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N. 17 28.01.2021

ZINESI MAURIZIO

Abbiamo scoperto che la M1 arriverà entro il 2023. Per quanto riguarda l’impianto calore – già qualcun altro l’ha detto – mi auguro che adesso finalmente si possa avere un teleriscaldamento per gli immobili pubblici.

RISPONDE L’ASSESSORE ZONCA
Parto dall’interrogazione del consigliere Malavolta, che ha letto questo articolo recente relativo alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il bando calore che era stato pubblicato pochi giorni dopo il nostro insediamento. Innanzitutto diciamo subito che non siamo rimasti improvvisamente senza fornitura del calore, ma il bando calore è stato annullato, aveva una durata di dieci anni e c’è un contratto temporaneo che garantisce la fornitura di questo servizio fino alla fine della stagione termica di tutti i plessi scolastici o degli edifici comunali.
Questo bando calore aveva qualche difetto e peccato originale, quindi ha prestato il fianco anche a questi contenziosi che erano quasi inevitabili. Da un certo punto di vista la ritengo una notizia positiva, tant’è che noi al Consiglio di Stato come Comune non ci siamo nemmeno costituiti, perché ci permette di rimodulare completamente questo tipo di servizio anche con le offerte, di solito anche abbastanza vantaggiose, di Consip. Evitare una durata così lunga, un bando decennale, è veramente molto importante anche in termini economici. Parliamo di un bando che aveva un valore di 17 – 18 milioni, quindi non stiamo parlando di due lire. Questo ci permette paradossalmente di aprire finalmente, visto che è stato citato anche dal consigliere Zinesi, a un’opportunità che oggi ha meno difficoltà rispetto al passato, cioè quella di collegare degli edifici pubblici al servizio di teleriscaldamento.
È già stata fatta una ricognizione di tutte le caldaie presenti su tutti gli edifici pubblici. È paradossale che dopo più di dieci anni dall’entrata in funzione di ben due fornitori di servizi di teleriscaldamento nessun edificio pubblico sia ancora collegato a questa fonte di calore che riduce oggettivamente le emissioni perché sostanzialmente si eliminano le caldaie. C’è già un progetto per il collegamento di una serie di edifici pubblici, quindi partendo dalle scuole e magari dalle caldaie che sono più vecchie, per arrivare a un’estensione sul lotto 2. Io ricordo che abbiamo due lotti attivi a Cinisello Balsamo: il lotto 1, che è la parte nord-ovest della città, e il lotto 2, che invece è la parte su di Cinisello Balsamo. Il lotto 2 non è stato sviluppato; rispetto all’estensione potenziale che era stata assegnata dieci anni fa (nel 2011) in realtà il fornitore non ha mai proceduto al completamento della rete di teleriscaldamento.Il quartiere Crocetta dovrebbe essere già collegato al servizio di teleriscaldamento e invece non si è mai attraversato il viale da Sesto San Giovanni verso Crocetta, quindi ancora oggi il quartiere è sprovvisto di questo servizio, come è sprovvisto tutto il quartiere di Balsamo, che è rimasto in un limbo che dovrà essere colmato.
È nostra intenzione convocare il fornitore – lo abbiamo già fatto – per chiedere le ragioni che hanno impedito lo sviluppo della rete di teleriscaldamento nella zona sud di Cinisello Balsamo in modo da capire quali sono state le difficoltà e cercare di superarle perché un servizio del genere, ora che è conveniente anche dal punto di vista economico e non solo ambientale richiede comunque un’accelerazione. Dovrebbe essere anche un interesse dei fornitori a fare certi investimenti sulla nostra città perché sennò rimaniamo congelati ancora per molto tempo.

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