2020
Veronica - Portogallo
Mi chiamo Veronica, ho 24 anni e vengo da Paderno Dugnano, provincia di Milano.
Avere un’esperienza all’estero di lungo periodo è sempre stato un mio sogno, soprattutto perché durante il periodo universitario non ho potuto fare l’Erasmus. Quindi dopo aver conseguito un master in marketing e comunicazione ho deciso di partire e vivere questa nuova avventura.
Sono molto emozionata per tutto quanto perché penso che sarà una vera e propria esperienza di vita al 100%: conoscere nuove persone, vivere nella diversità culturale con gli altri volontari , imparare una nuova lingua e vivere fino in fondo la cultura del paese in cui vivi.
Sono partita per Lisbona solo da 10 giorni ma è come se mi sentissi già a casa. I volontari che sono qui già da mesi hanno organizzato per noi appena arrivati un bellissimo welcome party nell’appartamento, accogliendoci e presentandoci all’intero gruppo di ESC in Lisbona. Spesso passiamo il tempo insieme e facciamo attività after-work. Sono molto contenta dell’atmosfera che sono riusciti a creare. Anche il welcomeday da parte della hosting organisation è stato molto carino. Ci siamo presentati e abbiamo parlato delle nostre aspettative e idee verso questa esperienza.
In questa prima a fase, dove tutto in realtà deve ancora cominciare, soprattutto per ciò che riguarda il lavoro di volotariato, mi sento un po emozionata e spaventata, ma allo stesso tempo piena di energie. Non vedo l’ora di iniziare.
Sono sicura che questa esperienza sarà unica e certamente quando tornerò sarò una Veronica un po’ diversa. Forse più ricca e consapevole di se stessa. E credo anche molto contenta.
Un saluto dalla bellissima Lisbona,
Veronica

Alessandro - Romania
Il mio nome è Alessandro e sono un volontario presso l’associazione A.C.T.O.R. in Bucharest.
Prima di prendere parte a questo progetto ho prestato un anno di Servizio Civile presso il Comune di Cinisello Balsamo, ed è proprio grazie a questa esperienza che sono venuto a conoscenza delle opportunità offerte da ESC, così ho deciso di cercare un progetto che mi consentisse di lavorare a contatto con realtà differenti dall’Italia e mi aiutasse a sviluppare le mie competenze da animatore, e grazie a tanti progetti di mobilità l’ho trovato.
Sono passati già due mesi dal mio arrivo in Romania, ma in così breve tempo sono riuscito ad ambientarmi immediatamente nel lavoro e nell’associazione, tuttavia sento che prima di poter vedere il quadro generale della realtà in cui mi trovo dovrà trascorrerne ancora.
Ho avuto la grande fortuna di scegliere un progetto che ospita circa 25 volontari da ogni parte dell’Europa e alcuni perfino da altri continenti, così sono stato accolto in un microcosmo composto persone appassionate e giovani che come me per la prima volta lasciano casa, famiglia e amici per inseguire i loro sogni e scoprirne di nuovi, da quando ho messo piede fuori dall’aereo che mi ha portato qui non sono mai stato solo.
La mia settimana da volontario consiste in circa 30 ore di lavoro, la maggior parte delle quali vengono investite presso le scuole e gli asili dove possiamo sviluppare delle lezioni individuali sulle tematiche che reputiamo siano importanti da affrontare con i bambini e presso gli ospedali dove attraverso varie forme artistiche portiamo animazione clinica. Oltre a questo, per integrarci meglio in questo nuovo ambiente e nel lavoro a contatto con i più giovani, abbiamo lezioni settimanali di rumeno e workshop peer to peer fra volontari, il tutto documentato attraverso le pagine social del progetto e reti locali per far conoscere queste opportunità alla comunità locale.
Al momento sento di aver fatto la scelta migliore per il mio futuro prendendo parte a questo progetto, ho la possibilità di investire tutte le mie energie in qualcosa che mi piace e mi fa stare bene e a contatto con novità ogni giorno!
Presto manderò nuovi aggiornamento dalla Romania. Stay tuned!
Alessandro

2019
Lorenzo - Cipro
Bisogna essere sinceri: per me non era un grande momento. Dopo un anno di esami integrativi, non ero riuscito ad entrare in magistrale.
Tutto per colpa di un esame di economia affrontato in maniera spavalda nonostante il debito di matematica sfiorato per un pelo durante tutti gli anni delle superiori.
Anche dal punto di vista del lavoro non andava meglio: poca roba, occasionale e pagata nemmeno troppo bene. Di relazioni, non ne parliamo neanche.
Insomma, il morale non era dei più alti.
Un giorno, mentre mandavo le solite decine di curriculum in biblioteca, mi sono ricordato di aver letto da qualche parte della possibilità di fare un’esperienza formativa all’estero, in Europa, una specie di Erasmus.

Visto che non avevo troppi motivi per restare a Cinisello, ho deciso di approfondire la questione.
Le idee non erano chiare ma sapevo che avrei potuto trovare informazioni proprio li, al secondo piano della biblioteca. Una volta entrato nell’ufficio, ho incontrato Elisa. Dopo averle spiegato il motivo della mia visita, lei ha iniziato a spiegarmi in maniera appassionata ed approfondita il programma European Solidarity Corps, dando una forma precisa a quello che nella mia mente non era altro che un insieme fumoso di informazioni trovate qua e la.
Dopo un breve colloquio, mi ha consigliato una lunga serie di opportunità in cui spendere le mie attitudini e i miei interessi. Elisa mi ha anche aiutato, con una pazienza infinita, a preparare tutti i documenti da inviare alle associazioni che mi avrebbero potuto ospitare. Dopo un paio di colloqui sono stato scelto per partire con un progetto di tre mesi per Limassol, Cipro, nell’associazione Koken.
Sinceramente non sapevo bene dove si trovasse Cipro e men che meno Limassol, ma l’entusiasmo era a mille: avevo una voglia matta di iniziare questa nuova esperienza. Una volta arrivato sull’isola, le mie attese non sono state tradite. Nonostante fosse l’inizio di gennaio, il sole splendeva forte ed il mare era calmo. Anche la mia casa non era affatto male: ampia, luminosa e con una simpatica coinquilina. Sin dal primo giorno in ufficio i miei giovani colleghi si sono dimostrati gentili e disponibili.
In questi tre mesi mi sono occupato essenzialmente di organizzare workshop per la mobilità dei giovani locali in Europa e di lavoro in ufficio ma un grande spazio è stato dedicato per il progetto personale. Da subito ho avuto a disposizione tempo e mezzi per sviluppare una ricerca su un tema che più mi interessasse riguardante Cipro ed io ho scelto di affrontare la questione dell’immigrazione. Ho avuto quindi occasione di studiare le leggi che regolano il fenomeno, statistiche e l’iter burocratico oltre che intervistare chi lavora nell’unico campo profughi dell’isola. Durante il pomeriggio, ho aiutato gli insegnanti del doposcuola di una vicina scuola elementare alle prese con dei bambini dolci quanto vivaci.

