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N.50 31.03.2021

CATANIA ANDREA

Interrogazione sul tema Scuola, visto che è un tema molto rilevante in questo periodo. Lo faccio rispetto a una risposta all’interrogazione 36 del 2021, che in realtà era stata fatta dalla consigliera Trezzi e la consigliera Trezzi in quest’interrogazione, la faccio breve, chiedeva sostanzialmente all’Amministrazione la valutazione, anche con dei numeri reali, rispetto all’impatto della pandemia per quanto riguardava l’erogazione della didattica e di capire quanti erano stati gli studenti che avevano avuto difficoltà, addirittura non erano riusciti ad accedere alla didattica a distanza a causa di problematiche di tecnologia o di mancato possesso dello strumento, eccetera.
La risposta che è stata fornita dall’Assessore è una risposta che fornisce alcune informazioni, però ci ritorno facendo una nuova interrogazione perché su un tema centrale, in realtà, non viene fornita la risposta specifica. A un certo punto viene detto: le segnalazioni di evasione scolastica giunte agli uffici sono leggermente aumentate dallo scorso anno scolastico, ma l’analisi di contenuto non denota un aumento dell’evasione da imputarsi specificatamente alla Dad, bensì a cause indirettamente legate alla pandemia: trasferimenti di residenza non comunicati, impossibilità a rientrare in Italia a causa pandemia. Poi, nella conclusione dell’interrogazione si dice: si conferma che in attesa dei dati ministeriali ufficiali, relativi alla dispersione e al fallimento scolastico, l’Amministrazione continuerà a monitorare l’andamento della Dad. Rispetto a questa risposta, la mia nuova interrogazione pone due domande: le difficoltà connesse alla Dad e all’accesso alla strumentazione non sono per forza, a mio avviso, riconducibili a un tema di dispersione e evasione scolastica in senso lato, possono esserci anche problemi che non portano lo studente a non partecipare del tutto alla didattica scolastica, ma lo portano ad avere una partecipazione discontinua o comunque ad avere difficoltà anche perché pensiamo a quelle famiglie dove magari la strumentazione al loro interno è condivisa tra più persone, tra più figli, magari le famiglie con più figli o magari pensiamo alle famiglie a basso reddito.
Da questo punto di vista, la mia prima osservazione era: le difficoltà connesse alla Dad, quindi al fatto che gli studenti effettivamente riescano a farla, non è necessariamente sinonimo di evasione scolastica in senso lato e tradizionale, ma può essere collegata a una difficoltà di diverso tipo. Da questo punto di vista, l’altra domanda collegata anche a questa è: vorrei dei numeri. Anche nella risposta rispetto all’evasione scolastica, comunque, ripeto, non è, secondo me, un indicatore sufficiente, si parla di leggero aumento dell’evasione.
Qui il tema è leggero quanto? Soprattutto legato a quali tipologie di nuclei familiari? Al di là dei dati della dispersione scolastica, quello che mi aspetto da parte dell’Amministrazione comunale è un monitoraggio puntuale delle situazioni. Altri Comuni, questa è una cosa che lo dico, l’avevamo già chiesta a marzo-aprile 2020, quando ci trovavamo durante il primo lockdown, certe amministrazioni avevano avviato addirittura, l’anno scorso, una fase di mappatura delle necessità in termini di accesso alla didattica scolastica, anche per capire come supportare le scuole nell’accesso ai finanziamenti e rispetto, poi, alla messa a fattor comune delle migliori esperienze. È passato un anno dall’epoca, quindi, è probabile che la situazione sia diversa, perché la didattica a distanza non è nuova, ma a noi risulta, su segnalazioni anche individuali, che, comunque, le difficoltà ci sono e non sono imputabili a persone che cambiano la residenza, ma sono imputabili alla difficoltà effettiva di accesso alla didattica a distanza. È un elemento oggettivo, non sto dicendo che è colpa di Tizio o è colpa di Caio, ma mi aspetto che l’Amministrazione abbia fatto una mappatura di questa situazione, quindi, chiedo di conoscere i numeri puntuali e di capire se ci sono altri dati oltre al tema della dispersione scolastica generale che a mio avviso è un fenomeno molto più ampio.

RISPOSTA ASSESSORE FUMAGALLI G.
Per quanto riguarda, invece, le problematiche sulla DAD, diamo per scontato che la DAD non sostituisce minimamente la didattica in presenza, questo porterà, sicuramente, a delle lacune, ma non soltanto dal punto di vista della didattica, questo ce lo continuiamo a ripetere e lo sentiamo ovunque.
Teniamo monitorata la situazione, anche perché durante questi incontri chiediamo a tutti i dirigenti di farci presente delle eventuali grosse difficoltà che magari si riscontrano durante questo periodo.
In realtà, la difficoltà che loro ci hanno sottolineato è quella che, a volte, nella famiglia, come appunto era stato detto, si trovano più componenti che nello stesso tempo utilizzano il device e di conseguenza si crea confusione e molti non riescono a collegarsi, però, basta organizzarsi tra le varie scuole in orari diversi e, quindi, si limita il disagio, però, il disagio rimane comunque, ma è un numero veramente minimo, nel senso che abbiamo monitorato queste situazioni, però, se il consigliere Catania vuole i numeri vedremo di farci avere i numeri e, poi, di comunicarli.

ULTERIORI RICHIESTE CONSIGLIERE CATANIA
Le chiedo di avere i numeri, cioè, vorremmo avere i numeri precisi delle famiglie, degli studenti che hanno segnalato difficoltà per la didattica a distanza, magari, le chiedo anche con un raffronto temporale, perché immagino che, giustamente, veniva ricordato che non è che la didattica a distanza è la norma, ci sono state anche fasi in cui si è tornati in presenza.

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nota Assessore richiesta dati scuole
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