L’ASSOCIAZIONISMO NEL DOPOGUERRA


Con la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo rinacque la possibilità per i cittadini di organizzarsi autonomamente in associazioni politiche, culturali, sportive e ricreative. In questo contesto vennero recuperate anche le esperienze effettuate dai lavoratori a partire dalla fine dell’Ottocento.

Molti edifici, che durante il fascismo avevano ospitato organizzazioni legate al regime, furono occupati dalle nascenti associazioni.
Ma già dal febbraio del 1945 l’Intendenza di Finanza cominciò a reclamare molti locali consegnati all’associazionismo, sfrattando o chiedendo affitti consistenti.
Non furono molti i circoli che riuscirono ad anticipare l’azione di rivalsa dello Stato chiedendo al Tribunale la convocazione dell’Assemblea dei soci per procedere all’annullamento della donazione forzata fatta durante il regime fascista.
Per gli altri il contenzioso verso lo Stato durò a lungo e fu utilizzato pretestuosamente per giustificare a volte attacchi polizieschi alle Case del Popolo.

Già nella seconda metà del 1945, attraverso decreti, venne deciso il futuro assetto di due importanti organizzazioni nate nel periodo fascista: l’O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro) fu denominata E.N.A.L. (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) sotto la direzione di un commissario di nomina governativa; mentre il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) fu passato dalle dipendenze del Partito Nazionale Fascista a quelle del Consiglio dei Ministri, senza modifiche alla legge istitutiva del 1942.

Maturò allora l’idea di costituire un’organizzazione nazionale di tutti i circoli e delle Case del Popolo che si riconoscevano negli ideali e nei valori democratici e antifascisti. In alcune province italiane si formarono alleanze tra i circoli e nel 1956 si costituirono in Alleanza per la ricreazione popolare. Il Comitato Nazionale d’Iniziativa dell’Alleanza, promosso con particolare vigore dai circoli di Bologna, Firenze, Novara, Pisa e Torino, indisse un convegno per una Convenzione Nazionale della Ricreazione. Il convegno si svolse a Firenze per discutere un documento preparato dal Comitato d’Iniziativa dove venne evidenziato che "mancava un organismo nazionale il quale, al di sopra di ogni interesse di parte e compreso delle più profonde aspirazioni civili e culturali del popolo, rappresenti l’espressione democratica di quanto di vitale esiste in questo campo". Mancava cioè un’organizzazione unitaria per la ricreazione dei lavoratori.

La Convenzione Nazionale approvò lo statuto della costituenda A.R.C.I. (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) ed elesse un Consiglio Direttivo Nazionale di trentacinque membri che rimase in carica fino alla convocazione del congresso nazionale. La Convenzione fu nei fatti il primo congresso nazionale dell’A.R.C.I.




A Cinisello Balsamo, nei locali che erano stati della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) in via Cadorna, angolo via Beato Carino, nel 1946 fu inaugurata la Casa del Popolo. Vi si organizzavano balli, concerti, assemblee, incontri culturali e sportivi. La sala, utilizzata all’inizio per balli, diventò in seguito una sala cinematografica; fu infatti costruito un cinematografo in muratura con un ampio spazio sul retro.
Primo presidente fu Enrico Bigatti e, dal 1951 al 1954 divenne gerente del bar la staffetta partigiana Dina Cereda.
Con l’apertura di viale Rinascita la Casa del Popolo venne trasferita nell’area dove era sorto un nuovo caseggiato della cooperativa La Previdente, a fianco del cinema Nuovo. Nel cortile c’era una grande piattaforma in cemento dove venivano organizzati i balli.