Nel tempo libero, ho frequentato tutti gli altri ragazzi conosciuti durante il corso di formazione di una settimana offerto dal Eeuropean Solidarity Corps. Insomma, le mie giornate sono state piene e neanche per un secondo mi sono sentito solo o lasciato da parte.
Questo progetto è stato positivo per me sia per le competenze acquisite e la possibilità di metterle in pratica, sia perchè mi ha aiutato a ritrovare una serenità e sicurezza che avevo perso da un po’ di tempo. Inoltre, Cipro è un’isola meravigliosa e poterla esplorare in ogni suo angolo è stato davvero un’esperienza unica.
Per di più, nel frattempo, sono riuscito anche a sistemarmi dal punto di vista universitario e lavorativo. A brevissimo tornerò in Italia con l’umore altissimo, al contrario di quando ero partito, e con una gran voglia di affrontare tutte le prossime sfide.
Sara - Danimarca
Ciao a tutti.
Sono Sara, ho 19 anni e in questo post vi racconterò la mia decisione di partire, il mio primo mese in Danimarca, il lavoro e alcune delle fantastiche avventure che mi sono capitate e che io stessa ho cercato.
Mi piace definire questo viaggio come un’avventura, della quale si sa come inizia ma non come finirà. Mi è stato proposto questo progetto di Volontariato nel mese di aprile e ho subito accettato, perché era proprio ciò che stavo cercando: un periodo di volontariato-lavoro che mi desse la possibilità di conoscere nuove persone, nuove culture e al tempo stesso che contribuisse ad una crescita personale. Sembrano grandi parole se le si legge così, ma dopo questo primo mese posso effettivamente dire che la mia idea di SVE si sta avverando.
Il mio ESC è ufficialmente iniziato il 7 agosto alle ore 19.00 quando mi sono seduta davanti al gate all’aeroporto e ho iniziato a fissare la scritta ‘Danimarca’ sullo schermo. Dopo tre settimane dall’arrivo ho preso parte ad un corso di formazione in cui ho avuto molto tempo per riflettere su questi aspetti e in cui ho avuto la possibilità di analizzare più nel profondo la cultura e i comportamenti dei Danesi (e mi si sono spiegate davvero tante cose!). Ho affrontato un lungo viaggio all’insegna di tre treni 3 un bus e me stessa, nessun altro era con me per raggiungere Kolding, una città molto lontana rispetto a dove vivo io. Sono stata molto felice di aver messo alla prova me stessa e di essere riuscita ad arrivare a destinazione!
Tutti i giorni si aggiunge un nuovo traguardo al mio viaggio, che non é fatto di monotonia, ma di costante ricerca di nuove sfide e nuove persone da conoscere. Dietro tutto questo c’è il lavoro al “café” del centro culturale e giovanile che l’associazione che mi ospita possiede e i meeting il giovedì mattina con il mio mentore e tutto lo staff.
Il centro culturale è un luogo che mi ha lasciata senza parole sin dal primo giorno, perché è un insieme di diverse stanze, tutte decorate sulle pareti, in cui avvengono attività diverse: c’è la sala per gli skaters, ricca di rampe e buona musica, c’è il bar, uno spazio in cui si trovano divanetti e giochi di ogni tipo ed infine c’è l’ambiente più creativo dove delle signore molto gentili organizzano workshop e attività per bambini e adulti.
L’ambiente del centro è molto rilassante, tutti sono pronti ad aiutarsi e sono stata accolta in modo molto positivo da tutto lo staff.
A breve inzierò la scuola di danese, e non vedo l’ora perché in questo modo avrò la possibilità di analizzare più a fondo la cultura di questo paese.
Quando ho del tempo libero mi piace prendere la mia bicicletta e seguire i percorsi tracciati sulle strade e scoprire nuovi luoghi intorno a me, sempre nuove sfide accompagnano le mie giornate.

Vi terrò aggiornati su questa avventura e su tutti i nuovi viaggi che farò.
Sara sette mesi dopo
Sette mesi dopo eccomi di nuovo qui a raccontarvi come procede la mia avventura nel centro culturale e giovanile per cui lavoro in Danimarca.
Il lavoro che svolgo la maggior parte dei pomeriggi è quello di interagire con i ragazzi che frequentano lo skatepark o a cui piace solamente venire al centro per trascorrere del tempo in un ambiente sicuro e protetto. In tutti questi mesi ho avuto la possibilità di conoscere meglio tanti nuovi ragazzi e di scambiare con loro idee e opinioni. Mi è stata data la possibilità più volte di fare dei confronti tra il mio paese e la Danimarca, sotto ogni punto di vista. Proprio qualche giorno prima di scrivere questo breve post ho speso quattro ore a parlare di come viene concepita la Danimarca dai danesi e come la osserviamo noi dall’ottica italiana, con un ragazzo di 18 anni che si trovava al centro insieme a me. Ovviamente ho anche un compito più concreto: lavoro dietro il bancone del piccolo bar dello skatepark. Vendo caramelle, “pizza slice” e ogni tipo di bibite (che in Italia non avevo mai visto!).
Andare al centro il pomeriggio mi rende sempre felice perché tutti si sono affezionati a me e quando entro tutti mi salutano contenti e vengono ad abbracciarmi. Si tratta di ragazzi dai 10 ai 20 anni. È sempre un’emozione molto forte.
Il giovedì mattina mi aspettano due meetings, uno con il mio mentore (figura di riferimento per ogni volontario) e l’altro con tutto lo staff. Claus, il mio mentore, è una persona fantastica, sempre allegra, open-minded con la quale mi piace molto parlare e confrontarmi su tante cose riguardanti la cultura danese e l’organizzazione “CultHus” (il nome stesso in danese significa “casa della cultura”). Più volte mi è capitato di prendere parte anche a workshops creativi, a volte come aiutante, altre come organizzatrice stessa. Stare a contatto con bambini e famiglie che sono alla ricerca della loro creatività e che spingono i più piccoli a gettarsi nel mondo dell’arte è qualcosa che non avevo mai sperimentato prima e che mi lascia sorpresa ogni volta. Il mio prossimo workshop sarà la settimana prossima durante la “winter holiday” dove le scuole sono chiuse e il centro culturale è aperto per accogliere skaters, famiglie e chiunque voglia trascorrere del tempo in compagnia. Oltre a tutto questo si aggiungono i concerti nel weekend (almeno due ogni mese). Ho la possibilità di ascoltare “live” danesi di ogni tipo di musica e questo rafforza indubbiamente il mio livello di danese. Durante questi eventi copro il ruolo di barista.
Posso dire definitivamente che il mio livello di inglese è migliorato parlandolo costantemente, ma anche le mie basi di danese si espandono giorno dopo giorno. Ho effettuato l’esame del primo modulo di lingua e l’ho passato con successo e ora sto proseguendo i miei studi. La scuola è un ambiente internazionale dove non si impara solo il danese, ma dove c’è un continuo scambio di culture (ad esempio quella araba, rumena, iraniana, inglese, americana).
Ho partecipato ad un secondo corso di formazione, a dicembre, nel nord della Danimarca (questa volta è stato molto più facile arrivarci, un solo treno diretto!). In questo TC ho lavorato e approfondito il tema “competenze”, ciò significa che ho lavorato molto sul capire quali fossero le competenze che ho guadagnato e che guadagnerò in questo progetto, come formalizzarle e come poterle impiegare alla fine di questo progetto. Ho trovato questa esperienza molto utile in quanto nella vita di tutti i giorni non ci si ferma mai a riflettere su quali siano le competenze acquisite ogni qualvolta svolgiamo un progetto, concludiamo un lavoro o semplicemente scriviamo un reportage. Ho indagato più a fondo i miei punti di forza e le mie debolezze e ho cercato di capire come queste possano essere impiegate nei lavori di gruppo e nella vita quotidiana. Partendo proprio dal nome European Solidarity Corps, abbiamo riflettuto molto sul tema “solidarietà”. Il concetto di solidarietà ha mille sfumature e la parte che preferisco è che ognuno di noi possa scegliere il significato a lui più affine.
Spero questo piccolo racconto vi abbia invogliati a cercare un progetto e partire il prima possibile, perché posso garantire che opportunità come queste sono indimenticabili.
P.S.: quasi dimenticavo di citare il mio nuovo compagno d’avventura (Sasha). Sono tre mesi che condividiamo questa esperienza e devo dire che sono molto contenta di non essere più da sola, perché quando la felicità la puoi condividere con qualcun altro è sempre più bello.

