Volontariato all’estero 2013-2016

Dettagli della notizia

Pubblicato il:

16 dicembre 2025

2015-2016

Sonia - Danimarca

La primavera è iniziata il primo marzo qua in Danimarca.
Le giornate si sono allungate, il sole tramonta intorno alle sei, agli alberi sono spuntati i primi germogli, il sole entra in camera la mattina e ti sveglia tiepido in volto.
Uso la bicicletta sempre più spesso, ormai diventata la mia compagna inseparabile. I weekend sono ottimi per lunghe tratte con la bici, come ieri che sono andata fino a Maribo.
Maribo è la seconda città più grande in Lolland, ed è una riserva naturale con tantissimi laghi. È molto piacevole percorrere tutta la costa dei laghi in bici. Sei completamente immerso in una fitta vegetazione e fauna; puoi trovare le prime orchidee che sbocciano, e vari volatili che ti sorvolano in volo.

Questo giovedì ci sarà il mio primo evento MEDITAZIONE IN ARTE. Ho pensato a questo evento perché siamo (e per SIAMO intendo NOI, LA CIVILTA’) sempre più immersi in una marea di cose da fare, sempre stanchi e stressati, e quale potrebbe essere l’idea migliore di staccare un attimo la presa, se non facendo meditazione?
Cerchiamo così di creare del tempo per noi stessi, di focalizzarci sul presente, su quello che sta accadendo in questo momento, senza importarci troppo del futuro o del passato. E’ un vivere e un assaporare quello che stiamo facendo. E’ un sentire ed ascoltare noi stessi e anche quello che ci sta intorno.
Attraverso la meditazione l’uomo arriva a uno stato più puro del suo essere, si avvicina di più a quello che è la vera essenza dell’arte, senza concatenazioni del quotidiano, senza ristrettezze.
È un LUI svuotato di ogni cosa ma al momento stesso pieno di purezza.
Ed è in quel momento che affiora la vera creatività. Ed è in quel momento che darò in mano alle persone pennello, matita o tempere, per creare quello che vogliono, per potersi esprimere liberamente.

Qua vicino, a Lolland sono andata a visitare un centro di meditazione buddista, per cercare un confronto con loro sulla la meditazione e per poter apprendere un poco della loro conoscenza per poter così svolgere al meglio il mio evento. L’incontro si è dimostrato essere molto utile, tanto che probabilmente verranno la seconda volta dell’evento ad aiutarmi durante la meditazione, quando le persone contente dal primo evento torneranno, allora avranno un secondo step di meditazione.
E voi, avete mai pensato di fermarvi un attimo, tirare un respiro, meditare, e lasciare scorrere i vostri pensieri?

Sono arrivata esattamente il primo d’ottobre nella grande Copenaghen, per poi trasferirmi in quella che è diventata la mia dimora da circa un mesetto… Nykøbing Falster.

È una cittadina graziosa a sud della Danimarca, al confine quasi con la Germania. Qua ad aspettarmi c’era un appartamento mozzafiato super grande, stile conceptual art e la mia coinquilina Denisa.

Nykøbing F. è una città molto piccola, ottima per rilassarsi, per giri in bici. Il mio lavoro in Culhus è iniziato la settimana seguente al mio arrivo. Ogni settimana abbiamo un meeting per decidere cosa organizzare, e come lavorare. Il mio lavoro in questo mese è stato quello di creare un flyer per un concerto Hip Hop, sto sviluppando una mia idea per creare una sessions di eventi sul binomio tra meditazione e arte e sto montando un video di un evento passato in Fabrikken.

Osservando la città e girando mi sento come uno di quei personaggi enigmatici di James Joyce che scrutano gli abitanti dalla loro finestra della strada.
Mi sto annotando delle stranezze dei Danesi, per esempio il semplice fatto che non hanno le tende nelle case e puoi vedere dentro le abitazioni tranquillamente, o che quando piove non usano l’ombrello, o che i negozi chiudono alle cinque, o che puoi trovare tantissimi frutti tropicali (avocado, mango..) importati ma buonissimi e a prezzi stracciati, o che per incontrare un danese hai bisogno di un appuntamento almeno 10 giorni prima…

La bici è un mezzo usato tantissimo in Danimarca, ci sono tantissimi percorsi per la bici, e percorrendoli s’incontrano i cartelli più disparati, come quelli che t’invitano a stare attenti ai volatili.

