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MONGOL RALLY 2017: vi presentiamo Gaia Mattioli

Gaia Mattioli è una ragazza di 25 anni nata e cresciuta a Cinisello Balsamo, che sta per intraprendere il MongolRally, un Rally non competitivo a scopo di beneficenza che partirà a luglio da Londra e finirà a settembre in Mongolia.

Cosa la spinge ad intraprendere questo viaggio?
Gaia elenca due motivazioni principali:
1) La sua passione è la fotografia, di cui ha frequentato un corso biennale che le ha permesso di diplomarsi in questo ambito.
E’ grazie a questo suo interesse che ha avuto la possibilità di conoscere gli altri 3 ragazzi del Team Toucan ToKhan: Stefano, Francesco e Martina. Conosciutisi quindi un po’ per caso e un po’ per condivisione di interessi, ci confida che ciò che li ha spinti a scegliersi come compagni di viaggio è proprio la diversificazione che esiste tra loro e che, nel loro caso non viene considerata come un ostacolo ma come un punto di forza a cui aggrapparsi.
All’interno del gruppo tutti fanno quello di cui c’è bisogno al momento ma tendenzialmente Francesco gestirà la parte social e le grafiche; Stefano si occuperà della macchina e del suo equipaggiamento che le permetterà di affrontare il viaggio; Gaia e Martina invece manterrano i contatti con le associazioni e gestiranno il mercatino che ogni due domenica tengono a Milano per la raccolta fondi.
E’ inutile dire che le due ragazze si stanno inoltre occupando di tutto ciò che riguarda lo stato di benessere femminile. Infatti scherzando Gaia dice: "La parte femminile probabilmente verrà abbandonata a sè stessa anche se stiamo pensando di fare dei video sul come essere donne anche durante il tragitto del Turkmenistan."

2) Un’altra sua grande passione è quella del viaggio.
Ci racconta infatti di avere già avuto numerose esperienze all’estero: in Sudafrica e in India come volontaria, in Inghilterra per lavorare e fare corsi d’arte e in Kenia in un villaggio Masai a 40 minuti dalla città senza acqua corrente, elettricità, bagno, frigorifero.
"Lo spirito di avventura non mi manca!" esclama. Queste sue esperienze infatti l’hanno portata a confrontarsi con persone, culture diverse dalla nostra e a trovarsi alle volte in situazioni limite.
Uno dei requisiti fondamentali per poterle affrontare è l’elasticità mentale, è tutta una questione di mettersi alla prova e di non farsi prendere dal panico ma di tener duro.
Inoltre ci spiega che avendoli sempre fatti da sola, per lei sarà una sfida affrontarne uno in compagnia dei suoi 3 amici poichè metterà a dura prova i rapporti tra loro e spera di riuscire a trovare insieme un punto di incontro nei momenti di tensione, che di sicuro non mancheranno.

La sfida, è intesa da Gaia, oltre che a livello personale anche a livello professionale nel senso che cercherà di trovare il modo e il tempo di raccontare il viaggio attraverso la fotografia. Ci confida: "Spero che questa esperienza possa essere inserita nel mio portfolio e aiutarmi a realizzare i miei progetti futuri".

Alla domanda "Quali competenze metterai in gioco?" risponde che "sicuramente non dovrà mancare la praticità, soprattutto nel confronto con le altre culture, la pazienza e lo scendere a compromessi: se qualcuno ha un’esigenza cercare di capirla e, vice versa, cercare di non avere bisogni troppo alti". Per il resto non sanno cosa effettivamente il viaggio farà uscire di loro.

Una delle cose più difficili da fare prima di una partenza è decidere che cosa portarsi dietro e cosa lasciare a casa, ma Gaia non ha dubbi, ci ha già pensato e subito ci fa un elenco di cose essenziali e cose superflue da infilare in valigia: "ciò che lascio a casa è l’idea di avere qualsiasi comfort, vestiti, trucchi e qualsiasi certezza/speranza perchè se parti convinto che succederà o non succederà qualcosa rischi di rimanerne deluso o scioccato. Ciò che mi porto dietro invece sono gli assorbenti, la carta igienica, tantissima acqua, una ciambella da mettere sotto il sedere durante il viaggio". Per quest’ultimo oggetto infatti esordisce dicendo: "stiamo pensando ad un programma fitness da fare ogni mattina e sera per non avere l’artrosi alla fine del viaggio".
Come in ogni viaggio, c’è sempre qualcosa che attrae e qualcosa che spaventa. E noi eravamo proprio curiosi di sapere con quali paure e quali aspettative si stanno preparando per partire da casa. La cosa che ci ha colpito di più è il fatto che in qualche modo si cercherà di incappare in situazioni assurde, di riuscire a fare incontri spiazzanti; quelle cose fugaci che capitano una volta nella vita e te le ricordi per sempre. Si aspetta inoltre di trovare gesti di cortesia, di avere a che fare con realtà lontanissime dalla nostra anche perchè, spiega, "se così non fosse diventerebbe tutto meno intrigante".

