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N.48 31.03.2021

CALABRIA DANIELE

Aapplicazione delle regole sull’attività in presenza degli studenti con disabilità o con bisogni specifici dell’apprendimento.
Con l’ultimo Dpcm, che se non sbaglio è datato inizio marzo 2021, il Governo ha previsto, in continuità con le disposizioni precedenti, che le lezioni erogate sottoforma di Dad si svolgessero con la presenza in classe degli studenti Dva e Bes. Da questo decreto, sono state introdotte delle nuove disposizioni che vanno in un’ottica di maggiore inclusione degli studenti appartenenti a queste categorie che consentano agli istituti di predisporre modalità innovative di erogazione della Dad con classi parzialmente in presenza a piccoli gruppi di circa 7, 8, 10 individui, comprensivi – questi gruppi – di studenti Dva e Bes e non Dva e Bes, ovviamente attraverso l’organizzazione di rotazioni in presenza per questi ultimi, per gli studenti non Bes.
La normativa, in particolare che cito, è quella del Dpcm del 2 marzo 2021 all’articolo 43 che, lo sintetizzo, diceva che resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso dei laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Questa normativa è stata integrata, tra l’altro, da una nota del Ministero dell’Istruzione, la protocollo n. 662 del 12 marzo 2021 che dettava alcuni profili attuativi, salvo poi dare il compito alle dirigenze scolastiche, in autonomia di predisporre, anche insieme alle Amministrazioni comunali, le modalità di erogazione di questo tipo di servizio.
È una novità rispetto alle regole precedenti e, onestamente, a mio avviso è positiva, offre uno spiraglio consistente, interessante, anche per offrire un’alternativa a questo binomio secco tra la Dad e la presenza, offre anche un supporto consistente agli studenti che fanno parte di queste categorie, molti dei quali, per l’appunto, in una situazione di diversità rispetto all’erogazione della didattica normale, si trovano in difficoltà. In un contesto più inclusivo, secondo me, in questo modo viene garantito.
La decisione sull’adesione a questo tipo di strumenti, anche a Cinisello Balsamo, dall’entrata in vigore del Dpcm, è stata appannaggio degli organismi scolastici. Mi sono giunte segnalazioni del fatto che non è stato coinvolto solo l’apparato dirigenziale, ma in diversi casi sono stati coinvolti anche i Consigli di istituto. Le scuole, ovviamente, hanno deciso in maniera eterogenea, in alcuni casi si è deciso di aderirvi, in altra casi no e in caso di adesione, l’autonomia scolastica ha comportato anche un’applicazione eterogenea di queste misure. Alcuni istituti, per esempio, hanno privilegiato, tra gli studenti che non fanno parte delle categorie protette, i ragazzi che hanno subito, in periodo di pandemia, i cosiddetti crolli di valutazione e anche altre difficoltà riscontrate a causa dell’erogazione della didattica a distanza e che quindi si ritiene avessero maggiormente bisogno di un ritorno in presenza.
Si segnala, inoltre che le decisioni rispetto all’adesione alle modalità applicative di queste misure sono anche scaturite spesso dalla costatazione di carenze di organico rispetto alle figure di sostegno degli studenti Dva e Bes. In questo senso, credo sia doveroso sottolineare il fatto che il Comune, l’Amministrazione comunale ha dei compiti molto importanti di sorveglianza e anche di coordinamento, perché molte delle figure che si occupano degli studenti con Dva o Bes, per l’appunto molti dei servizi erogati sono erogati, se non erro, da Enti che non sono in Comune in particolare e, se non sbaglio, se ne occupa nello specifico la nostra azienda consortile Ipis, però ovviamente, in un contesto di riconfigurazione dell’erogazione dei servizi, con la pandemia e con l’evolversi delle regole, l’Amministrazione ovviamente deve avere il compito di guardare bene, di controllare effettivamente che la riformulazione dei servizi sia adeguata e anche intervenire laddove si registrino delle carenze. Sicuramente c’è, da questo punto di vista, per il Comune, una responsabilità politica nonostante il tema sia, dal punto di vista delle competenze, appannaggio di numerosi altri Enti.
Tutto ciò premesso, con la presente interrogazione, all’Assessore competente chiederei un intervento in forma orale, magari rispetto alle cose su cui si può rispondere più prontamente, perché mi è stato anche detto che ci sono persone da casa, si è citato anche il Movimento Scuola Aperta, che ci stanno seguendo proprio per avere delle risposte più specifiche sul punto, però dato che si tratta di un elenco abbastanza esauriente di richieste, magari dirò di non essere soddisfatto quando in realtà non lo sono del tutto per poter avere anche una risposta in forma scritta in cui avere anche dei dati, delle conclusioni un pochino più specifiche. Chiedo all’Assessore competente innanzitutto se l’Amministrazione è a conoscenza ed ha monitorato le modalità applicative di questo strumento negli istituti sul territorio e, laddove possibile, restituendo anche una disamina degli istituti che hanno aderito e di quali modalità sono state utilizzate per l’erogazione di questo servizio. Poi, chiedo se si è svolto con le dirigenze o con gli altri organi scolastici un’attività di confronto rispetto a una strategia comune, rispetto all’attivazione di questo strumento. Chiedo anche se sono emerse, negli incontri con gli Istituti, collettivamente o anche tramite comunicazione con le singole scuole, delle criticità rispetto alla presenza congrua di personale di sostegno agli studenti con Dva o Bes per l’attivazione di questi strumenti e se il Comune è attivato per assicurarne la copertura e per quanti studenti di queste categorie effettivamente questa possibilità è stata assicurata rispetto al numero complessivo degli studenti appartenenti a questa categoria, frequentanti le scuole di Cinisello. Infine, chiedo se la possibilità di utilizzare questi strumenti è stata adeguatamente comunicata ai genitori e con quali modalità.

