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Vagabondaggi di lettura

L’isola sotto il mare, Isabel Allende

sabato 15 Gennaio 2022
gruppo di lettura
16:30 Il Pertini . piano -1 . sala incontri

«Nei miei quarant’anni io, Zaritè Sedella, ho avuto miglior fortuna di altre schiave. Vivrò a lungo e la mia vecchiaia sarà gioiosa, perché la mia stella - la mia z’etoile - brilla anche quando la notte è nuvolosa. Conosco il piacere di stare con l’uomo scelto dal mio cuore quando le sue grandi mani mi risvegliano la pelle. Ho avuto quattro figli e un nipote e quelli che sono vivi, sono liberi. Il mio primo ricordo della felicità, quando ero una mocciosa tutta ossa e dai capelli arruffati, è muovermi al ritmo dei tamburi, e questa è anche la mia più recente felicità, perché ieri sera sono stata nella piazza del Congo a ballare e ballare, senza pensieri nella testa, e oggi il mio corpo è caldo e stanco. La musica è un vento che si trascina via gli anni, i ricordi e la paura, quell’animale acquattato che mi porto dentro. […]»
Inizia così il libro di Isabel Allende, L’isola sotto il mare, pubblicato in Italia dalla casa editrice Feltrinelli nel 2009. Ambientato a Santo Domingo, nel 1770, il romanzo racconta la vicenda di Zarité Sedella, detta Tété, una bambina di nove anni, comprata come schiava da un latifondista francese che imparerà presto e a proprie spese la natura di un mondo di dominatori: quando il suo padrone, Valmorain, si sposta nelle piantagioni della Louisiana, Teté, che non ha mai conosciuto la libertà e che ha avuto una vita segnata da angherie e da umiliazioni, lo segue, nonostante sia iniziata una lenta battaglia per la dignità e per l’affrancamento degli schiavi.
Il romanzo racconta anche la storia di Santo Domingo, della colonia e della rivoluzione che ha cambiato la storia di migliaia di persone, la storia di francesi, spagnoli e americani, di un’America in divenire, degli schiavi e delle loro esistenze, la storia di un popolo con tante vite che si intrecciano.
Tété si può definire un’eroina moderna caratterizzata dal coraggio, dalla forza, dalla fede nella libertà e dalla dignità delle passioni: la sua bontà e il suo spirito la portano a condividere le miserie dei padroni bianchi con le loro fragilità familiari e la spiritualità segreta degli altri schiavi che covano e progettano ribellione.
Attorno alla sua figura, intanto che lei cresce, senza mai dimenticare le sue radici, si avvicendano personaggi dalle connotazioni leggendarie in un’epoca complessa, macchiata dal sangue di lotte continue, coacerva di moltitudini razziali, culture e religioni.

Isabel Allende è nata in Perù nel 1942 e, grazie all’aiuto del cugino del padre, il futuro presidente del Cile Salvador Allende, si trasferisce con la famiglia in Cile, un posto che sarà poi evocato nel suo primo romanzo, La casa degli spiriti, una lunga lettera scritta al nonno che la affermerà come una delle autrici latinoamericane di maggior successo al mondo, con 67 milioni di copie vendute e opere tradotte in oltre 40 lingue e che diventerà anche un film.
Si trasferisce poi in Bolivia, in Europa e in Libano, sempre a causa del lavoro diplomatico del marito della madre e nel 1959 torna in Cile e tre anni dopo sposa Michael Frias, con cui avrà due figli, Paula e Nicolàs; lavora come giornalista e lì esprime la sua intelligenza e la sua forza. Dopo il colpo di Stato di Pinochet dell’11 settembre 1973, due anni dopo si trasferisce a Caracas, per poi andare a vivere definitivamente negli Stati Uniti, dove conosce il suo secondo marito William Gordon.
La carriera della scrittrice inizia una fase prolifica: è il periodo in cui si delinea il suo stile caratteristico che unisce un linguaggio giornalistico al realismo magico, la responsabilità politica e storica, il romanticismo e la magia. In genere le sue opere sono o sembrano autobiografiche, ma lei preferisce definirle “memorias”, collezioni di ricordi più vicine alla finzione che alla realtà. Tra i suoi romanzi più conosciuti a livello mondiale troviamo D’amore e ombra (1984), Eva luna (1987), Il piano infinito (1991), Afrodita (1977), La figlia della fortuna (1998), Ritratto in Seppia (2000), Il mio paese inventato (2003).
Isabel Allende ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, come il “Premio Malaparte” (Capri, 1998), la “Laurea honoris causa” a Trento nel 2007 ed è stata, inoltre, vincitrice del “Premio Nazionale Cileno” per la Letteratura nel 2010 e del “Premio Hans Christian Andersen” di Letteratura (Danimarca, 2011).
Negli ultimi anni, ha scoperto il mondo dei bambini e dei giovani ed è nata così la trilogia Le avventure di Aquila e Ciaguaro (2012).

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