Durante il viaggio, con l’uso di una Polaroid immortaleranno i loro incontri permettendo ad ogni persona di lasciare una loro dedica con lo scopo di scambiarle con altre persone in altri paesi. "Ci piace l’idea di poter condividere, anche a grande distanza, l’esperienza e di portare magari, a mia nonna o ad una zia che ha paura di viaggiare, un "pezzo" di un paese. E’ come se in qualche modo li avessero conosciuti."

Ciò di cui ha paura invece è trovarsi in serie difficoltà e non poter chiamare nessuno. Infatti una delle cose che sicuramente si porteranno dietro sarà il telefono satellitare poichè da un certo punto in poi si troveranno in mezzo a strade sconfinate.
E’ inutile dire che la preparazione per il viaggio è resa più piacevole anche grazie al supporto degli amici e dei genitori. C’è chi li crede pazzi ma allo stesso tempo vorrebbe partire con loro e chi fa domande su come andarli a recuperare nel caso si perdessero nel nulla e se mai avranno la possibilità di lavarsi. I genitori, ormai un po’ rassegnati, ora sono i loro fan numero 1!

Anche se ad un certo punto mancheranno le cose basilari, come l’esigenza di farsi una doccia, avere qualcosa di pulito addosso, le serie tv e ogni tanto avere il proprio spazio vitale, ciò che sperano di trovare oltre al confronto con le persone che incontreranno e con i luoghi e conoscere di più della storia di quei posti, della politica interna è anche l’avventura/disavventura, persone cordiali e ospitali, tante risate, tanti momenti in cui dici "MA PERCHE’?!?", in cui devi improvvisarti. "Mi piace molto l’improvvisazione perchè il viaggio è basato sull’IMPREVISTO, bisogna essere pronti a qualsiasi cosa con GRINTA senza avere aspettative."

Con la stessa grinta con la quale state per partire, vi auguriamo buona preparazione alla partenza e…BUON VIAGGIO!!!

Data ultima modifica: 8 agosto 2017

Gaia Mattioli è una ragazza di 25 anni nata e cresciuta a Cinisello Balsamo, che sta per intraprendere il MongolRally, un Rally non competitivo a scopo di beneficenza che partirà a luglio da Londra e finirà a settembre in Mongolia.

Cosa la spinge ad intraprendere questo viaggio?
Gaia elenca due motivazioni principali:
1) La sua passione è la fotografia, di cui ha frequentato un corso biennale che le ha permesso di diplomarsi in questo ambito.
E’ grazie a questo suo interesse che ha avuto la possibilità di conoscere gli altri 3 ragazzi del Team Toucan ToKhan: Stefano, Francesco e Martina. Conosciutisi quindi un po’ per caso e un po’ per condivisione di interessi, ci confida che ciò che li ha spinti a scegliersi come compagni di viaggio è proprio la diversificazione che esiste tra loro e che, nel loro caso non viene considerata come un ostacolo ma come un punto di forza a cui aggrapparsi.
All’interno del gruppo tutti fanno quello di cui c’è bisogno al momento ma tendenzialmente Francesco gestirà la parte social e le grafiche; Stefano si occuperà della macchina e del suo equipaggiamento che le permetterà di affrontare il viaggio; Gaia e Martina invece manterrano i contatti con le associazioni e gestiranno il mercatino che ogni due domenica tengono a Milano per la raccolta fondi.
E’ inutile dire che le due ragazze si stanno inoltre occupando di tutto ciò che riguarda lo stato di benessere femminile. Infatti scherzando Gaia dice: "La parte femminile probabilmente verrà abbandonata a sè stessa anche se stiamo pensando di fare dei video sul come essere donne anche durante il tragitto del Turkmenistan."

2) Un’altra sua grande passione è quella del viaggio.
Ci racconta infatti di avere già avuto numerose esperienze all’estero: in Sudafrica e in India come volontaria, in Inghilterra per lavorare e fare corsi d’arte e in Kenia in un villaggio Masai a 40 minuti dalla città senza acqua corrente, elettricità, bagno, frigorifero.
"Lo spirito di avventura non mi manca!" esclama. Queste sue esperienze infatti l’hanno portata a confrontarsi con persone, culture diverse dalla nostra e a trovarsi alle volte in situazioni limite.
Uno dei requisiti fondamentali per poterle affrontare è l’elasticità mentale, è tutta una questione di mettersi alla prova e di non farsi prendere dal panico ma di tener duro.
Inoltre ci spiega che avendoli sempre fatti da sola, per lei sarà una sfida affrontarne uno in compagnia dei suoi 3 amici poichè metterà a dura prova i rapporti tra loro e spera di riuscire a trovare insieme un punto di incontro nei momenti di tensione, che di sicuro non mancheranno.

