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n. 54 14.10.2013

RICCARDI ALESSANDRA

La seconda interrogazione riguarda il servizio di teleriscaldamento. È noto che dopo l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento da parte di molti condomini, allacciamento avvenuto in alcuni casi mediante una certa induzione da parte della SMEC tramite previsioni del tutto lontane dalla realtà e rivelatesi completamente errate al ribasso, si sono venute a creare situazioni diffuse di aumenti e di consumi e costi, come ad esempio via Guardi 50 o via (…) 10, che di recente si è distaccata da situazioni che sono state segnalate anche da alcuni quotidiani. L’aspetto paradossale è che detti consumi oltre a essere esponenzialmente più alti rispetto alle previsioni di SMEC, fino al 90 per cento in più, si sono rivelati di parecchio maggiori anche rispetto alle gestioni precedenti con caldaie vecchie di quindici – venti anni (fino al 30 per cento in più). Si versa persino in una situazione di contrarietà alla legge se si pensa alla diffusa legislazione nazionale in tema di risparmio energetico e contenimento delle emissioni. Infatti appare del tutto illegittimo che il rinnovamento e la riconversione del proprio sistema di fornitura di riscaldamento possa portare a maggior consumi energetici ed economici. La precedente amministrazione si è sempre limitata a liquidare ogni interrogazione consiliare, ogni richiesta di chiarimenti da parte dei condomini, degli amministratori e dei loro legali sostenendo che questo è un problema che sussiste solo tra i condomini e la SMEC in quanto si tratta di rapporti di diritto privato dimenticando però che c’è una convenzione tra Comune e SMEC, una carta dei servizi e un obbligo di supervisione e controllo da parte del Comune sull’operato del gestore. Vero invece è che dopo aver pubblicizzato il teleriscaldamento, rivelatosi poi un vero e proprio disastro economico in termini di consumi per soggetti privati che vi hanno aderito, non c’è stato alcun controllo da parte dell’amministrazione sull’operato della SMEC, la quale si è resa gravemente inadempiente sotto numerosi e diversificati aspetti sia nei confronti dell’amministrazione sia nei confronti dei singoli condomini. Tra l’altro è da ribadire una circostanza parecchio indicativa della grave insufficienza con la quale è stata gestita la questione dalla precedente amministrazione. Nessun edificio pubblico è ancora collegato alla rete del teleriscaldamento, occorre poi premettere che la sentenza 5894 del 2012 del Consiglio di Stato ha qualificato il teleriscaldamento come servizio pubblico locale con importanti risvolti in merito alla definizione dei criteri per la determinazione dalle tariffe nei Comuni presso i quali è attivo detto servizio, criteri che dovranno essere rivisti e che non potranno più essere arbitrariamente imposti, circostanza che determina pure l’obbligo di restituzione delle somme legittimamente percepite da parte dei gestori della rete sulla base di tariffe elevate e arbitrariamente determinate. Si legge infatti al punto 7.2.1 che l’attività di teleriscaldamento si configura quale servizio pubblico locale. Ciò rende corretto e coerente il richiamo all’articolo 117 del decreto legislativo 267 del 2000 secondo cui la tariffa che costituisce il corrispettivo del servizio pubblico (secondo comma) e che deve essere tale da assicurare l’equilibrio economico e finanziario dell’investimento e la connessa gestione, deve essere calcolata tenendo conto della corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare l’integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario, dell’equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti e il capitale investito, dell’entità dei costi di gestione delle opere, compresi gli investimenti e la qualità del servizio e dell’adeguatezza della remunerazione. È pertanto da respingere la prospettazione secondo cui la determinazione della tariffa del servizio in esame sarebbe del tutto libera e rispondente esclusivamente a mere logiche imprenditoriali. Quanto sopra è in relazione al fatto che sul territorio di Cinisello Balsamo operano due soggetti nella gestione del servizio di riscaldamento, l’A2A e la SMEC, determina delle conseguenze che l’amministrazione comunale non può disattendere nell’interesse di tutti i cittadini. Pertanto, con questa interrogazione, si richiede con urgenza al Sindaco e all’Assessore competente una relazione dettagliata sui condomini e sugli edifici allacciati alla rete di teleriscaldamento ad A2A e da SMEC, una relazione dettagliata sulle tariffe applicate da A2A e SMEC nell’ultimo triennio di gestione della rete e di quella prevista per la stagione a venire, una relazione dettagliata sullo stato delle azioni di recupero del canone dovuto da SMEC al Comune per l’utilizzo del suolo, una relazione dettagliata sullo stato di attuazione dell’impegno di unificazione della gestione della rete di teleriscaldamento, stato della divulgazione dell’amministrazione comunale dei dati necessari per consentire ai condomini danneggiati dal comportamento di SMEC le opportune azioni giudiziali davanti al giudice civile, penale o amministrativo, lo stato dell’azione dell’amministrazione comunale finalizzata a perseguire con urgenza, visto che il 15 di questo mese si apre la gestione termica, e con tutti i mezzi a disposizione la perequazione delle tariffe applicate mediante la riduzione delle tariffe stesse in adeguamento a quella minore applicata tra i soggetti gestori tra A2A e SMEC, lo stato dell’azione dell’amministrazione comunale finalizzata al recepimento e all’attuazione della sentenza n. 5849 del 2012 del Consiglio di Stato e di adozione di tutte le consequenziali, delibere e provvedimenti, lo stato dell’azione dell’amministrazione comunale finalizzata all’accertamento di ogni eventuale inadempienza da parte di SMEC alla carta dei servizi sottoscritta previa audizione degli amministratori dei condomini interessati, lo stato di attuazione da parte dell’amministrazione della delibera n. 39 del Consiglio dell’11.07.2012 di unificazione del sistema di gestione della rete di teleriscaldamento finalizzata a perseguire gli obiettivi già prefissati solo sulla carta di qualificare concretamente il teleriscaldamento quale pubblico servizio locale.