La scorsa settimana ho trascorso il week end a Copenaghen… La città è un incontro di culture, ogni passo che fai inciampi in luoghi di cultura, di arte, di storia, e la città si anima in men che non si dica alla sera, e anche qua mi sono meravigliata dell’uso della bici, specialmente dell’accozzaglia di bici parcheggiate in stazione.

Le statistiche dicono che la Danimarca è il paese in cui gli abitanti sono i più felici al mondo, per ora non riesco ancora a capire come sia possibile o quale sia il loro segreto, ma ho ancora altri 8 mesi davanti, e cercherò di scoprirlo!

2014

Sergio - Danimarca

Sergio Tatoli, classe 1987, originario del cremonese, ha deciso di fare i bagagli e avventurarsi nella fredda Danimarca per svolgere il Servizio di Volontariato Europeo presso il centro culturale di Nykøbing, dove già erano stati accolti Damiano e Chiara. Sergio è un ragazzo socievole e aperto, amante della lettura e della natura e siamo certi che da questo punto di vista la Danimarca non lo deluderà!

Noi di Pagine Giovani lo abbiamo incontrato per chiedergli di raccontarci/vi un po’ di sé, spiegare i motivi che lo hanno spinto a partire e le sue aspettative!

"L’anno scorso mi sono laureato in Design degli Interni presso il Politecnico di Milano.
Dopo, fu una lunga estate passata in Italia, con dubbi ed aspettative per il futuro in costante crescendo. Decisi di partire “zaino in spalla” alla volta del Regno Unito, destinazione Londra. Non approfondirò qui i particolari e le emozioni di questa esperienza, ma dirò senz’altro che è stata grandiosa, di un impatto forte, è stata una vera palestra di vita.
Da qui ho ampliato molto le mie conoscenze a livello personale, culturale e linguistico.
La mia conoscenza dello SVE è storia recente, me ne ha parlato un’amica qualche mese fa e mi ci sono precipitato immediatamente.
Trovo sia una grandiosa esperienza, un must per tutti i giovani che non vogliono limitarsi al conosciuto e comodo. La possibilità di entrare in un ambiente diverso da casa, di tutt’altra cultura, di altri suoni e linguaggi ha sicuramente pesato molto sulla mia scelta di provare a farne parte.
In particolare, la decisione geografica è stata dettata per lo più da una grande ammirazione per il sistema a livello sociale e di lavoro che vige in Danimarca appunto.
Generalmente, sono piuttosto insofferente riguardo l’inefficienza e soprattutto quando le cose non funzionano perché non le si vogliono fare funzionare. Nessuna frecciata verso la mia amata patria, leggasi esclusivamente come un’opinione oggettiva.
Dover lavorare in un ambiente stimolante e dovermi occupare di progetti ed eventi nell’ambito artistico e culturale è la mia attuale maggiore aspirazione ed ora è qui ad un passo.
Lo SVE sarà una grande esperienza, lo so.
Vi terrò aggiornati.."

Noi attendiamo impazienti i futuri aggiornamanti!!

Il nostro Sergio ci aggiorna sulle sue impressioni dopo il primo mese di SVE a Nykøbing, tra nuove amicizie e primi progetti!

"Dopo un mese e qualche giornata, ho appunto aspettato il sole per scrivere il secondo capitolo, rieccoci. Dopo il periodo di ambientamento, sono senz’altro felice e piuttosto in armonia qui a Nykøbing Falster. Ho iniziato a lavorare ai primi progetti ed è stato emozionante prendere parte alle riunioni con i colleghi per affrontare tutte le questioni. Credo sicuramente di aver portato un pò di ritmo ed entusiasmo nel lavoro, che ho acquisito in passato a Milano e successivamente a Londra. Sono contento delle relazioni che sto maturando sia in ambito lavorativo, che privato. Sto conoscendo molte persone, nuovi amici e facendo nuove esperienze. Ora sto cercando di stabilizzarmi al meglio per poi poter affrontare la primavera e finalmente l’estate nella tranquillità più assoluta e perchè no iniziare ad esplorare questa magica nazione. Il mondo degli eventi lo trovo molto interessante, soprattutto riuscire a capirne l’organizzazione e poi soprattutto la collaborazione con le altre persone.

