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N. 127 28.09.2020

RAHO MARIA CONCETTA

Sono referente di un problema che è praticamente presente in Via Sardegna da tantissimi anni. Via Sardegna è una strada privata ad uso pubblico. Era di proprietà di Autostrade, sono stati dati 50 mila euro che ancora non si capisce dove siano finiti, se ci sono, se non ci sono, è ancora un macello, quindi, bisognerebbe un attimino capire se quest’Amministrazione comunale ha intenzione di rendere la via finalmente pubblica, quindi rendendola pubblica dando tutti i servizi che vengono, ovviamente, erogati alle strade pubbliche o se renderla totalmente privata, in modo tale che, poi, i condomini se ne facciano carico. Questa è la domanda che rivolgo all’assessore Zonca. Ci sono le condizioni perché questa strada diventi pubblica o privata? Se la risposta è “sì”, l’Amministrazione comunale non si opporrebbe alla richiesta del supercondominio a trasformarla in una strada pubblica, l’unica condizione sarebbe che la gestione al Comune dovrebbe avvenire con l’unanimità di tutti i condomini. Queste sono le domande che mi sono state sottoposte da più residenti che purtroppo vivono in quella condizione e che non sanno, giustamente, da che parte stare. Passa lo spazzaneve? Pulisce? Non pulisce? La pulizia delle strade la fa? Non la fa? Sono queste le domande che i cittadini, giustamente, si pongono. Questa è la domanda che volevo farle.

RISPONDE L’ASSESSORE ZONCA
Via Sardegna ha una serie di problemi, ma anche qualche opportunità per il futuro. La via è formalmente privata, quindi per tutte le vie private la manutenzione dell’asfalto piuttosto che l’illuminazione dovrebbe essere a carico, com’è in tantissime altre vie private, quindi non cedute dal Comune nel tempo, a carico dei proprietari, i proprietari sono i condomini. Ho già avuto modo di parlare con i vari amministratori di condominio, che sono più di uno e diversi condomini. Loro mi segnalano queste difficoltà sapendo che, in ogni caso, alcuni servizi vengono fatti pur essendo una via privata, però, è sempre una situazione ibrida che si trascina da decenni, quindi, alla fine, andrebbe risolta. Ho prospettato questa soluzione, cioè di dire: non c’è una resistenza o una contrarietà da parte nostra, la via potrebbe diventare pubblica, ovviamente senza costi per l’Amministrazione comunale, non è che andiamo a comprare la strada, c’è questo vincolo legislativo che impone l’unanimità di tutti i condomini, lì stiamo parlando di 500 famiglie se li mettiamo insieme tutti, quindi è un grande lavoro che dovrebbero fare soprattutto gli amministratori di condominio, poi, siccome c’è un’altra questione che riguarda un’area espropriata da Autostrade, per realizzare i lavori di copertura, quindi c’è una striscia di circa 2 metri per tutta la larghezza del giardino condominiale, Autostrade ha previsto un indennizzo, adesso non ricordo esattamente la cifra ma doveva essere oscillante tra i 40 e i 50 mila euro. Giustamente, la società Autostrade dice al condominio: “Fatemi vedere l’atto di provenienza, vale a dire dimostrare che quella è un’area condominiale a tutti gli effetti e noi verseremo questi soldi nel conto corrente del condominio”. Purtroppo abbiamo scoperto che quell’area è un mappale molto particolare, non è mai stato volturato al condominio e risulta ancora oggi intestato fittiziamente alla società di costruzioni che ha costruito quei palazzi negli anni Sessanta. Il problema è che il proprietario di questa società costruttrice è morto nel 1992 senza eredi e senza nessuno che avesse richiesto l’eredità. Ci sono due possibilità in questo caso: o che il condominio, dimostrando che ha curato quell’area per più di 20 anni, sfrutta l’usucapione, quindi accede alla proprietà, questa è la prima ipotesi che avevo formulato ai vari amministratori di condominio i quali mi hanno detto che l’usucapione la conoscono anche loro come procedura ma non hanno le risorse per poter pagare l’imposta di registro perché diventa, a tutti gli effetti, un atto di compravendita, un’immissione in proprietà. L’altra possibilità, che è un po’ più complicata, potrebbe essere – sono aperto anche a queste ipotesi qui – che nessuno richiede quest’area e quindi l’area diventa, a tutti gli effetti, pubblica. A quel punto Autostrade dovrebbe pagare l’indennizzo a chi ne è proprietario, cioè al Comune di Cinisello Balsamo. Potremmo anche impegnarci con una sorta di concessione, di convenzione, ad utilizzare questi soldi ricavati da Autostrade per fare degli investimenti magari su Via Sardegna, cioè, alla fine, i soldi ricavati potrebbero ritornare ancora al condominio, comunque alla zona. Certo che questa seconda strada è un po’ più complessa e dobbiamo anche studiarla per evitare che qualcuno possa creare contenziosi. La prima sarebbe stata più semplice, però ho capito che ci sono delle difficoltà. Per ultimo, sul condominio di Via Sardegna c’è un’ipotesi legata al superbonus 110 per cento, è un’ipotesi che ci è stata presentata in modo definitivo, aspettiamo le riunioni condominiali che dovrebbero essere fatte ad ottobre, per capire se quest’operazione, che è un’operazione molto importante di riqualificazione, riguarda il cappotto termico, pannelli solari sul tetto, sostituzione delle caldaie con caldaie a condensazione, può essere finanziata attraverso una società che si fa carico dell’investimento e poi, attraverso la cessione del credito, recupera l’investimento fatto in cinque anni. Queste sono le notizie più recenti che abbiamo su Via Sardegna. Certo è che così com’è non si può rimanere, dobbiamo per forza fare un passo in avanti e muoverci in una di queste direzioni. Sarei la persona più felice del mondo se si riuscisse a realizzare quest’intervento di riqualificazione del supercondominio con il superbonus del 110 per cento. Tra l’altro, approfitto per dire che entro fine mese organizzerò una serata informativa proprio su questo decreto legge che non solo sarà per addetti ai lavori, quindi i tecnici e gli amministratori di condominio, ma soprattutto per i cittadini, perché le domande sono moltissime, c’è poca conoscenza sulle opportunità che ci sono su Cinisello Balsamo e ritengo che gli stabili di Via Sardegna siano l’esempio classico di come si può riqualificare il patrimonio immobiliare di Cinisello Balsamo che ha un’età media superiore ai 50 anni, quindi sarebbe ora di dargli una bella rinfrescata anche dal punto di vista energetico e ambientale.

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