Sasha - Danimarca
Sono Sasha, ho diciotto anni è non vedo l’ora di partire per la Danimarca con il programma ESC.

Sono pronto e mi sento molto gasato per la partenza imminente. Onestamente non sono particolarmente preoccupato o spaventato.
Ho avuto la possibilità di parlare con Elisa, del centro Eurodesk di Cinisello Balsamo, Mette e Klaus, i gestori del centro che mi ospiterà in Danimarca, che mi hanno chiarito molti dubbi che avevo e mi hanno spiegato molti dei compiti che dovrò svolgere. Le persone con cui ho parlato mi hanno trasmesso un senso di tranquillità e di passione in questo lavoro.
Questa esperienza è ciò che mi servirà a crescere come persona. Quello che mi ha spinto a partecipare è la possibilità di lavorare a contatto con i ragazzi, poter crescere come persona e uscire da una zona di comfort. Avrò la possibilità di cimentarmi in attività che prima svolgevo da un altro punto di vista (come partecipante e non come organizzatore) e quindi di migliorare le mie abilità di teamwork e management. Con questa esperienza potrò anche integrarmi e conoscere la cultura danese e imparare una nuova lingua.
Un altro dei motivi per cui ho scelto di prendere parte a questa esperienza e l’occasione di stare accanto alle persone e vedere la soddisfazione e la felicità nei loro occhi durante le attività.
Penso sia utile per tutti i ragazzi che finiscono le superiori o l’università fare un’esperienza di questo tipo perché aiuta a scoprire la differenza tra la realtà scolastica e quella lavorativa.
La cosa che più mi dispiace del lasciare l’Italia e che non avrò la possibilità di vedere la mia famiglia e i miei amici per molto tempo, ma spero che avendo la possibilità di ospitarli nell’appartamento, verranno a trovarmi.
Dario - Cipro
I miei primi due mesi ciprioti.
Ciao a tutti,
sono qui a raccontare la mia esperienza a due mesi circa dall’inizio.
Sono abbastanza soddisfatto di questo inizio, ormai mi sto ambientando all’isola.
Per quanto riguarda la mia attività lavorativa è più o meno come me l’aspettavo.
In ufficio viene dato ampio spazio ai propri progetti che possono essere sviluppati durante l’orario di lavoro. Abbiamo inoltre un progetto comune tra noi volontari dell’associazione che riguarda la traduzione e la riqualificazione del loro sito.
L’altra parte della mia attività qui a Limassol riguarda i bambini, due volte a settimana ci rechiamo in una scuola e facciamo con loro attività di doposcuola. Nonostante le difficoltà causate dalla lingua ormai mi adorano! È bello e gratificante stare con loro, per me era la prima volta che avevo a che fare con cosi tanti bambini in una scuola.

