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N. 54 27.03.2018

ZONCA ENRICO

In questi giorni abbiamo visto l’inaugurazione della rappresentazione della nuova porta della Città metropolitana con questa rappresentazione 3D. Alcuni esponenti della maggioranza e della Giunta hanno pubblicato sui vari social network un video bellissimo sulla rappresentazione di ciò che è previsto che verrà realizzato in questi anni, però non ci si è limitati a quello e si è andati anche oltre dicendo che ci sono 70 milioni di investimenti per Cinisello Balsamo, quindi, visto che siamo in Consiglio comunale, ci piacerebbe capire come sono suddivisi questi 70 milioni perché a noi ne risultano molti meno.
La cosa che ha destato più scalpore, che in realtà era già stata anticipata da una sua intervista che c’è su YouTube, è la promessa di nuovi mille posti di lavoro, di cui cinquecento sono per i cinisellesi. È stato scritto così da un suo Assessore. C’è questo annuncio a due mesi dalle elezioni con questi effetti mirabolanti e poi la promessa di mille posti di lavoro, ma bisognerebbe capire quanti se ne sono persi con questo progetto e con la chiusura del commercio al dettaglio. Si dichiara che cinquecento posti di lavoro derivanti da questo mega centro commerciale (quindi tra tre – cinque anni) sono riservati ai residenti di Cinisello Balsamo attraverso una convenzione con la società che realizza questo progetto e si dice anche che ci sono delle quote riservate anche ad altri comuni senza specificare quali siano i comuni che hanno diritto ad avere dei posti di lavoro.
Siccome ho chiesto la copia di questa convenzione, ma non mi è ancora arrivata, e quindi sarebbe carino che magari i Consiglieri comunali ricevessero almeno questi documenti definitivi, e visto che è stato scritto che cinquecento posti di lavoro (non sono ad alta qualificazione, ma sono comunque posti di lavoro del commercio relativi a un centro commerciale) sono riservati ai residenti di Cinisello Balsamo (così è stato detto e ripetuto), volevo capire come si organizza. C’è una commissione di controllo che controlla se effettivamente saranno cinquecento e se verrà rispettata questa convezione? Se sono di più che cosa succede? Quali sono le quote riservate agli altri comuni? A questo punto diventa difficile capire come si possa scrivere una cosa del genere in una convenzione, ammesso che ci sia, e poi non prevedere un controllo.
Se l’Amministrazione comunale firma una convenzione con un operatore privato che si impegna a fare certe cose deve anche controllare che l’operatore privato rispetti queste indicazioni. Vorrei capire qual è la forma di controllo, se verrà creata una Commissione o se verranno stilate delle graduatorie. Capisce che a due mesi dalle elezioni nel fare questi annunci si rischia di scivolare in un caso, che ho anche segnalato in risposta all’Assessore Catania, che è successo nel comune di Albano, che poi ha portato anche ad altre conseguenze.
Ci dica che cosa avete previsto per verificare che questo accordo convenzionale venga rispettato.