RISPOSTA ASSESSORE FUMAGALLI
rispondo al consigliere Calabria, per quanto riguarda questa nota che si è aggiunta all’ordinanza del 2 marzo, la nota del 12 marzo.
Faccio una premessa: devo dire la buona prassi ci ha portato, tutti i lunedì mattina alle ore 9:00, ad incontrare i dirigenti scolastici, sia delle scuole statali sia paritarie, proprio per vantare questi primi mesi che ci arrivano da un giorno all’altro in cui ci si trova un po’ persi a dover trovare, magari, anche una linea comune oppure la modalità d’intervento, come rispondere ai genitori, quale linea prendere, allora, siamo concordi nel ritrovarci insieme, tutti i lunedì mattina e così ci siamo ritrovati anche per valutare questa nota dove, appunto, si sottolineava la possibilità di creare piccoli punti a rotazione perché i bambini, comunque, già all’inizio, con l’ordinanza, era prevista l’attività in presenza, non si sentissero esclusi. Su questa cosa gli istituti del nostro territorio hanno, naturalmente, avvisato i genitori di questa nuova nota, però, posso confermare che addirittura bambini di (…) non frequentano in presenza perché i genitori non lo consentono, quindi, non li possiamo obbligare, anche con la rotazione molti genitori non vogliono, quindi, non hanno dato la disponibilità. Chiaramente, poi, si aggiunge anche che non è tanto il fatto della mancanza di fattori, perché ci sono sia educatori sia insegnanti di sostegno a sostenere questi gruppi, ma non solo, anche insegnanti di classe, perché questi bambini, comunque, hanno un insegnante di classe, non vivono solo con un sostegno o con educatore, quindi, la figura dell’insegnante di classe, a rotazione, è presente.
Quello che volevo dire è che è a discrezione dei genitori. Le scuole su questo si sono organizzate e anche in Consulta, i presenti, hanno sottolineato la loro organizzazione.
Quello che i dirigenti scolastici richiedono è proprio un confronto e un monitoraggio anche tra di loro, su come muoversi, per esempio, è uscito un nuovo protocollo per l’accoglienza dei bambini colpiti da quarantena, colpiti dal virus. Ci siamo confrontati anche su questo documento arrivato da ATS e tutti d’accordo nel far compilare, comunque, un’autocertificazione al rientro a Scuola, quindi, questa cosa avverrà in tutti gli istituti, per esempio. La ritengo, comunque, una cosa molto interessante, perché, comunque, l’Amministrazione, in questo caso, coordina, però, voi sapete che spetta sempre ai dirigenti, comunque, nella piena autonomia, organizzarsi all’interno dei propri istituti, ma loro hanno dato questa disponibilità e quest’apertura proprio a portare avanti delle linee comuni.
Consigliere Calabria mi dica lei se vorrà delle informazioni più dettagliate, gliele farò avere per iscritto.