Per adesso ho fatto parte della crew in due concerti, entrambi andati molto bene, ho conosciuto le bands, che pazzi! Nel senso buono, ahah! La settimana scorsa ho avuto modo di conoscere persone stupende, venute da tutta europa per fare un workshop in “juggling ed acrobatica”, cose da circo! Ho pure provato con loro qualche trick, molto timidamente, ma sicuramente divertente. Ora è tempo di osservare l’alba, ci sentiremo più avanti, quando la temperatura mi permetterà di indossare le scarpette ed andare a correre come piace a me, into the wild!"

E noi rimaniamo in attesa dei futuri aggiornamenti primaverili!

Sembra passato qualche giorno, da quando atterrato sentii persone parlare una lingua molto diversa dalla mia ed ogni cosa intorno a me pareva funzionare in modo differente da come ero abituato. Invece sono passati ben otto mesi e di esperienze ne ho passate parecchie.

Partendo dall’evento più recente, questo sabato abbiamo organizzato al Kulturfabrikken (uno spazio per giovani a disposizione di Culthus), una festa in nome della cultura africana. È stata una giornata piena di attività, dal workshop dedicato alla pittura, a quello di percussioni con un insegnante africano, venuto ad insegnare e far divertire i partecipanti facendoli provare gli strumenti musicali vari, soprattutto tamburi. Il team di Culthus inoltre, ha preparato una deliziosa cena-buffet con alcune ricette del continente nero che tutti hanno davvero apprezzato. La serata si è conclusa con una band, mista africana-danese che ha suonato per un’ora e mezza circa ed ha fatto ballare il pubblico, per la maggioranza multietnico.

In quest’ultimo periodo, approfittando delle giornate libere e del bel tempo che purtroppo non è sempre prevedibile, ho avuto modo di esplorare con la bicicletta le isole tra le quali Nykøbing è situata, Lolland e Falster. Sono davvero terre semplici, con molti campi da coltivazione e boschi, dove ho potuto accampare con la tenda e godere della natura intorno, compreso un tuffo nel mare.

Ora che la stagione “calda” si è già conclusa e il mio ultimo mese già iniziato, non mi resta altro che dirvi, a presto!

2013

Damiano - Danimarca

Damiano Ferrari è partito il 2 Gennaio per la Danimarca, paese dove resterà sei mesi, grazie al progetto S.V.E. - Servizio Volontario Europeo. Insieme ad altri ragazzi provenienti da tutta Europa partecipa alle attività del centro culturale della città di Nikoebing.

Pagine Giovani lo ha intervistato per scoprire cosa l’ha spinto verso questa avventura, come si è preparato e cosa si aspetta da questa nuova esperienza.

Perchè la Danimarca? "Ho scelto la Danimarca perché mi interessava comprendere la cultura nordica, il rapporto con l’ambiente in cui vivono; mi interessava capire se il “freddo” influisce sulla cultura, sul modo di essere, sull’attitudine della persona. Più di tutto volevo provare a vivere in un paese nordico, provare a sentirmi parte di questo tipo di società, ovviamente con i suoi pregi e difetti rispetto all’idea di città italiana in cui ho vissuto finora.
:_ Vivere in un posto cosi’ poco densamente popolato cambia totalmente la prospettiva del modo in cui si vive la città: la singola persona acquista importanza e sente la sua appartenenza a una certa società trovando il proprio ruolo. Dall’altra parte però c’è il rischio che in questo modo l’individualità crei un guscio, una mancanza di essenziale condivisione con l’esterno.
Voglio inserirmi in questo paesaggio, vedere come mi comporterò, se mi troverò con questo stile di vita."

Cosa ti aspetti da questa esperienza? "Di riuscire, in primis, ad autogestire le mie risorse e quindi sopravvivere da solo in un luogo sicuramente accogliente ma con un costo della vita tra i più alti d’Europa.
Mi aspetto di migliorare i miei mezzi di comunicazione, quindi la lingua inglese, e di imparare la lingua danese per poter mettermi in gioco all’interno di un’Europa sempre più globale. La conoscenza della lingua è sempre più necessaria.
Mi aspetto, più di ogni cosa, di conoscere persone, parlare, condividere esperienze ed infine di trovare l’indicazione giusta per la molteplicità di scelte (si sono tante ma che difficoltà!!) che il futuro presenta."