Per quanto riguarda l’isola, Cipro è affascinante, è davvero un crogiolo di culture, non solo quella greca e quella turca ma è facilissimo imbattersi in russi, inglesi e altre persone provenienti da ogni parte del globo.
La rete sociale che abbiamo creato è piuttosto ampia.
L’isola è piena di progetti simili a quello a cui sto partecipando io e ho avuto modo di conoscere tantissimi volontari, di varie nazionalità. Lo scopo di tutti più o meno è quello di conoscere l’isola e avere esperienze, quindi è stato molto facile creare una rete che abbraccia quasi tutta l’isola che ci ha permesso di conoscere altre situazioni ed esplorare nuovi luoghi, ospitando ed essendo ospitati.
In particolare con un’altra associazione qui di Limassol abbiamo legato particolarmente, anche perché ci sono altri due ragazzi italiani, ed è capitato di aiutarli in qualche loro attività.
Nel complesso dunque valuto la mia esperienza fin ora nettamente positiva, sperando di sopravvivere alla calura cipriota mando un saluto a tutti e al prossimo aggiornamento.
2018
Giovanna - Danimarca
Ci scrive Giovanna, in partenza per la Danimarca, dove si impegnerà per uno SVE a Nykøbing.
"Ciao, mi chiamo Giovanna, ho 19 anni vivo ad Albino un paese vicino a Bergamo.
Ho finito da poco il liceo artistico e subito ho deciso di volermi imbarcare in una nuova avventura; ho scoperto il volontariato europeo grazie al mio allenatore di basket che mi ha consigliato di curiosare un po’ nel sito: “portale giovani”.
Mi sono interessata a diversi progetti che avrebbero potuto rispecchiare la mia personalità e infine un po’ per caso, un po’ per fortuna, mi sono imbattuta nello SVE a Nikobing.
Dopo essermi candidata, aver mandato le mie referenze e aver fatto qualche colloquio ho saputo di essere stata selezionata e che quindi sarei partita di lì a poco per la Danimarca.
Ora il giorno tanto atteso è sempre più vicino, manca meno di una settimana e sono sempre più emozionata; la voglia di partire per una nuova avventura è davvero molta anche se naturalmente dispiace lasciare amici e famiglia a casa.
So che grazie a questa opportunità avrò l’occasione di conoscere in prima persona culture e tradizioni del tutto diverse dalla mia che non potranno far altro che arricchirmi.
Le paure sono tante, in primis quella di dovermi confrontare con il mio non buonissimo inglese, per non parlare della tanto attesa autonomia (dai genitori) così tanto bramata quanto astratta e che ora si sta concretizzando.
Insomma, sono davvero molto carica e non vedo l’ora di conoscere tutto quello che mi sta aspettando.
A presto! Giovanna"
Facciamo un grande in bocca al lupo a Giovanna per il suo viaggio!
Natale è arrivato e così sono passati anche i primi due mesi qui in Danimarca.
Devo dire che mi sento molto fortunata, quando sono arrivata ho trovato due coinquiline molto gentili e disponibili con me.
I primi giorni di adattamento sono stati un po’ difficili ma Giulia, la mia coinquilina italiana, mi ha presto sollevato il morale scherzando con me e riempiendomi di nozioni importanti riguardo al lavoro che poi avrei dovuto svolgere.
Insieme ho fatto molte gite per esplorare un po’ il territorio.
La squadra con cui lavoro è molto gentile e organizzata.
Ci si accorge subito che l’attività che svolgono all’interno del centro giovani viene presa molto seriamente ma allo stesso tempo con molta serenità e amicizia. Con il team abbiamo organizzato molti eventi come il Christmas Party o la Movie Night, che mi sono piaciuti particolarmente ed hanno avuto un buon successo e partecipazione da parte dei cittadini di Nykobing di tutte le età.
Mette e Claus, che sono i miei responsabili, sono fantastici e cercano di farti sentire sempre a casa.
Sono molte le emozioni provate durante questo primo assaggio di Danimarca: gente nuova, lingua inglese, danese, organizzare pranzi e cene, condividere la casa e gli spazi, tante sono ancora le cose che dovrò imparare.
L’unica cosa che mi preoccupa un po’ è il rientro a gennaio.
Come sarà la mia nuova coinquilina? Passerò altrettanto bene i mesi che seguiranno pur sapendo che prima di luglio non tornerò a casa? Ma sono sicura che la voglia di portare fino in fondo questa esperienza mi farà sicuramente trovare energie e allegria per affrontare qualsiasi avversità!
Per ora ho queste incognite ma nel mentre voglio godermi al meglio questo bellissimo Natale che mi attende con le persone che amo.
Buone feste a tutti!
Giovanna
Ciao a tutti!
La mia permanenza qui in Danimarca procede a gonfie vele!
In questi giorni sono super felice perché da un po’ è arrivato il bel tempo e sembra proprio che voglia restare fino a fine estate.
Io e Maia, la mia coinquilina, cerchiamo di rimanere all’aria aperta più tempo possibile; settimana scorsa abbiamo fatto ben due bagni nel mare uno dei quali a Mons Klint, posto molto famoso in Danimarca sia per il fatto che penso sia l’unica montagna presente, sia per le sue acque cristalline e pietre preziose che alcune volte si possono trovare sulla riva.
Da poche settimane abbiamo iniziato a organizzare gli eventi che caratterizzeranno la settimana del Kulturklash Festival.
C’è però anche un’ altra novità, mentre scrivo questo articolo sono a casa da quattro giorni con la varicella: chi l’avrebbe detto che l’avrei presa proprio qui in Danimarca!
Tra una settimana ci aspetta un altro incontro con gl’EVS presenti in Danimarca, questa volta però si svolgerà a Copenaghen e durerà quattro giorni; sono molto felice di rivedere alcuni amici conosciuti in quello svolto precedentemente e sono sicura ci divertiremo molto.
Questa esperienza mi sta davvero donando molto, sono davvero orgogliosa di me stessa e delle decisioni che ho preso in questo lasso di tempo lontano da casa, in primis la scelta di partire.
Tra poco più di un mese però dovrò tornare in Italia e decidere cosa fare dei miei desideri e aspirazioni ma per ora non ci voglio pensare troppo perché lasciare questo posto che oramai considero casa, gli amici e le persone fantastiche conosciute, mi fa già scendere una lacrima.
Mi godrò questo ultimo periodo al meglio impiegando il mio tempo in tutte le attività che svolgo qui a Culthus, come per esempio gli workshop estivi e , naturalmente, per divertirmi con i miei amici!
Buona estate tutti!!
"Eccomi, casa dolce casa.
È da qualche mese ormai che posso dire di essere tornata a casa, mi accorgo giorno dopo giorno che quello che avevo lasciato qui, a novembre dell’anno scorso, è in realtà ancora tutto uguale.
Noto però che molte cose in me sono cambiate e questo sicuramente grazie all’esperienza appena vissuta e conclusa in Danimarca.
Sono molto felice di aver avuto il coraggio e la determinazione di partire per una nuova avventura ignota, consiglio a tutti quelli che leggeranno questa mio breve articolo di partire e viversi queste belle esperienze.
Ovviamente inizio a sentire la mancanza degli amici conosciuti, magari provenienti anche da altre parti del mondo.. ci messaggiamo sempre per sentire come stanno andando avanti le nostre vite ma è comunque diverso dal condividere giornate insieme e spensierate, magari sdraiati all’ombra di un albero in un bel prato, come facevamo io e la mia coinquilina e amica Mariana.
Spero di riuscire a tornare a trovarli la prossima estate, per ora mi accontento di scambiare qualche email di aggiornamento.
Un grazie speciale va sicuramente a Mette e a Claus che mi hanno accolta come una di famiglia fin da subito e anche al super Team di colleghi con cui ho lavorato durante tutto il periodo trascorso con loro, hanno veramente reso questa esperienza unica.
Ora che sta arrivando di nuovo l’inverno riaffiorano i ricordi dei primi momenti passati nell’accogliente casa a Nykobing, la nuova atmosfera e tutte le emozioni provate.. il tempo è veramente volato e io sono davvero fiera di tutte le decisioni prese, sia nel bene che nel male sono sicura che queste sono servite per forgiare un nuovo lato di me stessa che mi caratterizzerà per sempre.
Un grazie anche al team di Cinisello e a Elisa per avermi affiancata sempre e dato l’opportunità di partire per questo viaggio!"