Risponde l’Assessore Ruffa:

Abbiamo già nella scorsa legislatura istituito, come Consiglio comunale, una Commissione di controllo e garanzia sulla verifica degli atti da parte del Comune e dell’amministrazione, in particolare su uno degli articoli delle convenzioni che era quello più criticato nelle questioni che poi ogni anno nel periodo invernale emergono sulle questioni del teleriscaldamento, è pur vero che quella Commissione non è arrivata, come diceva il consigliere Visentin, a elaborare una relazione definitiva a causa dello scioglimento anticipato della scorsa amministrazione e dello scorso Consiglio comunale, tuttavia nelle sedute che si erano tenute era sostanzialmente emersa una non responsabilità degli uffici e nessuna mancanza negli adempimenti nello svolgimento del ruolo nei confronti dei rapporti del teleriscaldamento che sono, vista quella convenzione, rapporti tra privati, ossia tra i condomini che hanno scelto liberamente su proposta della società SMEC di convenzionarsi al servizio di teleriscaldamento. Il Comune ha gestito invece il ruolo di amministratore di un servizio e quindi ha dato in concessione la possibilità a SMEC di realizzare sul territorio comunale questo servizio del teleriscaldamento e di realizzare la centrale. In base a questo è stata stipulata una convenzione che prevede una formula per il calcolo dell’importo in base al quale viene calcolato il costo del servizio di teleriscaldamento, che è legato sostanzialmente tramite una formula matematica al valore del gas e dell’energia. Si può entrare nel merito di una discussione se i valori sono piuttosto alti o piuttosto bassi, però tutto questo era comunque pubblico, fa parte della convenzione e ogni condominio ha fatto le proprie valutazioni nella scelta di decidere l’allacciamento o meno a un servizio. È chiaro che si sono verificati dei problemi in alcune aree e in alcune tipologie di condominio di cui siamo a conoscenza, ci sono dei condomini, soprattutto nella zona nord di via Guardi, che hanno lamentato diversi problemi con l’allacciamento al teleriscaldamento e col fatto che rispetto a quanto la società dichiarava come miglioramento della qualità - quello che veniva dichiarato era una forte riduzione dei consumi - in realtà tutto questo non c’è stato e in alcuni casi si segnalano addirittura degli svantaggi rispetto ai passaggi precedenti. Quello che l’amministrazione può fare è controllare e dal punto di vista tecnico risponderemo. Sulla questione del canone c’era ed era già in essere una sorta di contenzioso che si stava avviando verso la procedura legale perché c’era in discussione il fatto che il canone annuo che doveva essere versato all’amministrazione dal terzo anno in poi SMEC l’ha contestato con una serie di rimostranze legali e quindi in questo siamo in una fase di discussione. Ripeto, non rispondo adesso perché la risposta puntuale e precisa sullo stato dell’arte della procedura rispetto al fatto di essere già in una fase avviata della causa o in fasi diverse di discussione su come questo canone deve essere rimborsato la vediamo con gli uffici e risponderemo in forma scritta. Un’altra cosa che volevo dire sul teleriscaldamento è la scelta che dal punto di vista politico dovremmo andare ad affrontare nel breve termine ed è dovuta al fatto che sulla nostra città nella gestione di questo servizio a oggi insistono due operatori diversi con due tariffe diverse che sono tuttavia avvenuti in momenti diversi e con cause e modalità operative diverse. Era stata fatta nella scorsa legislatura una gara per il secondo lotto del teleriscaldamento al quale a questo punto la gara in quel momento era l’unico strumento per la variazione della normativa di legge che era previsto per la concessione del servizio del teleriscaldamento, quindi l’obbligo di andare in gara ha portato al fatto che l’offerta migliore in quel momento è stata quella di A2A e che quindi ha abbassato notevolmente il costo del servizio di teleriscaldamento per una parte di cittadini e chiaramente rispetto al confronto con l’altro lotto e l’altra area c’è una differenza notevole. Dal punto di vista politico stiamo cercando di capire come riuscire a migliorare questa situazione e a offrire un servizio del teleriscaldamento il più consono possibile cercando anche la possibilità di arrivare ad avere una tariffa unica e comune per tutti i cittadini che decidono di allacciarsi al teleriscaldamento. Però è un problema abbastanza complesso visto che comunque ci sono degli operatori che legittimamente in momenti diversi e in situazioni legislative diverse hanno ottenuto la concessione di una parte del servizio, quindi a oggi su questo problema non è possibile dare una risposta. Su tutte le altre questioni tecniche invece proposte risponderemo per iscritto.

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Risp. 2013 n. 54 RICCARDI
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Risp. 2013 n. 54 RICCARDI allegati
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Risp. 2013 n. 54 RICCARDI allegati (risposta alla n. 64 richiamata)
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