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Nuovo appuntamento sulla Grande Guerra: il giovane Piero Calamandrei protagonista

Le diserzioni e le esecuzioni sommarie, la Grande Guerra attraverso fotografie e scritti di Piero Calamandrei. Questi i temi dell’incontro che si terrà sabato 14 novembre alle ore 16 in Villa Ghirlanda Silva, nell’ambito del programma dedicato al centenario della prima guerra mondiale.

Patrizia Dogliani, docente di Storia Contemporanea all’Università di Bologna approfondirà un tragico capitolo rimosso dalla memoria nazionale: quello dei tanti soldati italiani processati e fucilati perché giudicati colpevoli di gravi reati militari o, a volte, semplicemente perché ritenuti poco coraggiosi. Le cifre complessive delle vittime della giustizia militare in Italia durante la Grande Guerra sono ancora avvolte nell’ombra, mentre quelle della cosiddetta giustizia sommaria sono addirittura inesistenti.

Il dramma dei processi sommari e delle fucilazioni di soldati coinvolse anche l’esperienza di Piero Calamandrei al fronte. Nell’estate del 1916, Calamandrei, sottotenente di fanteria da poco laureato in legge, fu chiamato a difendere otto fanti accusati ingiustamente di “abbandono di posto dinanzi al nemico”. Un processo imposto da un generale fanatico che aveva chiesto: “almeno uno per l’esempio bisogna fucilarlo”. Calamandrei riuscì a trovare un cavillo che metteva in discussione il “pronto esempio”, impedendo così che i soldati fossero condannati, ma rischiò a sua volta di finire sotto processo per insubordinazione.

La vicenda è narrata dallo stesso protagonista nel libro Il mio primo processo ed è la dimostrazione di quanto in quella guerra si fece abuso di concetti astratti e fanatici di giustizia. Il libro verrà presentato da Silvia Calamandrei, presidente della Biblioteca Archivio Piero Calamandrei di Montepulciano e nipote del giurista, che racconterà anche il dopoguerra di Calamandrei, che si fece elaboratore del lutto nelle commemorazioni dei caduti, sperimentando un’oratoria di memoria civile che riprenderà dopo la Resistenza. Una sofferta parabola per approdare al pacifismo degli anni Cinquanta.

L’esperienza di guerra, se pur condotta prevalentemente nelle retrovie, vide Calamandrei protagonista di un’instancabile azione di propaganda. Di profonda intensità ed efficacia narrativa sono l’epistolario e il reportage fotografico che sarà presentato da Silvia Bertolotti, dottore di ricerca in Narratività e Letterature comparate.

Presso Villa Ghirlanda Silva, fino al 22 novembre, nell’ambito della mostra La Grande Guerra tra storia locale e contesto nazionale, sono esposti i pannelli: Piero Calamandrei nella Grande Guerra: dal maggio radioso alla elaborazione del lutto . Una documentazione dall’archivio di Montepulciano sulla sua corrispondenza dalla Zona di guerra, le sue prime prove di avvocato a difesa di soldati disertori, il suo impegno nell’ufficio di propaganda dopo Caporetto, la nascita della sua oratoria civile.

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