Che emozioni provi? "Sto bene, al centro culturale hanno molta fiducia in noi volontari e abbiamo sempre qualcosa a cui pensare; possiamo fare molto e sviluppare anche le nostre idee se lo desideriamo. Ho molta libertà nella scelta dei miei compiti, posso dedicarmi alle cose che più mi interessano, come produrre locandine, flyer ed illustrazioni.
Ho conosciuto molte persone anche al di fuori del centro culturale. Grazie alle scuole internazionali qui presenti ho conosciuto molti ragazzi/e da tutta Europa. La difficoltà più grossa, in fatto a relazioni personali, è riuscire a mettersi in contatto con i danesi locali, che sembrano molto chiusi seppur gentili e rispettosi."

Ormai sei partito da più di un mese. Prime impressioni? "La città, nonostante sia molto piccola, non è una città sperduta nel nulla; ha un sacco di potenzialità, alcune ancora da sviluppare molto, come l’integrazione dei giovani nelle attività culturali/ricreative proposte dalla municipalità.
Da notare l’uso della bicicletta, tutte le persone (a qualunque età) preferiscono pedalare che usare la macchina e la città risponde positivamente a questo atteggiamento: ogni strada ha una pista ciclabile tra la carreggiata e il marciapiede. La mentalità degli automobilisti è quella di dare sempre priorità alle bici (davvero una strana sensazione se paragonata alla situazione milanese). Sembra il " paradiso dei ciclisti".
Soprattutto ho come la strana sensazione che tutta la città intorno a me, i servizi sociali e i trasporti, funzionino tutti armonicamente, come tanti precisissimi orologi. Veramente una sensazione mai provata prima d’ora!"

Damiano Ferrari è tornato da pochi giorni da Nykøbing, dove ha trascorso 6 mesi come volontario all’interno del centro culturale della città.

Ecco come racconta la sua esperienza:

"Un’esperienza forte, sicuramente di cambiamento, davvero molto accessibile e che consiglio vivamente se siete interessati a uno sguardo più ampio all’Europa e all’internazionalità. Per quanto mi riguarda sono rimasto molto soddisfatto, ho lavorato in un ambito per me totalmente nuovo, cercando di inserire le mie capacità e i miei interessi nelle necessità del centro culturale ospitante.

L’obiettivo è stato creare e supportare eventi culturali per la comunità locale, attraverso la piattaforma di Culthus. Il mio ruolo è stato rivolto soprattutto alla creazione di elaborati grafici-digitali, come locandine, poster, flyers, per promuovere i nostri eventi all’interno della città e attirare maggiormente l’attenzione dei giovani.

Molto interessante è stato anche il lavoro svolto alla "Fabrikken", una fabbrica recuperata e riadatta alle esigenze e desideri giovanili, quindi dotata di skatepark, parete per l’arrampicata, zona concerti; un luogo molto potente a livello potenziale ma poco sfruttato, che attraverso una migliore gestione e un’operazione di rinnovamento sta diventato sempre più un luogo importante all’interno della vita cittadina.

Il nostro obiettivo, a livello generale, si basava infatti su questo: rivitalizzare la regione intorno a Nykobing, chiamata Lolland-Falster, cercando di trattenere le potenzialità giovanili locali, che sempre più si stanno dirigendo verso la capitale, Copenhagen, lasciando questa vuota di energia.

Gli eventi organizzati sono stati tra i più vari e, in senso buono, “assurdi” che potevo pensare: a partire da serate “speed daiting” a concerti, esposizioni artistiche, tornei di “DogdeBall”, Workshop artistici e sportivi, sfilate di moda; tutte le idee erano ben accolte e il centro culturale era sempre disponibile a creare eventi importanti per la cittadinanza. Un’atmosfera molto bella dove lavorare e soprattutto una grande apertura alle tue idee.

Ho partecipato a un paio di training formativi, dove è stato possibile conoscere gli altri volontari EVS sparsi sul territorio danese e condividere esperienze e pensieri sulla propria attività. Il progetto è stato integrato anche con due scambi internazionali, partecipando attivamente alla preparazione e alla buona riuscita di questi.

Sicuramente è una buona opportunità per migliorare l’uso della lingua inglese, attraverso l’uso quotidiano, e anche di imparare la lingua danese per comprendere discorsi e testi a un livello base, per un miglior rapporto con la cittadinanza.