Simone - Danimarca
Ciao a tutti.
Sono Simone, ho ventisei anni e sono pronto per partire per lo SVE in Danimarca.
Quando si materializzava la certezza di dover intraprendere questo nuovo cammino ero intimorito di quello che mi sarebbe potuto accadere subito dopo aver varcato la sicura soglia di casa.
Adesso, invece, dopo aver parlato con Elisa, Matteo e i ragazzi che mi accompagneranno in quest’esperienza sono molto più sereno, perché ho sentito un’energia positiva che mi ha infuso fiducia e tranquillità.
Sono cosciente che una prova del genere non deve essere presa sotto gamba, perché comporta impegno e concentrazione, nonché un controllo emotivo non indifferente.
Seppur io abbia già vissuto fuori casa, la scelta di staccarmi dalla mia vita quotidiana rientra nella concezione di lavoro e rinnovo continuo che cerco di fare su me stesso tutti i giorni.
Per questo, le diverse difficoltà che incontrerò serviranno a farmi crescere e a (ri)costruire parti della mia persona.
Credo inoltre che confrontarsi con una diversa cultura sarà una delle parti più stimolanti e dinamiche di questa esperienza: nuova lingua, nuovi valori, nuovi pensieri e “nuovi passati” renderanno questi mesi energici e intensi.
Penso che progetti come lo SVE possano essere nel proprio sviluppo “totalizzanti”, perché se presi con il giusto spirito ti permettono di fare un’esperienza lavorativa tenendo presente le proprie passioni e attitudini.
Sono pronto a mettere a disposizione tutte le mie capacità e competenze, nonché ad accettare positivamente tutte le sfide che mi si presenteranno per trarne il maggior significato.
Date queste premesse vi terrò aggiornato sull’evoluzione del mio percorso che inizia precisamente il 10 ottobre alle 6.35 del mattino. Pronto e carico come sempre!
Auguro a tutti giornate piene di sole e di curiosità.
Saluti Italodanesi

Eccoci pronti per la seconda parte della mia avventura in Danimarca. Dopo lo stop natalizio sono tornato pronto e carico per affrontare diversi impegni.
Il primo è stato un meeting generale con i miei colleghi in un maniero appartenuto in passato alla regina, a seguito un summit generale organizzato da Erasmus+.
Lo scopo principale dei due incontri era quello di capire come lavorare e interagire all’interno di un team eterogeneo, ascoltando diverse opinioni e imparando a rispettare le diverse culture.
Quest’ultimo aspetto risulta determinate quando si vive all’estero e si è colpiti da quello che viene definito “cultural shock”.
I workshops affrontati hanno quindi permesso di rafforzare la capacità di interazione e di espressione personale con l’obiettivo di condividere idee e valori che ci contraddistinguono.
Le esperienze sono risultate molto interessanti e proficue in quanto mi hanno dato anche l’opportunità di conoscere tantissimi ragazzi provenienti da diverse nazioni con la quale divertirsi e creare rete.
Nella settimana seguente ci sono state le vacanze invernali in cui abbiamo organizzato eventi artistici e due concerti serali.
Sabato e domenica sono andato a Copenaghen per il mio primo compleanno internazionale a casa di Chloè e Bianca, l’una francese e l’altra milanese, rispettivamente conosciute al seminario Erasmus. Anche qui le giornate si sono allungate, tutti stiamo aspettando con impazienza la primavera per stare insieme, raccontarsi e divertirsi fino a sera tardi.
Dalla terra danese è tutto, rinnovo i miei saluti e auguro giornate piene di sole e curiosità.
A presto e tak!
Simone

Fernando - Portogallo
Sono Fernando, ho 29 anni e vengo dalla provincia di Taranto.
Sono laureato in lettere moderne con specializzazione in scienze del linguaggio, e le mie passioni sono il teatro, la letteratura e la musica.
Recentemente mi sono candidato per l’attività di volontariato europeo in Portogallo, spinto principalmente dal desiderio di vivere un’esperienza all’estero, per imparare a vivere in un contesto culturale e linguistico diverso da quelli a cui sono abituato (ho vissuto in varie zone d’Italia e in effetti ho trovato differenze notevoli, ma bene o male era sempre Italia); inoltre mi sono candidato perché questo SVE riguarda l’educazione non formale, e personalmente sono molto interessato all’educazione, all’istruzione e all’uso delle arti per fini pedagogici, e in generale all’attività culturale.
È stato un enorme piacere sapere di essere stato scelto, e già l’idea che trascorrerò sei mesi in un paese affascinante come il Portogallo e a due passi dall’oceano apre il mio cuore e la mia mente a nuove esperienze e nuovi incontri che non posso prevedere.
Ciò che al momento penso di poter prevedere è che questa esperienza mi insegnerà tanto, in termini lavorativi e umani, mi metterà nelle condizioni di apprendere la lingua portoghese (importante sia per la comunicazione che come lingua letteraria), spronerà il mio spirito di adattamento, mi permetterà di lavorare nei settori di mio interesse e di sviluppare le mie capacità.
Sicuro che questa esperienza sarà importante e indimenticabile, ringrazio le persone che mi hanno scelto, e attendo con impazienza il giorno della mia partenza.

