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Auguri a Edvige Bai: cento anni da raccontare

Fino a poco tempo fa leggeva ben due libri a settimana: il mio regalo di Natale per lei è sempre stato l’abbonamento ad un giornale”.

Una persona di cultura e ricca di energie. Luigi Capelli descrive così la madre, la signora Edvige Bai, che giovedì 4 novembre ha compiuto 100 anni: determinata e piena di vita.

Una determinazione che da piccola le ha permesso di affrontare la povertà del paese natale, Poretta Terme, sull’Appennino tosco – emiliano, e di superare insieme alla famiglia diverse difficoltà.

Dopo la morte del padre, Edvige aiuta la madre nella crescita dei due fratelli prima di sposarsi all’età di 19 anni e di trasferirsi a Cinisello Balsamo, nel quartiere Bellaria.

Lavorava in fabbrica e a casa: era una sarta bravissima, confezionava diversi abiti e maglioni per tutti noi”, spiega Luigi Capelli.

Con il marito e i due figli trasloca prima in via Garibaldi e, nel 1965, nella cooperativa “La Previdente”.

Rimasta vedova nel 1983 e con una pensione di reversibilità magra non ha mai smesso di lavorare facendo anche a casa ottimi lavori di sartoria. Inoltre, ha collaborato per anni alla campagna dell’Unicef Adotta una Pigotta realizzando numerose bambole di pezza - racconta Luigi Capelli -. Una grande donna e una madre attenta che ha cresciuto con affetto me e mia sorella, venuta a mancare nel 2006”.

Edvige Bai ora vive nella Fondazione Ricovero Martinelli, dove sabato pomeriggio l’assessore alle Politiche sociali Gianfranca Duca andrà a farle gli auguri a nome dell’Amministrazione comunale e a consegnarle la consueta pergamena.

Fino a poco tempo fa leggeva ben due libri a settimana: il mio regalo di Natale per lei è sempre stato l’abbonamento ad un giornale”.

Una persona di cultura e ricca di energie. Luigi Capelli descrive così la madre, la signora Edvige Bai, che giovedì 4 novembre ha compiuto 100 anni: determinata e piena di vita.

Una determinazione che da piccola le ha permesso di affrontare la povertà del paese natale, Poretta Terme, sull’Appennino tosco – emiliano, e di superare insieme alla famiglia diverse difficoltà.

Dopo la morte del padre, Edvige aiuta la madre nella crescita dei due fratelli prima di sposarsi all’età di 19 anni e di trasferirsi a Cinisello Balsamo, nel quartiere Bellaria.

Lavorava in fabbrica e a casa: era una sarta bravissima, confezionava diversi abiti e maglioni per tutti noi”, spiega Luigi Capelli.

Con il marito e i due figli trasloca prima in via Garibaldi e, nel 1965, nella cooperativa “La Previdente”.

Rimasta vedova nel 1983 e con una pensione di reversibilità magra non ha mai smesso di lavorare facendo anche a casa ottimi lavori di sartoria. Inoltre, ha collaborato per anni alla campagna dell’Unicef Adotta una Pigotta realizzando numerose bambole di pezza - racconta Luigi Capelli -. Una grande donna e una madre attenta che ha cresciuto con affetto me e mia sorella, venuta a mancare nel 2006”.

Edvige Bai ora vive nella Fondazione Ricovero Martinelli, dove sabato pomeriggio l’assessore alle Politiche sociali Gianfranca Duca andrà a farle gli auguri a nome dell’Amministrazione comunale e a consegnarle la consueta pergamena.

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