ULTERIORI RICHIESTE CONSIGLIERE CALABRIA
Per quanto riguarda, invece, quanto dichiarato in risposta alla mia interrogazione dall’assessora Fumagalli, innanzitutto ringrazio della risposta, non mi aspettavo una risposta ulteriormente dettagliata, proprio perché mi aspetto di ricevere dei dati più specifici per iscritto, in particolare segnalo queste questioni. Molto bene che si sia provveduto, ovviamente, ad incontrare i dirigenti scolastici, non avevo dubbi che l’Assessorato si fosse mosso in questo modo. Sono rimasto sorpreso dal fatto che tutti gli istituti si siano dichiarati disponibili perché non erano state queste le notizie pervenutemi, quindi, da questo punto di vista, se, per caso, c’è qualche rettifica da fare, nel senso che c’è stato qualche istituto che, anche per motivi oggettivi, invece, si è ritrovato a non poter, appunto, disporre di questo servizio, di segnalarmelo tramite interrogazione scritta.
Rispetto alla questione riguardante, appunto, anche la difficoltà di coinvolgere i genitori, i quali, ovviamente, sono in apprensione anche per la situazione sanitaria, proprio per questo calcavo la mano rispetto alla comunicazione, perché ho la sensazione che, purtroppo, gli strumenti che vengono utilizzati di solito per comunicare questo tipo di cose in via preliminare – mi riferisco alle circolari all’interno della Scuola – forse non sono lo strumento più adatto, perché sono molto asettici e in questo caso, invece, secondo me, servirebbe qualcosa di più pregnante, per far capire che dietro alla disposizione, dietro a quest’opportunità, in realtà ci sono dei bisogni, c’è, evidentemente, un’esigenza forte, tenuto sempre conto che stiamo comunque parlando di categorie di studenti che, anche dal punto di vista sanitario, spesso sono a rischio, quindi, non voglio, da questo punto di vista, né scaricare, né considerare come ingiustificate le preoccupazioni dei genitori, credo che nessuno di noi, all’interno di questo Consiglio comunale, sia di questo avviso.
Appunto, gli obblighi di comunicazione, le modalità di comunicazione, secondo me, sono importanti, per questo chiedevo anche se erano state, magari, predisposte delle modalità diverse.
Mi è venuta anche in mente una questione più specifica che riguarda il rientro degli studenti in quarantena. Come sa bene l’Assessore ho una vista privilegiata sulla questione riguardante, appunto, i rapporti tra la Scuola e i pediatri sul territorio, i pediatri sul territorio di Cinisello Balsamo, da questo punto di vista non sono stati messi in condizione di poter operare per far entrare in quarantena i ragazzi per poter usufruire di questo tipo di strumento. Molti pediatri si sono ritrovati di fronte ad una richiesta dei genitori di poter far rientrare a Scuola i ragazzi, farli uscire dalla quarantena, ovviamente, tenuto conto di tutte le disposizioni, ma non erano stati informati di questo nuovo strumento, di questa nota integrativa e molti pediatri si sono, addirittura, messi di traverso, perché hanno detto: “Non mi assumo la responsabilità, non di far uscire dalla quarantena il singolo bambino o bambina, ma di scrivere, appunto, che è ammesso al rientro a Scuola”, perché non conoscevano questa nuova normativa, questa nuova possibilità. Questo è sicuramente un lavoro di raccordo che doveva essere fatto tra le varie istituzioni: ATS, istituzioni scolastiche e Assessorato alle Politiche Scolastiche.
Sulla questione dei numeri degli studenti BES, quindi situazioni BES – DVA che stanno frequentando in questo momento, chiederei con convinzione di poter avere i dati, perché, al di là del fatto che molto spesso è una scelta dei genitori, è importante capire, effettivamente, qual è stata l’efficacia di questo strumento, secondo me è anche un modo, poi, per far capire che questo strumento si è rivelato utile se dovessimo continuare a ritrovarci in una situazione di didattica a distanza, di didattica in presenza a singhiozzo, convincere i genitori anche con i dati confortanti sulla presenza a fronte, magari, invece, di una situazione epidemiologica che si va rasserenando, rendendo pubblici questi dati, da questo punto di vista invito a fornirli per iscritto se è possibile, secondo me si renderebbe un servizio utile alla città, si tratta di dati veramente importanti, capire, appunto, qual è la copertura per questi studenti.
Chiudo e chiedo di fornirmi risposta scritta su questo, rispetto all’attività del Comune. È vero che molto spesso non è un problema di organico, però, secondo me, da questo punto di vista, trovandoci in pandemia, situazioni riguardanti criticità nelle singole scuole, si sono manifestate, penso, solo situazioni in cui ci sono degli insegnanti di sostegno oppure degli educatori che si trovano in quarantena, a quel punto si tratta di una situazione che, tra l’altro, non è facilmente risolvibile nel breve periodo e che, evidentemente, va a discapito della possibilità proficua di poter frequentare in presenza per i singoli alunni che sono assegnati a questi soggetti.
È evidente che li deve intervenire l’Amministrazione attraverso, ovviamente, gli organi consortili, chi è competente da questo punto di vista, quindi, è vero che in generale non si tratta di un problema di organico, ma nello specifico, nella situazione epidemiologica in cui ci troviamo, in realtà, queste questioni possono sorgere.
Su queste considerazioni, anche sa quelle che ho effettuato prima, chiedo di avere, magari, qualche dato più approfondito e qualche risposta più pregnante

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nota Assessore richiesta dati scuole
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