Sempre nel dopoguerra, esattamente nel 1950, nacque l’A.P.I. (Associazione dei Pionieri d’Italia) che aveva un proprio organo di stampa settimanale Il Pioniere, un giornale per i ragazzi diretto da Gianni Rodari.
Questa organizzazione giovanile (strutturata in circoli, ma anche con possibilità di adesione individuale) afferente al Partito Comunista prendeva il nome dalle organizzazioni giovanili dell’U.R.S.S. (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) legate al P.C.U.S. (Partito Comunista dell’Unione Sovietica). Si ispirava nelle forme associative allo scoutismo ed era caratterizzata dal fazzolettone tricolore.
L’A.P.I. era nota per le staffette di solidarietà organizzate in occasione di calamità naturali o in appoggio ai lavoratori in sciopero. Si organizzavano concorsi su temi dedicati alla pace, al lavoro, alla scienza, manifestazioni in onore del primo e secondo Risorgimento, tornei sportivi, feste di fine anno e del ritorno a scuola, creazione di giornaletti scolastici e di circolo.
L’A.P.I. e Il Pioniere contribuirono a far conoscere e diffondere gli ideali antifascisti tra i ragazzi, facendoli partecipi della storia che essi vivevano giorno per giorno.
A Cinisello Balsamo contava numerosi iscritti e aveva sede in viale Rinascita, a fianco della Casa del Popolo e del F.D.G. (Fronte della Gioventù). Durante le manifestazioni per i primi anniversari della Liberazione si potevano vedere i ragazzi dell’A.P.I. sfilare, vestiti con la loro divisa, insieme ai partigiani.
Il Pioniere cesserà le pubblicazioni nel maggio del 1962 e, con esso, di lì a pochi anni l’Associazione dei Pionieri chiuderà ogni attività.


A Cinisello Balsamo, da prima della Liberazione, era presente clandestinamente il F.D.G. (Fronte della Gioventù) all’interno del quale militavano anche le donne con la sigla A.R.I. (Associazione delle Ragazze Italiane).
Dopo la fine della guerra risultava composto in prevalenza da giovani comunisti e socialisti che avevano partecipato nell’inverno-primavera 1944-1945 alla Lotta di Liberazione come patrioti, fiancheggiatori e simpatizzanti. Cercavano di far emergere le esigenze comuni a tutti i giovani: lavorative, sindacali, culturali, sportive, ricreative, al di là dei loro diversi orientamenti politici.
Una sede era in via Frova, all’interno di villa Lampugnani De Ponti che in precedenza era stata sede del Dopolavoro fascista. I locali furono attrezzati in modo da poter utilizzare il cortile per iniziative politiche, per la rappresentazione di spettacoli e per la musica da ballo. I giovani organizzatori diedero vita al dancing Perla Azzurra, nome che prendeva spunto proprio dalla conchiglia azzurra, grande e luminosa, che era collocata dietro l’orchestra.
L’altra sede era in viale Rinascita dove si trovava anche la Casa del Popolo e la sede dell’A.P.I.
Il F.D.G. riceveva il sostegno finanziario dalla cooperativa La Previdente e dalla Cooperativa Del Partigiano.
Tra le attività svolte c’era anche quella relativa al gioco del calcio che, insieme al ciclismo, era lo sport nazionale. Nel 1947 il F.D.G. costituì una società calcistica intitolandola a Franco Ghezzi, un giovane partigiano cinesellese caduto sul Monte San Martino.


In quegli anni nacque anche la Cooperativa Del Partigiano che diventò in breve tempo un luogo di aggregazione sociale all’interno del quale venivano organizzate anche iniziative culturali, in particolare su temi legati alla Resistenza e alla Costituzione. La Cooperativa aveva sede in piazza Gramsci, in un edificio all’angolo con via Roma, ora demolito.


Contemporaneamente riprendevano vita anche le organizzazioni legate al mondo cattolico sia in ambito nazionale che cittadino.

L’associazione degli scout A.S.C.I. (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana) era stata sciolta dal regime fascista, con tutte le altre associazioni, per far confluire i ragazzi nei Balilla. Alcuni gruppi di ragazzi continuarono a riunirsi e a fare attività in segreto e alcuni scout clandestini presero parte alla Resistenza.
L’A.S.C.I. riprese le attività subito dopo la Liberazione, prendendo nel 1976 la sigla A.G.E.S.C.I. (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani).

