architettonica che rimarchi ulteriormente il suo ruolo e la sua funzione sacra rispetto alla restante parte. Non so quali le soluzioni che vedremo in termini anche di alternative proposte, se ci sono degli impedimenti dal punto di vista degli usi non consoni dello stesso di biciclette o di altro attraverso dei marcapiani fisici o se siano invece degli elementi di arredo quali possono essere appunto dissuasori o meno. Questo è uno dei temi che abbiamo posto al progettista, per cui non viene cambiata la forma, sicuramente vengono introdotti elementi significativi importanti affinché la sacralità del Sagrato sia in un qualche modo ulteriormente rimarcata da quello che riesce a fare poi l’architettura.
Sulle soluzioni progettuali è stata fatta una scelta inversa, discutibile, non lo metto in discussione su questo, piuttosto che lavorare per scenari raccogliere tutte quelle che state nei molteplici incontri le esigenze e le domande e di riportare quindi alla soluzione progettuale la soluzione che funziona. Questo non vuol dire che la soluzione progettuale non possa essere ulteriormente corretta, ma non può essere pensata in termini di schemi alternativi, ci sono due ipotesi, raccogliamo bene le domande, esprimiamo bene i bisogni e lavoriamo su una soluzione progettuale, a sua volta correggibile, o viceversa approcciamo dicendo subito ipotesi a, b, c, d e d, quella che piace di più e lavoriamo su quella, abbiamo scelto la prima strada con numerosi incontri proprio per capire se le proposte che si andavano a fare andavano incontro al desiderata sociale.
Chiudo su Piazza Gramsci, credo che sia importante evidenziare che per la storia degli interventi che questa piazza ha avuto non stiamo parlando di una nuova piazza Gramsci ma di una valorizzazione delle soluzioni progettuali che in Piazza Gramsci già ci sono, migliorando quelli che sono stati nel tempo difetti e mancanze.

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Interrogazione scritta n. 159 DALLA COSTA e VAVASSORI

Risponde l’Assessore Cabras:
Il tema del Sagrato viene trattato, così come è stato esposto ed espresso in più incontri, dal punto di vista dei materiali, e quindi non viene rimessa in discussione l’attuale forma geometrica che il Sagrato ha ma viene in questa fase riorganizzato nei materiali con tutte le caratteristiche che sono state espresse, e sono nell’ordine il tema principale della non sdrucciolevolezza del materiale stesso, il mantenimento della possibilità della carrabilità del Sagrato affinché i lezzi possano continuare come succede adesso per alcune funzioni religiose, a poter accedere nella parte sopra, la possibilità, da verificare nella fase di progettazione anche di eventuali serpentine per mantenere nel caso di gelività dei percorsi più indicati. Credo che la parte più importante, così introduco anche la seconda parte della risposta, sia quella di evidenziare nella fase progettuale, perché noi ad oggi abbiamo un layout di progetto, a breve vedremo il progetto vero e proprio, credo che la parte più importante sia quella invece di rimarcare, di evidenziare il Sagrato attraverso una scelta architettonica che rimarchi ulteriormente il suo ruolo e la sua funzione sacra rispetto alla restante parte. Non so quali le soluzioni che vedremo in termini anche di alternative proposte, se ci sono degli impedimenti dal punto di vista degli usi non consoni dello stesso di biciclette o di altro attraverso dei marcapiani fisici o se siano invece degli elementi di arredo quali possono essere appunto dissuasori o meno. Questo è uno dei temi che abbiamo posto al progettista, per cui non viene cambiata la forma, sicuramente vengono introdotti elementi significativi importanti affinché la sacralità del Sagrato sia in un qualche modo ulteriormente rimarcata da quello che riesce a fare poi l’architettura.
Sulle soluzioni progettuali è stata fatta una scelta inversa, discutibile, non lo metto in discussione su questo, piuttosto che lavorare per scenari raccogliere tutte quelle che state nei molteplici incontri le esigenze e le domande e di riportare quindi alla soluzione progettuale la soluzione che funziona. Questo non vuol dire che la soluzione progettuale non possa essere ulteriormente corretta, ma non può essere pensata in termini di schemi alternativi, ci sono due ipotesi, raccogliamo bene le domande, esprimiamo bene i bisogni e lavoriamo su una soluzione progettuale, a sua volta correggibile, o viceversa approcciamo dicendo subito ipotesi a, b, c, d e d, quella che piace di più e lavoriamo su quella, abbiamo scelto la prima strada con numerosi incontri proprio per capire se le proposte che si andavano a fare andavano incontro al desiderata sociale.
Chiudo su Piazza Gramsci, credo che sia importante evidenziare che per la storia degli interventi che questa piazza ha avuto non stiamo parlando di una nuova piazza Gramsci ma di una valorizzazione delle soluzioni progettuali che in Piazza Gramsci già ci sono, migliorando quelli che sono stati nel tempo difetti e mancanze.

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