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n. 310 09.12.2014

VISENTIN RICCARDO

La terza interrogazione riguarda la recente apertura di due sale scommesse o slot o slot con annesse sale scommesse, una in Via Cadorna ed una in Via Martinelli. L’Amministrazione ha approvato un ordine del giorno approvato in fase di adozione di PGT, che prevedeva una distanza di rispetto per le sale gioco o esercizi con slot machine. Queste due sale scommesse hanno certamente distanze inferiori. Vorrei sapere se sono già stati fatti i controlli, cosa che mi auguro, quale sia stato l’esito dei controlli e che, per quanto possibile per una Amministrazione comunale, anche alla luce delle recenti sentenze dei TAR e dell’impegno della Regione Lombardia, si vada a rivedere la legislazione, per quanto ci concerne come Comune, per non avere un proliferare di sale scommesse. Siamo riusciti in qualche modo ad evitare le slot machine e le sale scommesse, che probabilmente hanno una gestione diversa, però dobbiamo trovare il modo per contrastare questo proliferare. Ripeto che mi riferisco a quella in Via Cadorna e a quella in Via Martinelli.

Risponde l’Assessore Catania:

Con riferimento a due interrogazioni del Consigliere Di Lauro e del Consigliere Visentin, riguardanti l’apertura di due sale scommesse, dico che, come sempre, in questo Paese dal punto di vista normativo la situazione non è semplice, proverò a riassumerla nel seguente modo. Le sale che hanno aperto rientrano nella categoria di sale scommesse. Dico questo perché le sale scommesse dal punto di vista della autorizzazione non passano tramite lo Sportello Unico Attività Produttive, ma passano tramite la Questura. In modo particolare lo Sportello Unico Attività Produttive rilascia l’autorizzazione per sale gioco, slot machine normate dall’articolo 86 del TULPS, mentre per quanto riguarda VLT e sale scommesse l’autorizzazione è rilasciata dalla Questura ex articolo 88 del TULPS. Giusto per inquadrare meglio la situazione, per quanto riguarda il tema delle cosiddette distanze minime, il famoso regolamento sale gioco che fu introdotto dal Comune, normava appunto le sale gioco, che sono quelle su cui il Comune ha potestà autorizzativa, e non riguardava, viceversa, le sale scommesse. La stessa legge regionale, in realtà, non cita le sale scommesse, ma parla di sale gioco e di VLT. Il nostro piano del governo del territorio quando è stato approvato al suo interno conteneva una famosa norma rispetto alla distanza minima di 150 metri e questa, viceversa, è valida per la generalità delle fattispecie, quindi comprese le sale scommesse. Più di un anno fa i dirigenti competenti, il dirigente del settore commercio e la dirigente del settore edilizia privata, avevano scritto alla Questura per informarla di quanto previsto dal nostro piano di governo del territorio richiedendo, ovviamente, che prima di emettere autorizzazione ci fosse una consultazione con gli uffici del Comune per verificare che venissero rispettati la compatibilità urbanistica e quanto previsto dal regolamento. In questo caso specifico non è giunta comunicazione agli uffici del Comune rispetto all’apertura di queste sale. Quando è giunta notizia rispetto all’apertura, notizia non formale e ufficiale da parte della Questura, ma notizia pubblica, sono stati effettuati due sopralluoghi da parte delle forze di Polizia locale ed è stato effettuato anche un controllo rispetto alla compatibilità urbanistica da parte dell’ufficio edilizia privata. La Polizia locale ha emesso una comunicazione formale alla Questura, in cui si richiedeva di non emettere l’autorizzazione, perché c’era incompatibilità rispetto alle norme previste dal piano di governo del territorio. Ad oggi rispetto a questa comunicazione non abbiamo ancora ricevuto risposta formale. Fatto sta che, parallelamente a questa azione che riguarda la Questura, perché è la Questura che emette l’autorizzazione, gli uffici dell’edilizia privata hanno valutato che sussistono i presupposti per fare un avvio di procedimento di contestazione che appuri che non c’è compatibilità urbanistica per far sì che possano aprire quelle due sale. Purtroppo, siamo un po’ nei tempi della burocrazia, non per cattiva volontà da parte degli uffici, ma perché la Questura ha i suoi tempi per rispondere e, contemporaneamente, una volta che l’avvio di procedimento viene emanato la Polizia locale non può immediatamente uscire per chiudere le sale scommesse. Occorre garantire un tempo di risposta, in seguito al quale si può emettere un’ordinanza di chiusura.
Quindi, dovremmo tollerare ancora per un po’ il fatto che queste sale siano aperte, alla fine sono fiducioso nel dire che gli atti che gli uffici stanno mettendo in campo sono tali per cui alla fine la Questura dovrà prendere atto che non è possibile rilasciare autorizzazione a riguardo. Purtroppo, come sempre, l’ho imparato anche sul campo nella mia qualità di Assessore al commercio, la normativa non è per nulla semplice, è vecchia e, contemporaneamente, prevede canali di autorizzazione differenti che no sempre transitano da parte del Comune. Condivido che politicamente non è una situazione piacevole, stante anche le posizioni prese da questa Amministrazione, ma volevo comunque confermare che da questo punto di vista, con le facoltà e con i poteri che possiamo esercitare, ci stiamo muovendo.

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