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n. 63 14.10.2013

ZONCA ENRICO

La terza interrogazione riguarda una lettera, che sicuramente tutti i Consiglieri comunali avranno ricevuto penso oggi, da parte del Presidente di Assofarm, cioè il Presidente nazionale delle Farmacie, che è relativa alla tendenza che hanno molti comuni per far cassa, comuni di destra e di sinistra, di vendere quote o intere farmacie comunali e guarda caso questa lettera è arrivata in un comune come il nostro che ha deciso di cedere il 40 per cento dell’azienda Farmacie. Sembra fatto apposta e in realtà l’ha mandata a tutti i Consigli comunali d’Italia. Se qualcuno ha avuto il tempo e la voglia di leggere quella lettera, si dice chiaramente che molto spesso i bandi di vendita delle farmacie comunali vanno deserti perché attualmente il valore delle farmacie viene indicato al minimo storico per una serie di fattori, come per la crisi, per il fatto che sono stati introdotti dei decreti che incrementano l’utilizzo di farmaci a basso costo, i prodotti da banco comunque hanno un minore mercato e quindi il valore intrinseco delle farmacie in questo momento è al minimo storico. Il Presidente di Assofarm fa un appello dicendo ai Comuni di non vendere le farmacie comunali perché questo è il momento più sbagliato per venderle proprio perché il loro valore è al minimo storico, quello che eventualmente si ricaverà non sarà sufficiente poi per ripianare bilanci comunali e quindi per quanto possibile bisogna cercare di valorizzare le farmacie comunali perché la prospettiva è quella di una maggiore valorizzazione e una maggiore redditività delle farmacie comunali. Sembrava una lettera scritta per il Comune di Cinisello Balsamo. Mi è venuto spontaneo chiedermi visto che il Presidente dell’Associazione Nazionale afferma delle cose che probabilmente ha già sperimentato sul territorio nazionale, è probabile che quel fenomeno si riverifichi anche nel nostro Comune. La settimana scorsa ho ricevuto una risposta relativa alla vendita del 3 per cento delle quote ai dipendenti delle farmacie, e mi è stato ricordato che qualora l’acquirente del 40 per cento dell’azienda Farmacie non fosse interessato a cedere il 3 per cento ai dipendenti delle farmacie il Comune si impegna a cedere un proprio 3 per cento a favore dei dipendenti delle farmacie, e quindi vuol dire che la quota di partecipazione del Comune nell’azienda Farmacie passerebbe dal 60 al 57 per cento mentre rimarrebbe invariato il 40 per cento acquistato dal privato qualora non fosse interessato a cedere il 3 per cento ai dipendenti delle farmacie. A fronte di questo quindi mi chiedo se nel caso in cui il bando che è stato già pubblicato andasse deserto, alla luce della lettera del Presidente che avete ricevuto oggi e alla luce delle moltissime perplessità che non solo dalla minoranza sono arrivate ma anche da esponenti della maggioranza su questa operazione finanziaria che purtroppo è di breve termine, quali sono le azioni che la Giunta comunale intende fare. Intende riemettere un bando a valori inferiori, e quindi ad avvalorare sostanzialmente quello che ci sta dicendo il Presidente nazionale, oppure intenderà sospendere quel tipo di scelta per cercare altre soluzioni per lo sviluppo dell’azienda Farmacie?

Risponde il Vicesindaco Ghezzi:

Riguardo ai bandi di gara, in particolare quello dell’AMF, la lettera di Assofarm, stiamo aspettando che si concluda per vedere se qualche società e azienda ha partecipato o no. Al momento abbiamo avuto solamente accesso agli atti, quindi alla documentazione, da parte di cinque aziende, per cui un minimo di interesse è stato mostrato e potrebbe essere che qualcuno presenti un’offerta. Non abbiamo ancora stabilito qual è il piano B, nel senso che dovremo decidere che cosa fare qualora la gara andasse deserta, però al momento non c’è una soluzione definita all’interno della maggioranza. Abbiamo cominciato a discuterne ma non siamo arrivati a una soluzione e a un’ipotesi definitiva che potrebbe essere messa in campo a partire dal 25 ottobre. È ovvio che appena si concluderà il bando e appena avremo l’esito, o positivo o negativo, comunicheremo al Consiglio comunale quali sono stati gli esiti e quali saranno le decisioni future.

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