Ma le competenze che ho sviluppato maggiormente sono quelle sociali e civili, rivolte a una tipologia lavorativa basata sul team-working, quindi lavori collettivi, sia con le altre organizzazioni sul territorio, sia con gli studenti dell’università della città, BLM University, sia con i volontari provenienti dalla città. Quindi gli eventi sviluppati spesso erano il risultato di un lavoro svolto dalla collaborazione di più organizzazioni, di più idee; una sintesi quindi di un lavoro collettivo molto partecipato.

I rapporti personali con la gente locale sono stati, sinceramente, abbastanza difficili da stabilire, ma una volta entrato a far parte della loro vita, questi si rivelano delle esperienze davvero molto sentite. Dall’università della città ho conosciuto davvero un sacco di ragazzi, soprattutto provenienti dal Nord-Est Europa , quindi per me un contatto con una cultura nuova, ovviamente molto formativo a livello personale.

Molto importante è stato il rispetto delle tradizioni e delle differenze culturali, che per quanto possano sembrare strane e alle volte anche in disaccordo con le mie idee, sono parte della società e quindi mantenersi comprensivi è stato ed è, secondo me, essenziale. Ricordarsi di giudicare persone ed esperienze attraverso, non solo il tuo punto di vista, ma con una nuova prospettiva di pensiero.

Obiettivo molto ricercato e anche realizzato è stato voler diventare parte della vita civica della città, avere un ruolo attivo, sentirsi partecipe e utile; quando la gente ti cerca per avere un aiuto nei loro progetti, un po’ ce l’hai fatta.
In ogni caso, straconsigliato a tutti."

Chiara - Danimarca - 2013
Sono già passate due settimane. Il tempo necessario per personalizzare la mia stanza e per conoscere un po’ questa città. Nykobing è una cittadina in un’isola della Danimarca chiamata Falster; la trovo alquanto graziosa, molto ordinata, pulita, in poche parole corrisponde agli standard danesi. Io alloggio in un college studentesco, mi hanno riferito che durante l’anno la vita è piuttosto attiva grazie alle più svariate iniziative studentesche. Dico “mi hanno riferito” perché, attualmente, vige la quiete più assoluta essendo la maggior parte dei ragazzi in vacanza. In aeroporto sono stata accolta da Marina: ha 26 anni, viene dalla Moldavia ed è qui da tre mesi; lavorerà con me al centro culturale di Nykobing, sempre grazie al progetto SVE. Essendo il centro culturale Culthus inanimato per la pausa estiva, Marina ed io ne abbiamo approfittato per vagare in questa piccola ed accogliete città: da anni non maneggiavo soldi che non fossero euro, le corone danesi hanno messo a dura prova la mia pazienta ( per la cronaca: 1€ = 7,44 DKK), i primi acquisti sono stati fatti letteralmente “senza badare a spese”.

Il 3 e il 4 luglio siamo state a Randers, città molto più grande e attiva rispetto a Nikobing: lì si è svolto il training per i giovani che svolgono il loro progetto del SVE in Danimarca.
Il training era principalmente rivolto a chi aveva svolto parte della propria attività, per raccontare e confrontarsi con gli altri. Essendo appena arrivata in terra danese non avevo molto da condividere, inoltre mi metteva a disagio parlare in inglese; fortunatamente, Marina non solo parla perfettamente inglese ma anche italiano: mi è decisamente andata di lusso. È stata una buona occasione per iniziare a conoscere nuove persone: Anna ( italiana ) e Finn ( tedesco ) sono anche loro volontari a Nykobing nel Middle Ages Center. Si tratta di una ricostruzione di un villaggio medievale del 1403 nel quale i visitatori non solo possono osservare le ambientazioni perfettamente ricreate, ma vedere e parlare con gli abitanti di questo antico paese, che svolgono le attività dell’epoca con perfetti costumi medievali.
Ve ne parlo perché, durante questa settimana, Marina ed io abbiamo anche noi indossato i vestiti di lana e il velo sulla testa per vivere in questo posto surreale per due giorni. È stato emozionante, decisamente un altro mondo: pecore, oche, catapulte, archi, pane fatto in casa, artigiani, cavalieri… insomma, non mancava proprio nulla.

