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n. 107 13.11.2013

ZONCA ENRICO

Sempre rimanendo nell’ambito tecnologico, ormai è da qualche mese che ci lamentiamo che nell’Aula del Consiglio Comunale nessuno di noi riesce ad accedere alla rete wi-fi in Aula Consiliare, per problemi tecnici, problemi di password, per mille problemi non riusciamo mai ad accedere al portale, nemmeno al portale del Comune per guardare e controllare le delibere, e quindi abbiamo questo problema. Contemporaneamente scopriamo che invece sono stati istituiti dei punti wi-fi privati in giro per la città, diciamo in giro per la città, è una parola grossa, nel centro città presso alcuni esercizi commerciali. Direi che magari il primo punto wi-fi che bisognerebbe mettere, bisognerebbe farlo funzionare nel Comune piuttosto che andare a pubblicizzare altre forme, che oltretutto sono già coperte con punti wi-fi che erano già presenti. Vorrei chiedere se questi punti wi-fi, quelli che sono stati promossi pubblicizzati recentemente comportano un costo per il Comune e se non comportano alcun costo per il Comune se comportano un qualche vantaggio per i cittadini o il Comune. Una delle caratteristiche di questi punti wi-fi che ormai si stanno sviluppando in tutta Italia è il fatto che raccolgono le informazioni di chi si iscrive, e quindi profilano in un qualche modo gli utenti di queste reti wi-fi, oltretutto tracciando anche i loro movimenti, non si sa chi sia il responsabile della privacy di questi dispositivi, di questi servizi, ma ovviamente il loro business è quello di fare pubblicità. Il punto wi-fi quindi funziona ma in realtà nel browser appaiono una serie di pubblicità. Bisogna anche capire se attraverso una convenzione del Comune noi accettiamo qualsiasi cosa, oppure potremmo anche trovarci, come mi è capitato recentemente in un altro ente pubblico importante della nostra regione, di vedere pubblicità di incontri intimi in una rete pubblica di un ente pubblico, oltretutto durante la proiezione in un convegno con duecento persone davanti, non è molto carino ciò che è successo. Vorrei che si evitasse lo stesso fenomeno a Cinisello Balsamo.
Ben vengano i punti wi-fi, attenzione a sottoscrivere correttamente gli accordi con le società private che hanno altri obiettivi rispetto a quello di dare un servizio gratuito ai cittadini, hanno un obiettivo di business. Se lo vogliono fare in convenzione con il Comune devono rispettare certe regole, se lo vogliono fare in convenzione o in accordo con esercizi commerciali non coinvolgano il Comune in certe attività lucrative.

Risponde il Sindaco:

Per quanto riguarda la questione degli hotspot, essi derivano da un finanziamento ottenuto a una partecipazione di un bando – non mi ricordo se regionale o ministeriale – l’amministrazione comunale ha ottenuto questo finanziamento che finanzia venti postazioni di hotspot nel centro città gratuitamente per un anno. È stato fatto in collaborazione con RCM (Rete Civica Milanese) che sostanzialmente è una rete civica completamente pubblica che vede la referenzialità più importante all’interno del Politecnico di Milano e la collaborazione con FreeLuna che è una rete diffusa sul territorio con oltre credo quattromila esercizi commerciali aderenti. È un po’ come la rete di Carta Giovani, per cui il commerciante che entra all’interno di questa rete può vedere promosse le proprie offerte e le proprie attività all’interno di una rete più ampia. Ovviamente la convenzione prevede sostanzialmente che ci siano esercizi, siccome devono passare attraverso il Comune, che in qualche modo facciano attività assolutamente legali e comunque inerenti a percorsi di aggregazione e sviluppo del territorio, nel senso che si evita che ci siano gli hotspot di sale giochi o comunque di attività che non rientrino da questo punto di vista nei percorsi condivisi con l’amministrazione comunale. Questo è per la parte che riguarda l’amministrazione comunale, ma poi in realtà se un’attività commerciale per conto suo decide di attivare un’adesione alla rete FreeLuna per i fatti suoi questo è indipendente dal progetto dell’amministrazione comunale perché è una rete nazionale a cui bisogna però aderire sottoscrivendo un contratto e che ha delle norme e dei vincoli.

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