La sfida, è intesa da Gaia, oltre che a livello personale anche a livello professionale nel senso che cercherà di trovare il modo e il tempo di raccontare il viaggio attraverso la fotografia. Ci confida: "Spero che questa esperienza possa essere inserita nel mio portfolio e aiutarmi a realizzare i miei progetti futuri".

Alla domanda "Quali competenze metterai in gioco?" risponde che "sicuramente non dovrà mancare la praticità, soprattutto nel confronto con le altre culture, la pazienza e lo scendere a compromessi: se qualcuno ha un’esigenza cercare di capirla e, vice versa, cercare di non avere bisogni troppo alti". Per il resto non sanno cosa effettivamente il viaggio farà uscire di loro.

Una delle cose più difficili da fare prima di una partenza è decidere che cosa portarsi dietro e cosa lasciare a casa, ma Gaia non ha dubbi, ci ha già pensato e subito ci fa un elenco di cose essenziali e cose superflue da infilare in valigia: "ciò che lascio a casa è l’idea di avere qualsiasi comfort, vestiti, trucchi e qualsiasi certezza/speranza perchè se parti convinto che succederà o non succederà qualcosa rischi di rimanerne deluso o scioccato. Ciò che mi porto dietro invece sono gli assorbenti, la carta igienica, tantissima acqua, una ciambella da mettere sotto il sedere durante il viaggio". Per quest’ultimo oggetto infatti esordisce dicendo: "stiamo pensando ad un programma fitness da fare ogni mattina e sera per non avere l’artrosi alla fine del viaggio".
Come in ogni viaggio, c’è sempre qualcosa che attrae e qualcosa che spaventa. E noi eravamo proprio curiosi di sapere con quali paure e quali aspettative si stanno preparando per partire da casa. La cosa che ci ha colpito di più è il fatto che in qualche modo si cercherà di incappare in situazioni assurde, di riuscire a fare incontri spiazzanti; quelle cose fugaci che capitano una volta nella vita e te le ricordi per sempre. Si aspetta inoltre di trovare gesti di cortesia, di avere a che fare con realtà lontanissime dalla nostra anche perchè, spiega, "se così non fosse diventerebbe tutto meno intrigante".

Durante il viaggio, con l’uso di una Polaroid immortaleranno i loro incontri permettendo ad ogni persona di lasciare una loro dedica con lo scopo di scambiarle con altre persone in altri paesi. "Ci piace l’idea di poter condividere, anche a grande distanza, l’esperienza e di portare magari, a mia nonna o ad una zia che ha paura di viaggiare, un "pezzo" di un paese. E’ come se in qualche modo li avessero conosciuti."

Ciò di cui ha paura invece è trovarsi in serie difficoltà e non poter chiamare nessuno. Infatti una delle cose che sicuramente si porteranno dietro sarà il telefono satellitare poichè da un certo punto in poi si troveranno in mezzo a strade sconfinate.
E’ inutile dire che la preparazione per il viaggio è resa più piacevole anche grazie al supporto degli amici e dei genitori. C’è chi li crede pazzi ma allo stesso tempo vorrebbe partire con loro e chi fa domande su come andarli a recuperare nel caso si perdessero nel nulla e se mai avranno la possibilità di lavarsi. I genitori, ormai un po’ rassegnati, ora sono i loro fan numero 1!

Anche se ad un certo punto mancheranno le cose basilari, come l’esigenza di farsi una doccia, avere qualcosa di pulito addosso, le serie tv e ogni tanto avere il proprio spazio vitale, ciò che sperano di trovare oltre al confronto con le persone che incontreranno e con i luoghi e conoscere di più della storia di quei posti, della politica interna è anche l’avventura/disavventura, persone cordiali e ospitali, tante risate, tanti momenti in cui dici "MA PERCHE’?!?", in cui devi improvvisarti. "Mi piace molto l’improvvisazione perchè il viaggio è basato sull’IMPREVISTO, bisogna essere pronti a qualsiasi cosa con GRINTA senza avere aspettative."

Con la stessa grinta con la quale state per partire, vi auguriamo buona preparazione alla partenza e…BUON VIAGGIO!!!

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