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n. 25 09.09.2013

ZONCA ENRICO

Ora vorrei trattare due argomenti che sono connessi tra di loro e che sono stati anche motivo di polemica politica all’interno del centrosinistra che riguardano la privatizzazione di due aziende a proprietà comunale. Sempre per coloro i quali erano già presenti nel vecchio Consiglio comunale, la delibera di Consiglio comunale votata a maggioranza che decideva la cessione del 40 per cento dell’azienda Farmacie prevedeva una serie di obblighi e di criteri da parte del soggetto aggiudicatario. Tra i vari criteri c’era l’obbligo da parte del soggetto che si fosse aggiudicato il 40 per cento dell’azienda Farmacie a cedere il 3 per cento delle quote acquistate allo stesso valore di acquisto ai dipendenti dell’azienda stessa, quindi era una condizione stabilita dal Consiglio comunale, e andando a leggere quel bando mi sono accorto che la cessione del 3 per cento non è più un obbligo ma è stata trasformata in un’altra cosa: è diventata un punteggio e vale 5 punti su 100 rispetto all’offerta economica, al piano industriale e a tutte le altre cose. Ciò significa che per paradosso noi potremmo avere un’azienda che si aggiudica il bando di acquisto del 40 per cento dell’azienda Farmacie che non è disponibile a cedere il 3 per cento, come deciso dal Consiglio comunale, ai dipendenti dell’azienda, e quindi perde 5 punti su 100, ma fa un’offerta economica più vantaggiosa rispetto a un concorrente che invece era disponibile a cedere il 3 per cento dell’azienda Farmacie e quindi vince la gara senza cedere il 3 per cento ai dipendenti. Questo è contro lo spirito che ci eravamo dati qui in Consiglio comunale. Voi mi direte che non è così, però vi dico che è esattamente così, vale a dire che è stato trasformato quell’obbligo in una facoltà per cui nel capitolato, se lo andate a leggere, c’è scritto che chi partecipa ed è disponibile a cedere il 3 per cento delle azioni ai dipendenti dell’azienda ottiene cinque punti in graduatoria. Quel 3 per cento non deve far parte del punteggio sulla graduatoria, quello era uno dei requisiti che erano stati decisi dal Consiglio Comunale, oltretutto non era nemmeno stata una mia proposta, io avevo cercato di modificarla per il bene dell’azienda e per il bene anche dei dipendenti, infatti ricordo una delle discussioni con l’Avvocato che poi otterrà in caso di aggiudicazione i 25.000 euro di compenso promessi dalla società aggiudicatrice, perché facciamo anche queste cose qui carine, vale a dire che chi si aggiudica il bando deve pagare 25.000 euro al nostro consulente, che è quello che ha costruito il bando. È veramente scandalosa questa cosa.
Una delle discussioni fu se noi oggi abbiamo un dipendente che acquista una piccola porzione di azioni dell’Azienda Municipale Farmacie, e poi per un qualsiasi motivo si licenzia che cosa succede? L’Avvocato rispose al Consiglio Comunale dicendo: perde i requisiti e quindi deve cedere necessariamente le quote. Mi sembrava una posizione corretta e su quel punto ho detto siamo d’accordo, nel senso che se vogliamo dare anche un incentivo ai dipendenti comunali, ai dipendenti dell’Azienda Farmacie, possiamo usare anche la leva dell’azionariato che viene usata in tantissime aziende, in tantissime situazioni, mi sembra una buona soluzione, anzi lo avrei anche aumentato non lo avrei limitato al 3%. Così facendo invece, così come è scritto il capitolato non è diventato un obbligo per nessuno cedere il 3% di queste azioni, e quindi il risultato molto probabilmente potrà essere quello che nessuno cederà nulla, chi si compra il 40% si terrà il suo 40% e non cederà assolutamente nulla, fregandosene dei cinque punti su cento che sono stati inseriti nella graduatoria. Non dovevano essere nemmeno inseriti quei punti lì, doveva essere uno dei criteri per cui chi partecipava si doveva impegnare, questo avevamo stabilito in Consiglio Comunale, a cedere il 3%, qualora ci fosse stata la richiesta, perché può darsi anche che nessun dipendente dell’Azienda Farmacie sia interessato ad acquistare le quote, io non ci credo, però può anche succedere, uno mette sul mercato delle quote azionarie, poi può darsi che non ci sia nessuno interessato ad acquistarle, magari perché sono sopravvalutate.
Mi chiedo per quale motivo è stato usato questo metodo, che è contrario ai principi indicati dalla delibera di Consiglio Comunale, e mi chiedo se questa cosa possa ritenersi un motivo invalidante di quel bando.

Risponde il Sindaco

Sui bandi delle aziende credo che il Vicesindaco possa essere preciso di me, però tengo a dire due cose. Di questi bandi ne abbiamo discusso a lungo all’interno di questo Consiglio comunale. Sono bandi che sono stati approvati dalla precedente Amministrazione. Sono bandi che sono stati fatti attraverso determina perché, di fatto, sono già stati istruiti e costruiti, e le scelte, da questo punto di vista, sono già state fatte.
Riguardo al 40 per cento della Nord Milano Ambiente, noi non mettiamo in vendita la strumentazione o il patrimonio. Quello non viene toccato. E’ dato ad un privato lo smaltimento. Non sono conteggiate le piattaforme e non sono conteggiati neanche i mezzi…
(Intervento fuori microfono del consigliere Zonca: "Vendete le azioni, vendete le azioni!)
Sindaco:
Sì, ma non la parte della piattaforma e non la parte dei mezzi…
(Intervento fuori microfono del consigliere Zonca: "Di chi sono allora?")
Sindaco: Del Comune. Il 3 per cento che riguarda la possibilità di far partecipare il personale della AMF è premiante per il privato che partecipa. Nel caso non ci fosse nessun privato che segnala la possibilità di cedere ai dipendenti il 3 per cento, verrà ceduto il 3 per cento delle quote di proprietà del Comune ai dipendenti, quindi resta dentro un sistema premiante. Ma anche questa cosa era stata detta e scritta più volte.
Ora, se si pensa che questi bandi possano avere comunque dei presupposti di illegittimità, va bene, si proceda per la via che si ritiene più opportuna, sapendo che su questi bandi e su queste delibere anche le Commissioni e questa Amministrazione hanno discusso a lungo. Se si pensa che siano stati costruiti in maniera illegittima, nell’interesse pubblico - lo dico anch’io - piuttosto che dare il via ad un’operazione che sia illegittima, che si proceda comunque a fare le segnalazioni dovute. Se non ci sono risposte soddisfacenti, credo che sia anche nell’interesse dell’Amministrazione trovare soluzioni alternative piuttosto che trovarci in qualche difficoltà nella seconda fase.

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