Sono Fernando, da circa tre mesi sono a Villa Nova de Gaia come volontario SVE. Sono ormai a metà di questa esperienza, e posso dire che si sta rivelando molto importante per me, come speravo.
Uno dei motivi principali per cui, alcuni mesi fa, mi sono candidato per questo progetto è stato il bisogno di vivere e lavorare per un periodo all’estero, e posso dire che il Portogallo è un Paese perfetto in cui vivere un’esperienza come questa: qui si respira una tranquillità poco nota a noi italiani, lo stress è praticamente inesistente, e si tratta di una nazione piena di colore (anche in senso letterale, grazie alle facciate variopinte e ai fantasiosi asulejos), di arte e di musica, con numerosissimi eventi culturali di ogni tipo (sono colpito specialmente dall’abbondanza di festival di musica e arti performative, che permettono a chiunque di vivere esperienze artistiche di altissimo livello senza dover pagare alcun biglietto, come ad esempio il festival Imaginarios, che per tre giorni ha popolato il centro storico di Santa Maria da Feira di performance di strada, e che per un amante del teatro come me è stato un vero e proprio paese dei balocchi); in particolare Porto, con cui Gaia forma quasi un unico centro urbano, è una città estremamente viva, ricca di concerti, spettacoli, workshop, associazioni, artisti di strada, e così via, oltre a essere architettonicamente e paesaggisticamente un gioiello.
Altro motivo per cui ho intrapreso quest’avventura è il mio interesse per l’impiego delle arti nell’educazione, e il progetto a cui ho preso parte ha come tema l’educazione non formale. In questi mesi ho lavorato in due istituti scolastici, pressappoco una scuola media e una superiore, dove ho potuto impiegare le mie competenze teatrali in attività rivolte a ragazzi e adolescenti, il che ha costituito un’occasione per sperimentare nuove tecniche ed esercizi, vedere i risultati, la curiosità e il divertimento nei giovanissimi partecipanti, e testare e migliorare le mie capacità didattiche.
Adesso lavoro con i bambini, che sono impegnati in attività ricreative per l’estate, e si tratta di un lavoro impegnativo e di una certa responsabilità, ma che, se fatto con il cuore, può dare grande soddisfazione.
C’è un altro elemento che rende lo SVE bello e importante: si tratta dei training (in genere sono due, uno all’inizio e uno a metà del servizio di volontariato) organizzati dalla National Agency per i volontari presenti in tutto il territorio nazionale. Per alcuni giorni si vive, insieme ad altri ragazzi provenienti da tutta Europa, un’intensa esperienza di educazione non formale (stavolta dalla parte del fruitore), in cui si impara molto, si riflette sul proprio progetto e sullo SVE nei suoi vari aspetti, e si conoscono tante persone nuove, con le quali si riesce a entrare in confidenza molto velocemente grazie all’attività di gruppo.
Non nego che nel corso dello SVE ci possano essere momenti di conflitto o di dubbio e sconforto, ma se li si affrontano con energia e con voglia di fare non solo li si superano, ma diventano ulteriori sfide personali che contribuiscono alla propria crescita.
Per questi e altri motivi posso dire che questo tipo di esperienza può dare tanto e crea le condizioni per crescere da un punto di vista umano e lavorativo, conoscersi meglio, e anche divertirsi, e consiglio a tutti di provarla, magari proprio in Portogallo.
2017
Federica - Portogallo
Si chiama Federica Gervasoni la nuova volontaria che il giorno 3 ottobre ha iniziato il suo Servizio di Volontariato Europeo presso Vila Nova de Gaia, una piccola ma graziosa cittadina del Portogallo a due passi da Porto e dal mare.
L’esperienza, che è già stata fatta precedentemente da altri volontari, durerà 6 mesi.
Dopo aver fatto esperienza di Servizio Civile all’interno di una biblioteca di Sesto San Giovanni, ha deciso di mettersi alla ricerca di un’opportunità all’estero, e sembra aver trovato proprio quella che fa a caso suo! Infatti Federica verrà inserita in una scuola per svolgere con i ragazzi attività creative e teatrali, si occuperà di una biblioteca e gestirà il sito/blog dell’associazione.
Ci racconta:
"Mi chiamo Federica, ho 25 anni e da sempre vivo a Sesto San Giovanni.
Viaggiare è sempre stata una mia grande passione, così, dopo essermi laureata in Scienze dei Beni Culturali e aver svolto un anno di Servizio Civile presso la biblioteca pubblica della mia città, ho deciso di provare un nuovo tipo di viaggio, o meglio, un’esperienza di vita a 360°. Sì, perché penso sia proprio questo lo scopo dei progetti SVE: avere la possibilità di vivere per un determinato periodo di tempo in un paese diverso dal tuo, conoscere persone provenienti da differenti nazioni e quindi con differenti culture, provare un’esperienza di “lavoro volontario” dinamico e stimolante.
Sono in Portogallo solo da pochi giorni ma penso che ci siano già i presupposti perché tutto vada per il meglio! Certo, non nego di essere molto emozionata e un po’ spaventata ad affrontare un cambiamento così repentino, ma credo che siano quelle sensazioni positive che ti spingono a metterti in gioco e scoprire le tue potenzialità.
Questo è solo l’inizio, io e gli altri volontari ci stiamo ancora ambientando, ma non vedo l’ ora di entrare nel vivo delle attività!"
Noi le facciamo un grande in bocca al lupo per la partenza, ma vi terremo aggiornati nei mesi a venire sugli sviluppi dell’esperienza!
Federica ci dà alcuni aggiornamenti sul suo soggiorno da Volontaria in Portogallo:
"Devo ammettere che questo primo mese di EVS si è rivelato carico di sorprese! Sicuramente quello che mi ha colpito immediatamente è il paesaggio: Porto è una città meravigliosa sotto tanti punti di vista.
A me piace viaggiare quindi ho avuto la fortuna di visitare un sacco di posti incredibilmente belli, ma Porto non è solo incredibilmente bella; sarà perché confina con l’oceano ed è attraversata da un fiume, sarà perché è piena di colori, di gente solare e di musica in ogni angolo della strada, non so spiegarlo con esattezza ma mi sono sentita a casa, come se abitassi qua da molto più di un mese.
Un’altra cosa estremamente interessante è il fatto di dividere la casa con tre ragazzi provenienti da altri paesi europei. Scoprire le diverse abitudini, sperimentare le loro tradizioni culinarie, ridere delle incomprensioni linguistiche derivate dagli accenti differenti… penso che sia una delle cose che arricchisce maggiormente l’uomo.
Non mancano infine le attività che abbiamo cominciato a preparare: i workshop, le lezioni di teatro e di arti visive… Nelle scuole ci sono davvero un sacco di cose da fare (arte, sport, musica, cultura) e vorrei riuscire a provare tutto e imparare tutto ciò che è possibile imparare da questa esperienza; io sono fatta così, le nuove sfide mi accendono, mi danno nuova energia.
Dopo questo primo mese di “preparazione generale”, sto cominciando a concentrarmi sul mio progetto specifico: mi è stato chiesto di organizzare un laboratorio dedicato agli Azulejos (tipici ornamenti dell’architettura portoghese). Inizierò quindi presto la mia ricerca per poi decidere come sviluppare il progetto da proporre nelle scuole; insomma, qui non ci si annoia mai!"
Anche se un po’ in ritardo, è arrivato l’arrival training a Viseu! Mi aspettavo che sarebbe stato pieno di workshop interessanti, ma non pensavo che sarebbe stato così intenso.
Ogni giorno è stato pieno di attività, dal mattino fino alla sera (e talvolta anche di notte). Ho avuto la possibilità di conoscere gli altri progetti SVE qui in Portogallo, ma anche di presentare il mio ente ospitante, scoprire l’importanza dell’educazione non formale, cosa posso dare e cosa posso ricevere, quali sono i miei diritti e le mie responsabilità come volontario.

Parte di questa formazione è stata anche scoprire la città, Viseu, non come una turista, ma in un modo diverso: siamo stati divisi in piccoli gruppi e abbiamo fatto alcune attività nei luoghi più importanti della città, come video, foto e diversi tipi di performance. È stato molto divertente e interessante perché, nonostante il freddo e la stanchezza, siamo tornati all’ostello molto entusiasti e orgogliosi del nostro lavoro.
Abbiamo anche potuto scoprire il Portogallo, in un piccolo viaggio attraverso i cinque sensi, un’esperienza davvero piacevole.

