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Dario, nuovo volontario in Svezia

Una celebre citazione troppo spesso erroneamente attribuita a Mark Twain recita:

“Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.”

E in tutta sincerità non mi viene in mente una frase migliore che rispecchi altrettanto adeguatamente il motivo e lo spirito che mi spingono ad intraprendere questo viaggio.

Mi chiamo Dario e alla soglia dei 30 anni (sigh!) sono in procinto di partire per la Svezia, più precisamente Göteborg, grazie al programma europeo Erasmus+.
Un’avventura della durata di 10 mesi presso un’agenzia largamente sviluppata e radicata nel Paese scandinavo dalla bandiera giallo-blu che opera nel campo dello youth work.

Come sono arrivato all’idea di partecipare al programma? Innanzitutto grazie al Servizio Civile che ho svolto lo scorso anno a Cremona, la città in cui vivo.
L’ufficio Informagiovani presso cui ho prestato servizio si occupa infatti, tra le altre cose, di orientamento riguardo le opportunità all’estero. In questo modo non sono solo venuto a conoscenza del progetto ma ho avuto l’occasione di approfondire nello specifico gli aspetti che lo caratterizzano. Un altro passo fondamentale è stato entrare a diretto contatto con diversi ragazzi che hanno aderito in passato o stanno svolgendo tutt’ora l’EVS; la loro testimonianza mi è senza dubbio stata d’aiuto per prendere ancora più in forte considerazione questa scelta. Facendo un passo avanti, mentre stavo concludendo lo scorso ottobre il mio percorso da volontario mi sono imbattuto, in mezzo alle decine di pagine che stavo consultando alla ricerca di un progetto adeguato a me, nell’annuncio del Comune di Cinisello Balsamo, partner dell’agenzia svedese. Il resto è venuto da sé.

Sono molto fiducioso della scelta di approdare in un Paese che mi ha sempre affascinato grazie al connubio tra la sua modernità e l’attenzione e valorizzazione per la natura e l’ambiente, oltre che per il suo sistema sociale.
Sono inoltre convinto che l’incontro con una società con tradizioni e abitudini molto differenti dalle nostre mi regalerà la possibilità di allargare i miei orizzonti e di acquisire una nuova percezione nel vedere e nel modo di approcciarmi a molti aspetti che si affrontano quotidianamente.
E’ probabilmente questo l’aspetto che più mi interessa del viaggio: il processo che ti porta a diventare una persona differente. Perché se spesso si fa fatica a percepire e comprendere consapevolmente gli aspetti che mutano in noi, non c’è niente come tornare dove nulla è cambiato per rendersi conto di come sei cambiato.

Dato che ho inaugurato il mio racconto con un aforisma, colgo l’occasione per chiudere il cerchio con un’altra citazione, questa volta tratta da uno dei brani più rinomati di Björk:

If travel is searching
And home has been found
I’m not stopping
I’m going hunting
How Scandinavian of me
you sussed it out, didn’t you?

Data ultima modifica: 22 febbraio 2018

Una celebre citazione troppo spesso erroneamente attribuita a Mark Twain recita:

“Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.”

E in tutta sincerità non mi viene in mente una frase migliore che rispecchi altrettanto adeguatamente il motivo e lo spirito che mi spingono ad intraprendere questo viaggio.

Mi chiamo Dario e alla soglia dei 30 anni (sigh!) sono in procinto di partire per la Svezia, più precisamente Göteborg, grazie al programma europeo Erasmus+.
Un’avventura della durata di 10 mesi presso un’agenzia largamente sviluppata e radicata nel Paese scandinavo dalla bandiera giallo-blu che opera nel campo dello youth work.

Come sono arrivato all’idea di partecipare al programma? Innanzitutto grazie al Servizio Civile che ho svolto lo scorso anno a Cremona, la città in cui vivo.
L’ufficio Informagiovani presso cui ho prestato servizio si occupa infatti, tra le altre cose, di orientamento riguardo le opportunità all’estero. In questo modo non sono solo venuto a conoscenza del progetto ma ho avuto l’occasione di approfondire nello specifico gli aspetti che lo caratterizzano. Un altro passo fondamentale è stato entrare a diretto contatto con diversi ragazzi che hanno aderito in passato o stanno svolgendo tutt’ora l’EVS; la loro testimonianza mi è senza dubbio stata d’aiuto per prendere ancora più in forte considerazione questa scelta. Facendo un passo avanti, mentre stavo concludendo lo scorso ottobre il mio percorso da volontario mi sono imbattuto, in mezzo alle decine di pagine che stavo consultando alla ricerca di un progetto adeguato a me, nell’annuncio del Comune di Cinisello Balsamo, partner dell’agenzia svedese. Il resto è venuto da sé.

Sono molto fiducioso della scelta di approdare in un Paese che mi ha sempre affascinato grazie al connubio tra la sua modernità e l’attenzione e valorizzazione per la natura e l’ambiente, oltre che per il suo sistema sociale.
Sono inoltre convinto che l’incontro con una società con tradizioni e abitudini molto differenti dalle nostre mi regalerà la possibilità di allargare i miei orizzonti e di acquisire una nuova percezione nel vedere e nel modo di approcciarmi a molti aspetti che si affrontano quotidianamente.
E’ probabilmente questo l’aspetto che più mi interessa del viaggio: il processo che ti porta a diventare una persona differente. Perché se spesso si fa fatica a percepire e comprendere consapevolmente gli aspetti che mutano in noi, non c’è niente come tornare dove nulla è cambiato per rendersi conto di come sei cambiato.

Dato che ho inaugurato il mio racconto con un aforisma, colgo l’occasione per chiudere il cerchio con un’altra citazione, questa volta tratta da uno dei brani più rinomati di Björk:

If travel is searching
And home has been found
I’m not stopping
I’m going hunting
How Scandinavian of me
you sussed it out, didn’t you?

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