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N.62 05.07.2021

VAVASSORI

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Interr. scritta n. 62 05.07.2021

RISPONDE L’ASSESSORE ZONCA
riguardano gli oneri di Piazza Gramsci, di Piazza Italia e del collegamento ciclabile tra Piazza Gramsci e Piazza Italia. Lei li vede nel POP (Piano Opere Pubbliche) da almeno quattro anni; queste sono entrate accertate, che significa che sappiamo che devono essere incassate dal Comune, ma non lo sono ancora. Come ci insegna l’ex Vicesindaco Ghezzi, le entrate accertate non sono soldi che ha incassato il Comune, quindi ogni volta che sento che abbiamo incassato i soldi di Piazza Gramsci e non facciamo niente dico che ancora non si è capita la differenza tra un’entrata accertata, cioè sicura, ma che non è stata incassata.
L’accordo di programma del PII Bettola prevede che i costi di progettazione e di realizzazione di queste tre tipologie di opere (Piazza Gramsci, Piazza Italia e il collegamento ciclabile tra le due piazze) sono a carico del soggetto attuatore del PII Bettola, però senza indicare una data di scadenza. Lei sa che in questo anno e mezzo si è rallentato tutto, si è fermato addirittura il loro cantiere, il prolungamento di M1 ha inciso moltissimo sull’andamento di quel cantiere ha avuto otto anni di ritardo, quindi immagini in che condizioni stiamo lavorando tutti.
Tra l’altro lei si preoccupa di Piazza Gramsci, e penso che nessuno in quest’Aula volesse ritardare i lavori di rifacimento di questa piazza. Tutti avremmo voluto che Piazza Gramsci fosse oggetto di intervento il giorno dopo l’avvento della nuova Giunta. È stata richiesta la progettazione via mail al soggetto attuatore e si è chiesto quale fosse la sua intenzione per la progettazione di Piazza Gramsci perché una progettazione vera e propria non c’era. L’unica cosa che abbiamo trovato, ma lo sapevamo già, è stato un rendering che non contiene i pali di illuminazione. È tutto bellissimo, ma la piazza non è illuminata, tant’è che a domanda diretta mi fu risposto che non hanno ancora pensato all’illuminazione. Quindi non era un progetto neanche preliminare, ma era un rendering.
Per il fatto che questi soldi siano indicati nel Piano delle Opere Pubbliche spero tutti gli anni che venga portata avanti questa cosa, ma il peccato originale di quell’accordo di programma è stato proprio quello di non dare delle scadenze perché, come ho già detto e ripetuto mille volte, se lei costruisce casa sua e fa delle opere, queste opere vengono richieste prima che lei inizi il cantiere. C’è una scadenza, come gli oneri. Quando uno deve fare un nuovo cantiere prima paga gli oneri e poi gli viene rilasciata la concessione, perché se non paga gli oneri e i suoi impegni non gli viene rilasciata la concessione. Purtroppo in questo caso non è successo. Spero di aver chiarito la situazione di Piazza Gramsci; noi chiaramente cerchiamo di sbloccarla il più presto possibile, sapendo perfettamente che ciò che era stato indicato come investimento per rifare Piazza Gramsci è totalmente insufficiente per risolvere i quattro problemi (mi ripeto spero per l’ultima volta) che erano emersi a fronte degli incontri con le persone e le associazioni. I quattro problemi di Piazza Gramsci erano stati individuati in pavimentazione, illuminazione, area rialzata e scivolo sul sagrato della chiesa. Queste sono le quattro problematiche che ci erano state segnalate da tutte le persone che abbiamo coinvolto in questa indagine.
A seguito di quell’indagine ovviamente è stata richiesta ufficialmente la progettazione, visto che è a carico del soggetto attuatore, con le modalità dell’appalto pubblico, perché è un’opera pubblica, e questa cosa non ha avuto risposta ufficiale. È partita la pandemia, si sono fermati i cantieri e quel cantiere è stato fermato. Era già in ritardo perché MM non aveva liberato le aree di cantiere perché se stanno facendo una fermata di metropolitana all’aperto e sopra si deve costruire un centro commerciale diventa dura riuscire a fare le due cose contemporaneamente, quindi ci sono stati problemi su problemi. La causa ufficiale è il ritardo di M1, ma la causa non ufficiale, ma aggiuntiva, sono le difficoltà della pandemia e dell’operatore.

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