La cosa che ho imparato di più è stata conoscere molti giovani come me che arrivano da paesi diversi (ma qualcuno anche dall’Italia) e condividere insieme la propria cultura, esperienza e sensazioni riguardo a questa esperienza SVE.
Ci sono stati anche alcuni momenti di libertà in cui ho avuto la possibilità di rafforzare le amicizie e costruirne di nuove, semplicemente condividendo i pasti, un bicchiere di birra o qualche ballo/musica, con la promessa che ci rivedremo sicuramente, forse a Lisbona, forse a Porto , forse durante il prossimo training, non importa. La cosa più importante è tornare a casa più ricchi e con la consapevolezza di aver contribuito a rompere le barriere, di apprezzare le differenze, ma allo stesso tempo scoprire che non siamo così diversi.
Con questa energia positiva voglio vivere i miei ultimi due mesi qui in Portogallo, cercando di dare il mio cento per cento al progetto, godendo il mio tempo libero e scoprendo meglio questa città e questo paese!

Sembrava un periodo così lungo e invece il mio progetto in Portogallo è giunto al termine. Sei mesi intensi che ho vissuto fino all’ultimo minuto!
Il bilancio di questa esperienza non può che essere positivo; certo non sono mancati momenti di difficoltà, ma penso che anche questo faccia parte dell’avventura!
L’ultimo mese è passato alla velocità della luce; ho proposto il mio progetto sugli azulejos in nuove classi, adattandolo a diverse fasce d’età; insieme agli altri tre volontari abbiamo girato per le scuole del territorio a far conoscere lo sportello Eurodesk e tutte le opportunità che offre, attraverso un mega “gioco dell’oca” nel quale i ragazzi stessi rappresentavano le pedine e dovevano completare il percorso rispondendo a quesiti sull’Unione Europea.
Sono inoltre riuscita a visitare un posto che tanto desideravo, le Azzorre, un piccolo angolo di paradiso sperduto in mezzo all’immensità dell’Oceano Atlantico; ma ho anche avuto l’opportunità di rivedere alcuni ragazzi che avevo conosciuto all’Arrival Training che si era tenuto lo scorso febbraio nella città di Viseu. Prima sono andata a trovarli io a Nazarè, poi per Pasqua, sono venuti loro a visitare Porto e insieme abbiamo condiviso cene multiculturali, buona musica e il surf, che non avevo mai provato. Un ottimo modo per concludere questa esperienza!

Ho infine salutato Porto e il suo splendido centro storico, per dedicare più attenzione al quartiere dove abitavo io (Vila Nova de Gaia) e ho scoperto tanti scorci poco conosciuti ma molto colorati e con un panorama altrettanto suggestivo.
Sono tornata a casa soddisfatta del percorso fatto perché ero partita con il desiderio di vivere al cento per cento questa opportunità e così è stato quindi non posso che augurare ai prossimi volontari buona avventura!
Giulia - Danimarca

A partire da gennaio 2017 si sono svolte le selezioni per il nuovo progetto di Servizio di Volontariato Europeo a Nykøbing Falster, in Danimarca, che impegna l’Ufficio Progetti di Rete come ente inviante.
Giulia Caruso, 23 anni di sorrisi ed energia, è la candidata in procinto di affrontare questa avventura di 9 mesi.
Giulia sarà inserita nel centro culturale della cittadina, organizzando il suo tempo tra il bar, le attività con i giovani che frequentano la Kulturfabrikken e il corso di danese.
Giulia si racconta così:
“Il mio nome è Giulia, ho 23 anni e vivo in un paesino a pochi passi dalla ridente città di Bergamo. Ancora per poco a dirla tutta! Ho (quasi) sempre vissuto qui - escludendo l’anno in Erasmus in Germania, talmente distante nel tempo da non sembrare nemmeno vero - a Bergamo ho frequentato il liceo, l’università e l’estate scorsa ho conseguito la laurea in Lingue Straniere.
Ho iniziato subito a cercare opportunità per partire nuovamente, sia per studio che per lavoro, perché mi sono resa conto, dopo il mio anno all’estero, che il mondo fuori casa nostra è immenso e l’unico modo per scoprirne tutte le sfumature è partire ed entrare in contatto con gli altri.
Non ho avuto successo, un po’ per paura e po’ per pigrizia, ho scelto la via meno spaventosa e ho deciso di continuare a vivere, lavorare e studiare a Bergamo.
Quando ho scoperto i progetti SVE, grazie ad alcuni amici, qualcosa in me si è riacceso e la voglia di prendere parte a questa iniziativa mi ha spinto a dare una scossa alla mia vita.
Poche settimane fa mi sono imbattuta in questo annuncio in Facebook, da parte di Eurodesk Cinisello Balsamo, riguardo un progetto in Danimarca di nove mesi, ho deciso di buttarmici a capofitto e con mia grande sorpresa sono stata selezionata! Inutile dire che sono al settimo cielo!
La partenza verrà fissata all’inizio di Aprile, tra meno di un mese e, conoscendomi, questo periodo sarà pieno di eccitazione, sbalzi d’umore e iperattività, i soliti comportamenti da “Giulia sta prendendo una decisione importante che le cambierà la vita”.
Lasciare il luogo dove si ha vissuto per tutta la vita e trasferirsi in un altro stato è solo la prima parte di questo immenso cambiamento e nonostante possa spaventare, io mi sento pronta!
Sono molto emozionata per questa mia esperienza futura in Danimarca, mi sento ottimista e non vedo l’ora di entrare nel vivo del progetto. Sono sicurissima che questa decisione importante mi cambierà la vita!”
Noi le facciamo un grande in bocca al lupo per la partenza, ma vi terremo aggiornati nei mesi a venire sugli sviluppi dell’esperienza!