Risponde l’Assessore Catania:
Ci tengo a precisare qual è la procedura, anche perché possiamo essere in disaccordo sui contenuti di volta in volta e su alcuni temi, ma sul rispetto della norma le voglio garantire che non ci sogniamo minimamente di contravvenire. Da questo punto di vista se qualcosa è illegittimo lo è nella legge regionale dalla quale discendono i documenti che in qualche modo portano a questo vincolo.
Mi spiego meglio: la legge regionale, che è la deliberazione di Giunta regionale Lombardia n. X/1193/2013, cita espressamente la procedura…
Consigliere Zonca, se devo evitare i minimi errori le rispondo per iscritto. Se mi sta a controllare le virgole aspetto. Se è tollerante la ringrazio della pazienza. La legge regionale prevede che durante la procedura di autorizzazione commerciale, quella che finisce in Conferenza di servizio, l’operatore deve presentare, tra i vari documenti, una relazione di impatto e a conclusione dell’iter un protocollo di intesa con le misure di compensazione socioeconomiche previste per l’operazione. La relazione di impatto è una relazione tecnica che risponde ad alcuni elementi scritti nella legge regionale, molto dettagliata nello stabilire i punteggi e i criteri da cui derivano certi punteggi, e questa relazione alla fine restituisce un indicatore. Questo indicatore è il presunto indicatore di impatto dell’operazione di autorizzazione commerciale, qualora dovesse essere autorizzata alla fine del percorso, e quindi l’operatore per ottenere l’autorizzazione tra le varie cose deve presentare un protocollo di intesa che in qualche modo vada a compensare questo indicatore, che è un numero.
All’interno della parte che riguarda la relazione d’impatto vi è una parte che riguarda la parte occupazionale e in qualche modo a seconda del numero di occupati che l’operatore si impegna ad assumere l’indicatore è più o meno alto. Ci sono tante altre cose che vengono indicate all’interno della relazione da un punto di vista dell’impatto occupazionale in termini negativi sull’area vasta, dell’impatto viabilistico, eccetera. Uno di questi temi è quello di quanta occupazione potrebbe generare questa operazione e, se non ricordo male (se vuole riferimenti più precisi risponderò per iscritto), vi è riferimento a questo valore numerico.
In particolar modo la legge regionale a un certo punto dice che si esprime una valutazione sulla base del numero di addetti (in addetti full-time equivalent), compresi quelli dell’indotto generati dal nuovo punto vendita dichiarati nello studio di impatto in relazione al valore medio. Dicono mille perché ci permette di avere un indicatore di impatto di un certo tipo.
Nel protocollo di intesa, che è il documento finale che conclude l’iter di autorizzazione commerciale, non viene richiamato il numero in maniera specifica, che invece è contenuto nella relazione di impatto, ma al capitolo unico “Mantenimento e sviluppo occupazionale” si cita: “Per gli aspetti occupazionali l’operatore si impegna a mantenere presso l’insediamento un numero di occupati con contratto a tempo indeterminato in misura pari al cento per cento degli occupati già in servizio e riservare il 50 per cento delle assunzioni ai residenti del comune di Cinisello Balsamo e del restante 50 per cento ai soggetti residenti nei comuni di area vasta, assegnando specifica priorità in ragione del 50 per cento alle seguenti categorie: giovani, donne e soggetti diversamente abili”. I comuni di area vasta, se non sbaglio, sono i comuni contermini, quindi comuni che confinano col comune di Cinisello Balsamo. Questo avviene perché la legge regionale, che cita questi capitoli, dice cosa devono contenere le misure di natura socioeconomica, e cita il mantenimento e lo sviluppo occupazionale, e per tale fattore saranno positivamente considerati in modo correlato alla quantità e qualità degli interventi e tra le varie cose dice “le opportunità occupazionali prospettate in casi di nuovi insediamenti con particolare riferimento al comune interessato e ai comuni dell’area vasta”.
Sostanzialmente la legge regionale in questo caso è molto precisa nello stabilire gli indicatori che concorrono alla definizione dell’impatto del centro commerciale, e lì viene premiato chi prospetta un maggior numero di assunzioni, e nello stabilire gli ambiti in cui l’operatore può proporre delle compensazioni. Il famoso 1,3 milioni di cui abbiamo sempre parlato rientra in quel protocollo. Tra le varie cose rientra anche questo aspetto, che cita espressamente l’assunzione in misura del 50 per cento nel comune di Cinisello e del 50 per cento nei comuni di area vasta.
Come si misura questa cosa? In realtà la legge, se non erro – su questo sono un po’ meno preciso perché ci siamo occupati molto della parte prima – non è molto precisa. La legge sicuramente richiede all’operatore di farsi carico delle fideiussioni per il numero di occupati che si è impegnato ad assumere. Questo è un onere molto pesante, nel senso che l’operatore deve garantire che ha fideiussioni per i mille full-time equivalent che si è impegnato ad assumere. L’orizzonte del protocollo è cinque anni, quindi questi sono obiettivi da raggiungere in cinque anni, quindi alla fine dei cinque anni il Comune, che è il soggetto deputato a verificarne l’attuazione, verifica che abbia assunto mille residenti e che, di questi, il 50 per cento siano assunti nel comune di Cinisello Balsamo.
Ovviamente questo non presuppone nessuna intromissione da parte del Comune nello spingere l’occupazione di Tizio piuttosto che di Caio, nel senso che, tolto il criterio di residenza, l’operatore si farà carico di effettuare le assunzioni tramite i normali canali con cui gli operatori economici li assumono (bando, call, agenzie).
Il tema non è tanto che il Comune fa una promessa e poi andrà a dire all’operatore, cosa che sarebbe illegale oltre che immorale, di assumere Tizio o Caio nella peggiore modalità che in passato e in altri contesti si è visto, ma il tema è semplicemente la residenza. Questo – ripeto – è richiamato nella legge regionale, quindi se qualcosa di illegittimo c’è è nella legge regionale.

Il Consigliere Zonca chiede risposta scritta:
Volevo solo ribadire che alla fine la risposta alla mia interrogazione in realtà non è stata data, per cui chiedo all’assessore Catania, che è l’unico che si è un po’ interessato alla vicenda, se può darmi risposta per iscritto, magari prima delle elezioni e non dopo le elezioni, perché la mia domanda era molto precisa: quali controlli verranno effettuati per garantire il rispetto di questa convenzione. Non è sufficiente indicare una fideiussione a fronte dell’assunzione di “x” persone come sono state indicate, serve anche un controllo. Io posso anche scrivere che assumerò un milione di persone, pago una fideiussione e poi ne assumo cento, se nessuno mi controlla, assumo cento miei compaesani, perché tanto nessuno mi controlla. Questo è, quindi, il limite di un accordo che prevede delle assunzioni, soprattutto basate sul territorio. Cito un caso che fu addirittura portato alla Corte Costituzionale, che prevedeva, attraverso una legge dello Stato, l’assunzione di persone residenti nella Provincia di Bolzano, forti della loro autonomia. Sennonché un imprenditore, un piccolo imprenditore, assunse una persona di Trento, e la Provincia di Bolzano gli fece un’ammenda, una sanzione amministrativa. L’imprenditore in questione si rivolse alla Corte Costituzionale ed ebbe ragione. La Corte Costituzionale ha dunque stabilito che non si possono discriminare le assunzioni in base alla residenza.
Dopodiché, la DGR, come dice lei, che non è una legge regionale, è una cosa diversa, prevede che uno degli elementi per valutare complessivamente un progetto sia anche l’impatto in termini occupazionali del comune interessato all’intervento, in questo caso un grande intervento. Mi sembra un elemento oggettivo che riguarda il punteggio, la valutazione complessiva del punteggio. Però non si possono annunciare su Facebook 500 assunzioni di cittadini cinisellesi nei prossimi cinque anni. Questo non si è scritto, soprattutto senza alcuna forma di controllo che venga rispettato quest’accordo. È un annuncio, non è la realtà, non è stata indicata alcuna forma di controllo. Questo volevo segnalare, perché la mia domanda era esattamente questa. Grazie.

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