Ieri, invece, prima giornata di mare che puoi raggiungere con la bici in 50 minuti. Quasi dimenticavo! Bici ovunque, penso di aver visto più biciclette che macchine, la Danimarca è perfetta per pedalare. Il freddo mar Baltico non mi ha impedito di tuffarmi in acqua. Posso dire di aver letteralmente nuotato fra le meduse; non sono velenose, i danesi trovano divertenti lanciarsele addosso… Il motivo principale per il quale eravamo lì, era assistere all’arrivo di una folla di ragazzi vestiti con gli abiti più assurdi che da Nykobing circa iniziano una marcia verso il mare a ritmo di musica e birra. Una bella atmosfera carnevalesca!

Ciao a tutti!
Sta per terminare anche il quarto mese che mi vede impegnata nel progetto SVE, nel paese più felice della terra (o almeno così ho letto in giro! ).

Adesso vivo in un appartamento in una delle tre rotonde di Nykobing F. ( l’unica circondata da case!); verso metà Settembre ho traslocato qui con Marina ed ho trascorso con lei le ultime sue due settimane. La casa è grande, perfetta per ospitare amici che dall’Italia sono venuti a trovarmi e per organizzare feste! Io e il nuovo EVS l’abbiamo soprannominata la "White House", perchè non c’è niente che non sia bianco qui.

Ad Agosto ho fatto giusto in tempo a vedere Mons Klint (dopo l’estate non è più possibile accedervi), una scogliera di calcare friabile da togliere il fiato, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici che qui in Danimarca si fanno lodare per la loro efficienza! In questo stesso mese è cominciata la scuola: mi sto divertendo molto; per quanto il danese sia una lingua impossibile ( e non esattamente…"melodica") bisogna riconoscere che è soddisfacente riuscire a fare una spesa comunicando in una lingua così diversa dalla tua. Non pensavo di imparare così tanto in soli tre mesi.

Settembre è stato un mese pieno di iniziative: CultHus ha organizzato delle giornate aperte con bellissime attività e concerti. Purtroppo, il problema di questo centro culturale non sono certo le potenzialità che infatti non mancano, ma l’insufficiente promozione degli eventi che ha come risultato una scarsa partecipazione da parte della cittadinza locale.

Il 30 Settembre, la mia Marina ha abbandonato la nostra casa immacolata e in questo stesso giorno è arrivato Daniel, il nuovo EVS dalla Romania. Daniel ha 26 anni ed è qui per cominciare una nuova vita tutta danese. Sì è integrato benissimo nel giro di pochi giorni, conoscendo subito molta gente. Ammetto che inizialmente la convivenza non è stata facile: vivere 24 su 24 insieme ad una persona che non conosci, parlando una lingua che non destreggi bene non è la condizione migliore per gestire una "vita di coppia" ! Ma siamo stati bravi e abbiamo imparato a conoscerci e a rispettarci in fretta.
Ora stiamo lavorando ad un progetto tutto nostro: vi terremo informati!

Notte bianca alla Kulturfabrikken

Ancora due settimane e si torna a casa.
Credo proprio che questo sia l’ultimo aggiornamento.
Vi avevo lasciato accennandovi dell’evento che Daniel ed io abbiamo creato. Il nostro ha preso forma velocemente impegnandoci per tutto il mese di novembre.
Come prima cosa abbiamo presentato il progetto che è stato accolto positivamente da tutto lo staff di CultHus che ci ha lasciato l’assoluta libertà per quanto riguarda la promozione e la gestione dell’evento. Vi spiego in breve di cosa si è trattato: per un’intera notte abbiamo aperto la Kulturfabrikken, uno degli spazi di CultHus nel quale Daniel ed io lavoriamo tre volte alla settimana. La Fabrikken offre un’ampia sala per divertirsi con i roller-blade e lo skate, sala concerti, stanza con pareti per l’arrampicata ed altro ancora. Abbiamo offerto gratuitamente tutto questo nella notte dal 30 Novembre al 1 Dicembre; per valorizzare la presenza dei volontari europei abbiamo preparato per cena piatti tipici dell’Italia e dalla Romania. Non molti ragazzi hanno retto a un’intera notte tra laboratori di Natale, musica, cocktail analcolici ( l’evento coinvolgeva soprattutto giovanissimi tra i 10 e i 16 anni, era stato quindi precedentemente deciso di non servire alcolici), skate e cinema, ma anche questo era stato previsto: la sala concerti si è trasformata per una notte in un dormitorio.
Due giorni intensi per me e Daniel che si sono conclusi con tanta soddisfazione e complimenti!
Che altro aggiungere?
A tra poco Cinisello!

