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N. 10 29.01.2018

DALLA COSTA GIANCARLO

La quarta interrogazione è relativa alle associazioni che utilizzano spazi pubblici in questa città. Vorrei sapere, perché non sono riuscito a trovarlo sul sito, e quindi se non c’è faccio un’interrogazione precisa di avere questi dati, l’elenco delle associazioni che utilizzano gli spazi pubblici e i relativi canoni applicati. Sapere quindi quali sono le associazioni che utilizzano gli spazi pubblici presenti in città e quanto è il canone di affitto a loro applicato, se c’è un link ovviamente, una pagina che io non sono riuscito a vedere basta che me la mandiate, poi andrò a controllare io questi dati.
La nostra città assegna degli spazi pubblici in uso ad associazioni, li assegna con dei canoni di affitto, la Croce Rossa Italiana, la Protezione Civile, l’associazione degli amici della caccia, della pesca, dei cani, della fava hanno in utilizzo degli spazi pubblici ma noi, almeno io non sono riuscito a trovarlo, non c’è un elenco organizzato di queste assegnazioni e soprattutto dei canoni di affitto che sono stati applicati, questo è un po’ cercare di capire se è una mia svista, basta che mi mandiate il link del sito sezione trasparenza o altro dove sono pubblicati o aggregati questi elementi.

Risponde l’Assessore Ruffa:
Sull’utilizzo degli spazi pubblici, la situazione è molto chiara ed esplicita, è presente anche sul sito, tanto è che negli ultimi due anni per esempio sono stati fatti dei bandi pubblici proprio per il rinnovo degli spazi in locazione e quindi all’interno dei bandi, che si trovano sicuramente depositati agli atti, ma comunque presenti anche sul sito del Comune, è esplicitato tutti dai metri quadri dei singoli spazi pubblici che sono stati dati in locazione per esempio in quella pubblicazione del bando, al valore economico che viene dato ai singoli locali.
Il valore economico è un valore che è legato alla quota associativa di quattordici virgola qualche cosa euro al metro quadro e quindi in funzione delle dimensioni dei diversi spazi, il risultato è il valore complessivo del canone di affitto.
Esistono due modalità di affitto dei locali, una è stata introdotta di recente con l’ultimo bando ed è semplicemente l’applicazione di una norma, che per i nuovi contratti prevede la possibilità dell’associazione onlus, quindi associazioni non a scopo di lucro di poter chiedere l’esenzione Iva e quindi a quel punto il Comune non versa, il contratto viene stipulato in modalità esente da Iva e il Comune non incassa l’Iva e non la versa direttamente allo Stato, ma perché c’è stato il cambio di una normativa che ha permesso questo in queste modalità.
La situazione non è ad oggi applicabile a tutte le associazioni, perché chi aveva già il contratto pregresso, deve aspettarne la scadenza e poi chiedere la variazione del regime contrattuale, nella stipula eventualmente del nuovo, quindi questo è un po’ il modello standard.
Il valore del prezzo a metro quadro è un valore di canone che era stato calcolato ai tempi, mi ricordo, ma non c’eravamo ancora noi come Giunta, esiste da diverso tempo e fosse legato al costo complessivo delle manutenzioni ordinarie che il Comune impiegava per la sistemazione di quei locali e quindi si era fatto un calcolo diciamo a forfait, era venuta fuori questa cifra ed è poi quella che è stata attuata per la locazione di tutti gli spazi, quindi questo è in generale per gli spazi pubblici, quindi soggetti a bando e assegnati alle diverse associazioni, cosa diversa sono invece quegli spazi, per quello chiedevo quale, a quale associazione si riferisse, perché ci sono alcuni spazi che invece sono dati con modalità diversa, tipo lo spazio pubblico dove c’è il Circolo Unione, è uno spazio pubblico comunale, dove però c’è stata una convenzione particolare con il Circolo Unione, per intenderci quello dei Marchigiani, per cui loro hanno costruito, si sono fatti carico del costo di costruzione dell’immobile e delle attrezzature lì presenti ed è stata data in concessione con una stipula contrattuale di quel tipo e quindi non c’è un regime basato sul canone di affitto.
È lo stesso per esempio per le ACLI in Via Marconi o per il Centro di Educazione Ambientale di Legambiente, dove Legambiente ha costruito il centro, che rimane di proprietà del Comune, ma non pagano il canone di affitto, ma c’è una convenzione della durata di venticinque, trent’anni, adesso non ricordo.
Ogni convenzione, poi a seconda anche degli importi complessivi dell’investimento, ha valore e durata differente, però queste sono più o meno le tipologie presenti rispetto agli spazi pubblici soggetti a patrimonio.

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