Nel 1945 subito dopo la Liberazione, Angelo Spampinato, vecchia Aquila Randagia (era uno degli scout che aveva continuato clandestinamente l’attività durante gli anni del fascismo), tentò il rilancio dello scoutismo a Sesto San Giovanni.
Questa esperienza coinvolse Remo Canavicchio, un ragazzo di Cinisello Balsamo che trasferì la voglia di continuare l’avventura scout nella parrocchia balsamese di San Martino dove era parroco don Piero Carcano, coadiuvato da suo cugino don Luigi Carcano che subito si interessò al progetto.
A settembre dell’anno successivo, grazie all’aiuto di Alessandro Benedetti, anche lui Aquila Randagia residente a Cinisello Balsamo, una trentina di ragazzi si ritrovarono nella chiesetta di Sant’Antonio per iniziare a "fare dello scoutismo", ma i forti condizionamenti economici di allora ridussero i ragazzi a una piccola pattuglia.
Il 1946 fu l’anno di fondazione del Gruppo Scout Azimut.
Sotto la direzione di don Battista Testa prese corpo un’intensa attività di radicamento sociale del mondo cattolico che vide sorgere in un paio d’anni strutture giovanili, ricreative, culturali e assistenziali. Fu così consolidato il gruppo degli scout che era già stato promosso informalmente da don Piero Carcano a Balsamo.

Nel 1996 i Gruppi Scout Agesci riceveranno dall’Amministrazione comunale l’onorificenza cittadina Spiga d’Oro: "Per il servizio e la peculiarità del loro metodo educativo nella formazione di buoni cittadini durante i 50 anni di presenza nella nostra città’.


I cattolici diedero vita al Circolo Familiare dove venivano organizzate per i giovani di Azione Cattolica varie iniziative di taglio educativo, di organizzazione del tempo libero con attività sportive, turistiche e formazione culturale, sociale e religiosa. L’Azione Cattolica, che aveva una sede in via Roma, presso l’ex oratorio maschile, includeva anche l’organizzazione G.I.A.C. (Gioventù Italiana di Azione Cattolica), presieduta da Tino Varè.

A Balsamo i gruppi cattolici si riunivano in via San Saturnino in uno spazio della parrocchia già adibito a Biblioteca, e più tardi in via San Martino, in uno spazio della cooperativa Armando Diaz.


Nel settembre del 1944 nacque l’ A.C.L.I. (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani), che nel marzo 1945 ricevette l’approvazione pubblica ufficiale dalla gerarchia vaticana che assegnò loro il compito di assicurare la formazione secondo i principi sociali cristiani.
Dopo la fine della guerra sorsero due circoli all’interno delle parrocchie, uno a Cinisello e uno a Balsamo, che diventarono punto di riferimento della componente democristiana nel sindacato.
A Cinisello il circolo, aperto nei locali della cooperativa La Nostra Casa era intitolato a Riviero, detto Oliviero Limonta, uno dei giovani lavoratori oratoriani rastrellato dai nazifascisti e deceduto nel Castello di Hartheim (Austria); a Balsamo fu aperto un circolo che venne intitolato a Vittorio Bassi, un lavoratore balsamese morto tragicamente in un incidente sul lavoro.



GALLERIA FOTOGRAFICA

Via Cadorna angolo via Beato Carino, a destra la prima sede della Casa del Popolo, ex Casa della G.I.L., attualmente sede dell’U.T.E. (Università della Terza Età)
Viale Rinascita, a sinistra, dopo il cinema, la seconda sede della Casa del Popolo
Giornale clandestino del Fronte della Gioventù
Via Frova, villa Lampugnani De Ponti, sede del F.D.G., ex sede dell’O.N.D.
Piazza Gramsci, a sinistra la sede della Cooperativa del Partigiano
Piazza Gramsci, sede della Cooperativa del Partigiano. Mostra "Solo ieri. Cinisello negli anni ’60" di Ernesto Fantozzi
Piazza Gramsci, la sede della Cooperativa del Partigiano
Certificato azionario della Cooperativa del Partigiano
Piazza Gramsci, anniversario della Liberazione, comizio davanti alla sede della Cooperativa del Partigiano
Piazza Gramsci, un ricordo dei partigiani caduti davanti alla sede della Cooperativa del Partigiano
Piazza Gramsci, un ricordo dei partigiani caduti davanti alla sede della Cooperativa del Partigiano
25 aprile1951, anniversario della Liberazione, i ragazzi dell’A.P.I. in corteo
25 aprile1951, anniversario della Liberazione, i ragazzi dell’A.P.I. in viale delle Rimembranze
Tessera dell’A.P.I.
Cartolina stampata in occasione del sessantesimo anniversario del Gruppo Scout di Cinisello Balsamo
Alcuni scout
Balsamo, alcuni scout sfilano durante una processione
Don Battista Testa con un gruppo di giovani di Cinisello
1945, oratorio di Balsamo, don Piero Carcano con alcuni giovani di Balsamo