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N. 47 18.05.2020

BARTOLOMEO PATRIZIA

interrogazione riguarda sempre l’aspetto psicologico che ha coinvolto la fase uno, ma che naturalmente continua nei suoi effetti. Abbiamo parlato, nel precedente Consiglio comunale, di molti ammalati, delle persone che ci hanno lasciato e di come sia la malattia che il lutto sia vissuto in totale solitudine. Oltre a queste persone, c’è chi ha vissuto altre malattie completamente isolato e anche quando non ci sono stati casi di malattia, dobbiamo immaginare cos’è stato per molte persone l’isolamento che ha impedito qualunque contatto, magari dove non ci sono dei parenti e neanche delle persone amiche. Questa è la fase uno, adesso abbiamo iniziato una nuova fase, ma non per questo l’aspetto psicologico deve perdere la sua attenzione. Ci siamo avviati ad un’apertura che corrisponde sicuramente ad una ripresa economica, e speriamo che sia così per tutti, ma sappiamo e abbiamo certezza che ci avviamo verso un periodo di grande difficoltà economica e anche questi temi possono essere motivo di grave disturbo psicologico. Onde evitare situazioni drammatiche e atti drammatici, chiedo se già non si è predisposta la realizzazione di uno sportello psicologico che possa intervenire non solo per le persone così delicate della fase uno, ma anche in previsione di quelle che saranno le difficoltà che dovremo affrontare. Credo che sia opportuno un coinvolgimento delle realtà del territorio sia le realtà di categoria, le Associazioni di categoria, quanto le altre realtà che operano sul territorio perché insieme all’Amministrazione si possa realizzare una sorta di rete e insieme si possano prevenire, il più possibile, situazioni di – speriamo che non avvengano – atti drammatici.

Risponde l’Assessore Visentin

Per quanto riguarda il sostegno psicologico, nella Fase 1, credo che Bartolomeo abbia fatto una domanda di questo carattere, da un punto di vista generale, non legata al Centro Antiviolenza, ma noi abbiamo fornito, sempre attraverso il Telefono Amico, un servizio di assistenza psicologica attivando un sostegno di 4 professionisti che si sono proposti, ci siamo incontrati, abbiamo fatto in modo che avessero gli strumenti per poter dare, qualora ce ne fosse stato bisogno, un supporto psicologico. Se ricordo bene gli interventi sono stati circa 14 o 15, se volete anche dire i numeri, una relazioncina vi può arrivare tranquillamente a breve. Oltre questo servizio, abbiamo abbinato al Telefono Amico, perché una parte del servizio del Telefono Amico è quella di consegnare le spese per le persone over 65 che non hanno possibilità di uscire o che hanno poca rete relazionale.
Abbiamo deciso di abbinare al Telefono Amico questo servizio perché è capitato, soprattutto nella prima fase, che telefonassero delle persone che oltre a chiedere la spesa poi chiedevano anche un aiuto per capire che cosa stavamo e stiamo ancora vivendo, quindi, attraverso questa possibilità, venivano accettate, venivano richiamate da questi 4 volontari che sono: un ex assistente sociale, uno psicologo, un insegnante e un medico, quindi ventaglio di offerta e di risposta a quelle domande che potevano porsi c’è stato, anche in quel caso. Inoltre, un servizio attraverso MF, c’era una psicologa che prestava anche questo servizio. Credo che non si potesse fare un intervento su larga scala, perché i numeri non potevamo e non possiamo neanche saperli, quindi abbiamo messo in campo queste possibilità, naturalmente le abbiamo pubblicizzate e, francamente, i numeri, quei 14-15 interventi, ci hanno fatto capire che per quella fascia che abbiamo intercettato, perché poi chissà quanti, come diceva lei, sono rimaste a casa soli, non avendo rete non era neanche facile, per motivi di mobilità, riuscire ad intercettarli. Tutto sommato i numeri sono abbastanza bassi, vuol dire che c’è una buona rete, attraverso le associazioni, i volontari, che in qualche modo si sono attivati, stesso Auser o Anteas, per quello che hanno potuto fare, hanno messo in campo certamente un lavoro molto lodevole.

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