Marta - Grecia

"È stato il mio sogno per anni – per l’esattezza dal momento in cui sono tornata dal mio Erasmus - vivere ad Atene.
È per questo che quando ho deciso di partecipare allo SVE (per tutta una serie di ragioni che sarebbe un po’ complicato riassumere, ma che vanno dal desiderio di fare del volontariato fino alla voglia di avventure) ho scelto di venire qui, anche per poter restituire qualcosa ad un luogo che mi ha regalato davvero tanto.
Ora è quasi una settimana che sono qui e visto che il training inizierà il 22 di settembre io e Iris, la volontaria spagnola con cui condivido progetto e casa, stiamo utilizzando il tempo a nostra disposizione per ambientarci: a onor del vero questo non è particolarmente difficile visto che la città ci offre ogni giorno uno splendido sole e un infinito cielo azzurro, insieme a tutte le sue musiche, davvero tante, e i suoi colori.

L’organizzazione che ci ospita, Civisplus , è molto piccola, ma, a quanto ho potuto vedere fino ad ora, particolarmente attiva se si tiene conto che ci lavorano soltanto cinque persone: hanno in cantiere numerosi progetti e spesso organizzano workshop e seminari.
Ad esempio lunedì arriveranno delegati da associazioni di vari paesi europei per la prima fase di un progetto sulla mobilità all’interno dell’Europa e anche noi parteciperemo: ci è stato infatti spiegato che dobbiamo considerarci membri dell’associazione a tutti gli effetti (e non semplici ospiti) e tutti si stanno facendo in quattro per farci sentire a casa il più possibile, riuscendoci, per quanto mi riguarda.

Fin qui ho parlato di Atene, ma in realtà il luogo dove abitiamo e dove si svolgerà il progetto si chiama più precisamente Korydallòs, un piccolo comune a ovest di Atene, alle pendici del monte Egaleo: il nostro compito sarà prenderci cura di un parco che si trova in mezzo a numerose scuole di ogni grado e che comprende un campo da basket e un piccolo anfiteatro, coinvolgendo i bambini e i ragazzi che vi studiano e più in generale la comunità.

Korydallòs rappresenta perfettamente una della caratteristiche che secondo me rendono Atene così bella: è al tempo stesso metropoli e paesino. Metropoli perché fa parte di un complesso (l’Atene che intendiamo normalmente) che in tutto ha più di cinque milioni di abitanti e un’estensione veramente notevole; paesino perché è fatto di piccole strade alberate, con ulivi e mandarini, è pieno di negozietti e si ha perennemente l’impressione che tutti si conoscano, oltre al fatto che la sera c’è così tanta gente di tutte le età per le strade che sembra sempre ci sia una festa di qualche tipo."

Marta Giannico, partita a settembre per la Grecia, ci aggiorna sui suoi primi mesi, tra albe spettacolari e progetti di migrazione!
"Sono passati sei mesi. Da un lato mi sembra di essere appena partita, dall’altro se penso a tutte le emozioni, le persone, i cambiamenti che questo periodo ha portato è come se stessi qui da una vita.
Adattarsi è stato in realtà meno semplice di quanto avessi immaginato, ma ora le cose vanno bene e le mie giornate sono decisamente piene: tre giorni alla settimana aiuto l’υπηρεσία πρασίνου di Korydallos, cioè i giardinieri che si occupano del verde del comune, per capire come ci si prenda cura di un parco, come piantare o potare. Ancora non mi sono abituata agli orari – si inizia alle 6.30 del mattino – ma il cielo all’alba è spesso talmente bello da ripagare i miei occhi sonnacchiosi, anche perché Korydallos è costruito sul fianco della montagna, abbastanza in alto, così che da molti punti si gode di una vista notevole.