13 maggio 2017
Il primo mese è volato in un batter d’occhi.
Ricordo ancora l’agitazione del primo giorno, il volo da Bergamo all’alba, l’arrivo a Copenhagen, il viaggio fino a Nykøbing, un nuovo appartamento, un nuovo lavoro con nuovi colleghi, una nuova coinquilina. Tutte le volte che ripenso a quante emozioni contrastanti ho provato quel giorno, un sorriso enorme mi si stampa in faccia!
Durante queste prime settimane mi hanno pazientemente mostrato i vari compiti che si svolgono in Culthus e quale ruolo devo ricoprire in quanto EVS.
Ho aiutato nell’organizzazione di un concerto e, per la prima volta nella mia vita, mi sono ritrovata nella parte opposta delle transenne! Presto ce ne saranno altri, non vedo l’ora!
Ci sono stati anche diversi workshop d’arte per bambini e famiglie, soprattutto durante il periodo di Pasqua. È affascinante vedere quanta creatività possiedono anche i bambini più piccoli, non hanno paura di esprimersi e di liberare la loro fantasia.
Due settimane fa ho iniziato i corsi di lingua danese e devo ammettere che, nonostante sia abbastanza difficile, mi diverto tantissimo a imparare frasi e modi di dire che ho l’occasione di ascoltare e usare quotidianamente!
Inoltre, anche i ragazzi più grandi che frequentano lo skate park hanno finalmente iniziato ad aprirsi e ad abituarsi alla mia presenza, nonostante un’iniziale timidezza mascherata da un atteggiamento da duri. Chiacchieriamo, cercano di insegnarmi tecniche per andare con lo skate, mi fanno domande sull’Italia o sulla mia vita e in cambio sono felicissima di ascoltate tutto ciò che hanno da dirmi, che siano racconti sulla loro vita o semplicemente sulla loro giornata. L’interesse che mostrano è già un traguardo per me. Poi ovviamente ci sono i più piccoli, si divertono a insegnarmi parole danesi e a battermi a ping pong.
Sono circondata da persone gentilissime, pronte ad aiutarmi in qualsiasi occasione e ad ascoltare ogni mio problema o dubbio; per non parlare del paesaggio qui intorno, è sorprendente. Anche se il tempo è stato poco clemente e il sole si fa desiderare, io e la mia fidata bicicletta stiamo diventando compagne di viaggio inseparabili alla scoperta della Danimarca!
Questa esperienza è appena cominciata, ma le prime impressioni non potrebbero essere più positive. Il viaggio è ancore lungo e non vedo l’ora di scoprire che cosa mi riserva il futuro!

Se siete amanti del caldo, vi sconsiglio vivamente di trascorrere le vostre vacanze estive in Danimarca!
Io, che il caldo torrido e afoso lo sopporto a fatica, ho vinto alla lotteria. Certo, qualche giornata in più di sole farebbe piacere anche a me, ammetto che essere così vicina al mare e non poterci andare a causa del maltempo mi infastidisce. Soprattutto se sei cresciuta a Bergamo, in mezzo alle montagne e non hai la possibilità di raggiungere la spiaggia con la bicicletta. Io e Guna, la mia coinquilina e fan numero uno del caldo, scherziamo e ci ripetiamo spesso che questo sarà l’autunno più lungo della nostra vita.
Problemi relativi al tempo a parte, l’esperienza in Danimarca procede alla grande! Attualmente stiamo organizzando un festival, con attività e concerti, che si terrà la seconda settimana di Agosto, il Kulturklash Festival. L’organizzazione di questo evento ci tiene occupati da quasi due mesi; per quanto, dall’esterno, potrebbe sembrare un semplice diversivo alla quotidianità di Nykøbing, è sorprendente scoprire, in realtà, quanto lavoro e fatica richieda organizzare un festival del genere.
Nell’ultima settimana abbiamo programmato le giornate nei minimi dettagli, suddividendoci i lavori da svolgere e cercando di risolvere i problemi che continuano a sorgere di giorno in giorno. Siamo tutti molto emozionati e agitati, ma sono sicura che, nel momento in cui apriremo le danze, riusciremo a liberarci dell’ansia e a goderci il festival insieme a tutti i partecipanti!
Durante queste vacanze estive ho avuto l’occasione di proporre anche un mio progetto personale: io e gli skater stiamo cercando di costruire alcuni fioriere, servendoci dei bancali di legno, per poter piantare fiori o piante aromatiche e abbellire l’ingresso della struttura. Confesso che quando ho chiesto l’aiuto ai ragazzi, una metà di loro mi ha riso in faccia e l’altra metà mi ha totalmente ignorata; ma quando poi hanno visto la mia scarsa abilità nel destreggiare chiodi, martelli e altri attrezzi, si sono impietositi e non hanno esitato un attimo a darmi una mano.
Per il momento questo progetto è ancora alla fase iniziale, soprattutto perché il festival e altre attività hanno distolto temporaneamente la mia attenzione. Durante il mese di Luglio infatti si sono svolti alcuni workshop d’arte per i più piccoli, l’ultimo si è concluso settimana scorsa ed è stato sicuramente il più divertente. L’argomento principale si basava sul riciclaggio: bottiglie e tappi di plastica, vecchi scarponi e vestiti rovinati hanno ripreso vita attraverso le mani dei bambini. Nonostante non ci conoscessimo, si è creato subito un legame molto speciale e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo a ridere dei lavori più buffi e ad aiutarci a vicenda!
Questi quattro mesi sono trascorsi alla velocità della luce, senza rimpianti o ripensamenti, non potrei essere più felice della mia nuova vita danese!
Con la fine del 2017 è arrivato al termine anche il mio progetto EVS in Danimarca e dopo nove mesi a Nykøbing sono ritornata in patria!
Non ho parole per descrivere questa bellissima esperienza, ma posso ammettere con sicurezza che mi ha cambiato la vita.
Gli ultimi mesi in Culthus sono stati molto impegnativi, a partire dai primi giorni di novembre abbiamo avuto molti eventi in programma.
È stata una sfida per me e tutti i membri dello staff, volontari e non, e alla fine possiamo dire di averla vinta! La Factory ha accolto centinaia di persone ed è stato emozionante vedere volti nuovi aggirarsi per i locali.
Oltre ai soliti concerti nel fine settimana, io e Guna, con l’aiuto di Giovanna – la nuova volontaria dall’Italia – abbiamo organizzato una Movie Night in occasione della nostra imminente partenza. Un’opportunità per salutare gli utenti del centro – skater, piccoli artisti e tutti i giovani che usufruiscono della Fabrikken quotidianamente – e ringraziarli per questi fantastici mesi insieme.

L’ultimo evento a cui abbiamo preso parte, prima di tornare a casa, è stato Jul på Fabrikken, l’evento di Natale: tantissime attività, canzoni, atmosfera natalizia e piatti tipici! Io e le ragazze avevamo organizzato un photo booth, uno spazio dedicato alle fotografie di gruppo, per avere un ricordo della giornata alla Factory. Un super successo!
Dopo pochi giorni, la partenza.

È stato difficile preparare le valigie per tornare a casa, non potevo credere di essere arrivata alla fine del mio percorso. Ma la vita va avanti e se ripenso ad un anno fa, a come ero prima di partire, ammetto di non poter essere più soddisfatta e felice della scelta che ho preso mesi fa, quando ho deciso di candidarmi per questo progetto, partire e diventare parte del team in Culthus. Non ho incontrato solamente dei colleghi stupendi, ma la mia grande famiglia danese. Persone con cui ho condiviso ore di lavoro, i compagni di classe, gli skater, amicizie che porterò per sempre nel cuore. Questa avventura mi ha donato tanto e spero, nel mio piccolo, di aver lasciato un segno.