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Il prete partigiano. Don Battista Testa

Giovedì 24 Marzo - ore 21.00 - Il Pertini, Auditorium Falcone e Borsellino

Intervengono:

Lucia Bellaspiga, giornalista di Avvenire
Giacomo Ghilardi, sindaco di Cinisello Balsamo
Ezio Meroni, autore del libro
e Gianluigi Falzoni, presidente sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

"Il valore dell’individuo sta nella libertà": in questa frase di don Battista Testa è racchiusa la ragione del suo impegno di uomo e di sacerdote che lo indusse a collaborare con i partigiani per contribuire alla liberazione del Paese e poi a schierarsi contro le violenze che insanguinarono il dopoguerra. Fu protagonista nella battaglia politica contro il pericolo bolscevico promossa dal cardinale Schuster, rispondendo per le rime, e anche con le sberle, alle calunnie degli avversari che ne chiesero il trasferimento.

Figlio di contadini della campagna trevigliese, don Battista Testa (1916-1986) studia e si forma durante l’episcopato del cardinale Schuster. Ordinato prete nel 1940, si trova a vivere i primi anni del suo ministero mentre la Chiesa deve confrontarsi con la guerra e i regimi totalitari. Nel 1942 è inviato come coadiutore a Cinisello.
Nell’agosto del 1943 stringe un patto con Pietro Vergani, futuro comandante delle Brigate Garibaldi della Lombardia, per combattere insieme i nazifascisti.
Dopo l’armistizio nasconde soldati italiani e prigionieri stranieri, guida l’attività dei cattolici all’interno del CLN locale, coordina la distribuzione di sussidi alle famiglie dei renitenti e dei partigiani, organizza l’invio di rifornimenti alle brigate di montagna.
Nella primavera del 1944 entra in contatto con la Brigata Gerolamo, comincia a collaborare con i Servizi Segreti alleati e conosce il capitano Neri (Luigi Canali) e Gianna (Giuseppina Tuissi), due dei protagonisti delle fasi più drammatiche e controverse della Resistenza.

A liberazione avvenuta, don Battista diventa un personaggio scomodo per i comunisti. Critica gli omicidi avvenuti nella sede della 119^ brigata SAP e l’esecuzione sommaria delle camicie nere locali. Si batte per chiarire alcuni misteri della Resistenza – l’oro di Dongo e la scomparsa di Neri e di Gianna – che coinvolgono alcuni partigiani di Cinisello Balsamo.
Il 29 ottobre 1950 don Battista parte alla volta di Premezzo. Lo accompagnano 300 persone, con 3 pullman, 27 macchine e 16 motociclette. I “suoi” giovani lo salutano con queste parole: "Da lei abbiamo imparato questo: spaccarsi la spina dorsale, ma mai piegarsi, decisi e pronti a tutto per il trionfo dell’idea… Sono le idee che si combattono, ma all’uomo che nel bisogno stende la mano e ti chiede un aiuto, non puoi rifiutarlo, anche se ha un’idea contraria alla tua e fossi certo che domani sarebbe il primo a rinnegarti."

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

È possibile la prenotazione telefonando al numero 02 66 023 504 oppure on line attraverso il link qui sotto

Sono obbligatori il green pass rafforzato e la mascherina FFP2.

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Locandina Il prete partigiano
Data ultima modifica: 25 marzo 2022
  • Via XXV aprile, 4 20092 Cinisello Balsamo

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