Fare qualcosa di completamente diverso da quanto io abbia mai fatto finora, soprattutto all’inizio, è stato strano, ma ora che comincio a prenderci la mano dà le sue soddisfazioni e mi hanno anche fatto piantare il mio primo albero – che in realtà è una “bella di notte” quindi non proprio un albero ma non è questo l’importante.
Giovedì e venerdì invece partecipo ad un programma che è appena partito, in supporto a famiglie migranti: le mamme fanno lezione di greco, i ragazzi più grandi vengono aiutati nei compiti, mentre io e altre due ragazze teniamo i più piccoli, chiedendoci tutte le volte come sia possibile che abbiano così tanta energia. Per farli divertire le stiamo provando tutte, abbiamo iniziato dalle tempere – che se si vuole mantenere la stanza in condizioni accettabili non sono una buona idea – per arrivare ai palloncini e alla plastilina, ma spesso bastano semplicemente le sedie – che diventano percorsi ad ostacoli – o dei fogli: erano anni che non facevo una barchetta di carta o tagliavo il foglio per creare la forma di un fiocco di neve.
Naturalmente tutto questo non fa sì che non ci si goda il meritato tempo libero: insieme ai volontari delle altre associazioni di Atene stiamo approfittando di quello che la città offre, siano taverne in cui cenare – perché la cucina greca merita davvero – spettacoli teatrali o concerti, aspettando il momento, ormai non così lontano, in cui potremo tornare in spiaggia.
Concludo con un progetto piccolo piccolo, ma di cui vado abbastanza fiera, perché è tutto mio e di Iris: a dicembre abbiamo creato tre alberi di Natale di cartone su cui abbiamo incollato auguri scritti dai bambini di una scuola elementare di Korydallos e li abbiamo portati in un ospedale pediatrico. È stato un gesto più che altro simbolico, ma ci abbiamo messo tutto il nostro impegno – e la nostra scarsa manualità – e gli alberi sono stati molto apprezzati!
Sono passati sei mesi. Ne restano altri sei. L’avventura continua."
Ci ha scritto Marta Giannico per aggiornarci sullo svolgimento del suo SVE ad Atene, dove è esplosa una calda primavera! Buona lettura!
"La primavera ad Atene è la stagione più bella di tutte: fa abbastanza caldo per dimenticarsi delle giacche e, perché no, magari passare una domenica mattina in spiaggia, ma non quel caldo infernale estivo che costringe a rimanere in casa con le tapparelle abbassate. Gli alberi fioriscono e la città si riempie di profumi: all’inizio erano i fiori bianchi delle arance amare che sono ovunque – e che, come ho imparato a mie spese, hanno le spine, ma questa è un’altra storia – e quelli lilla dei glicini, ora ci sono le buganvillee e i gelsomini, i miei preferiti.
Certo, tutto si paga in qualche modo: le piante in questa stagione crescono ad un ritmo che non immaginavo e che rende il lavoro di chi se ne occupa – tra cui ancora per un po’ ci sono anche io – decisamente più faticoso, anche perché 28 gradi non sono un caldo eccessivo, ma se si sta rastrellando erba tagliata si fanno sentire.
In ogni caso è incredibile quanta umanità si possa osservare anche soltanto rimanendo, ad esempio, una mattina intera in una piazza sistemando le aiuole: in un po’ di mesi ormai ho visto infinite mamme che portano a giocare i bambini, innumerevoli anziani che guardano con le mani dietro la schiena dando consigli (non sempre richiesti), qualche candidato consigliere comunale - oltre alle elezioni europee in tutta la Grecia in questo periodo ci sono anche quelle comunali - che viene a presentarsi e a lasciare un biglietto da visita, amanti dei gatti che portano del cibo, signore gentili che ci offrono un caffè e dei dolcetti, una festa gitana, perfino un arresto.
Per il resto tutto procede come al solito; in ufficio sto aiutando con un nuovo progetto che prevede la ricerca di buone pratiche in Europa messe in atto da associazioni che si occupano di disabilità: sto chiamando le varie organizzazioni per invitarle a cooperare al progetto, un’attività che, per me che non amo parlare al telefono con persone che non conosco, rappresenta una discreta sfida, anche perché intendersi in inglese non è sempre semplice – e le risposte positive finora ottenute sono poche – ma insomma, cercare di andare oltre i propri limiti in fondo era uno degli obiettivi alla partenza per cui sono soddisfatta.
Una sfida collettiva invece è cercare di fare/vedere tutto quello che non abbiamo fatto/visto finora, dal momento che per tutti noi volontari di diverse organizzazioni si avvicina la partenza: nonostante l’impiego di buona parte del tempo libero non abbiamo nessuna speranza di farcela, perché ogni volta la lista invece di accorciarsi si allunga… Ma in fondo va bene così, avremo nuovi motivi per tornare!"

Ultimo aggiornamento: 2025-12-16 14:47:04

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta da 1 a 5 stelle la pagina

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà? 1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri