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L’esperienza di Sara in Danimarca: sette mesi dopo

Sette mesi dopo eccomi di nuovo qui a raccontarvi come procede la mia avventura nel centro culturale e giovanile per cui lavoro in Danimarca.
Il lavoro che svolgo la maggior parte dei pomeriggi è quello di interagire con i ragazzi che frequentano lo skatepark o a cui piace solamente venire al centro per trascorrere del tempo in un ambiente sicuro e protetto. In tutti questi mesi ho avuto la possibilità di conoscere meglio tanti nuovi ragazzi e di scambiare con loro idee e opinioni. Mi è stata data la possibilità più volte di fare dei confronti tra il mio paese e la Danimarca, sotto ogni punto di vista. Proprio qualche giorno prima di scrivere questo breve post ho speso quattro ore a parlare di come viene concepita la Danimarca dai danesi e come la osserviamo noi dall’ottica italiana, con un ragazzo di 18 anni che si trovava al centro insieme a me. Ovviamente ho anche un compito più concreto: lavoro dietro il bancone del piccolo bar dello skatepark. Vendo caramelle, “pizza slice” e ogni tipo di bibite (che in Italia non avevo mai visto!).
Andare al centro il pomeriggio mi rende sempre felice perché tutti si sono affezionati a me e quando entro tutti mi salutano contenti e vengono ad abbracciarmi. Si tratta di ragazzi dai 10 ai 20 anni. È sempre un’emozione molto forte.
Il giovedì mattina mi aspettano due meetings, uno con il mio mentore (figura di riferimento per ogni volontario) e l’altro con tutto lo staff. Claus, il mio mentore, è una persona fantastica, sempre allegra, open-minded con la quale mi piace molto parlare e confrontarmi su tante cose riguardanti la cultura danese e l’organizzazione “CultHus” (il nome stesso in danese significa “casa della cultura”). Più volte mi è capitato di prendere parte anche a workshops creativi, a volte come aiutante, altre come organizzatrice stessa. Stare a contatto con bambini e famiglie che sono alla ricerca della loro creatività e che spingono i più piccoli a gettarsi nel mondo dell’arte è qualcosa che non avevo mai sperimentato prima e che mi lascia sorpresa ogni volta. Il mio prossimo workshop sarà la settimana prossima durante la “winter holiday” dove le scuole sono chiuse e il centro culturale è aperto per accogliere skaters, famiglie e chiunque voglia trascorrere del tempo in compagnia. Oltre a tutto questo si aggiungono i concerti nel weekend (almeno due ogni mese). Ho la possibilità di ascoltare “live” danesi di ogni tipo di musica e questo rafforza indubbiamente il mio livello di danese. Durante questi eventi copro il ruolo di barista.
Posso dire definitivamente che il mio livello di inglese è migliorato parlandolo costantemente, ma anche le mie basi di danese si espandono giorno dopo giorno. Ho effettuato l’esame del primo modulo di lingua e l’ho passato con successo e ora sto proseguendo i miei studi. La scuola è un ambiente internazionale dove non si impara solo il danese, ma dove c’è un continuo scambio di culture (ad esempio quella araba, rumena, iraniana, inglese, americana).
Ho partecipato ad un secondo corso di formazione, a dicembre, nel nord della Danimarca (questa volta è stato molto più facile arrivarci, un solo treno diretto!). In questo TC ho lavorato e approfondito il tema “competenze”, ciò significa che ho lavorato molto sul capire quali fossero le competenze che ho guadagnato e che guadagnerò in questo progetto, come formalizzarle e come poterle impiegare alla fine di questo progetto. Ho trovato questa esperienza molto utile in quanto nella vita di tutti i giorni non ci si ferma mai a riflettere su quali siano le competenze acquisite ogni qualvolta svolgiamo un progetto, concludiamo un lavoro o semplicemente scriviamo un reportage. Ho indagato più a fondo i miei punti di forza e le mie debolezze e ho cercato di capire come queste possano essere impiegate nei lavori di gruppo e nella vita quotidiana. Partendo proprio dal nome European Solidarity Corps, abbiamo riflettuto molto sul tema “solidarietà”. Il concetto di solidarietà ha mille sfumature e la parte che preferisco è che ognuno di noi possa scegliere il significato a lui più affine.
Spero questo piccolo racconto vi abbia invogliati a cercare un progetto e partire il prima possibile, perché posso garantire che opportunità come queste sono indimenticabili.

P.S.: quasi dimenticavo di citare il mio nuovo compagno d’avventura (Sasha). Sono tre mesi che condividiamo questa esperienza e devo dire che sono molto contenta di non essere più da sola, perché quando la felicità la puoi condividere con qualcun altro è sempre più bello.

Data ultima modifica: 11 febbraio 2020
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