LE VITTIME CIVILI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Dichiarazione di guerra - 10 giugno 1940

Le reazioni dei cittadini di Cinisello Balsamo dopo la dichiarazione di guerra non furono delle più entusiastiche; prevalevano la paura dei giovani destinati ad andare al fronte e la disperazione delle madri. La gente era anche preoccupata per l’insufficienza dei rifugi antiaerei. Furono eseguite prove di difesa antiaerea; a tale proposito una maestra della scuola elementare scriverà sul registro di classe: "il rifugio, come disse l’ufficiale sanitario, è insufficiente".

Le annotazioni delle maestre elementari sono molto preziose per comprendere la situazione di quegli anni di guerra. L’anno scolastico 1940/41 si aprì fortemente segnato dalla partecipazione dell’Italia al conflitto. La maestra Carolina Bolla, nel rivolgere il benvenuto ai ragazzi e ai docenti, pronunciò un discorso che fu riportato nel registro di classe da Teresa Prosar, la maestra della 4^ classe femminile. Leggerlo consente di cogliere lo stato d’animo degli insegnanti dopo soli quattro mesi di guerra. Così annotava nel suo registro: "Trattando l’eroismo dei nostri soldati per terra, per mare e nell’aria la collega ha illustrato gli avvenimenti dal 10 giugno ad oggi. Disse poi: Balilla anche voi dovete combattere questa guerra e lo farete cercando di comportarvi bene, di fare scrupolosamente il vostro lavoro, di essere di consolazione, di conforto e di aiuto ai vostri genitori. Invoca la protezione di Dio per i nostri combattenti e una gloriosa vittoria finale per la nostra grande Patria".

1942

Nel maggio del 1942 un velivolo italiano, tentando un atterraggio di fortuna, urtò il campanile della parrocchiale di Sant’Ambrogio ad nemus e si schiantò sulla piazza principale, allora denominata piazza Vittorio Emanuele. Questa esperienza fu poca cosa in confronto allo sgomento suscitato dal primo grande bombardamento cui venne sottoposta Milano il 24 ottobre dello stesso anno e da quelli che sarebbero seguiti.

Per sfuggire ai bombardamenti molti cittadini di Cinisello Balsamo cercarono di trasferirsi nei paesi di campagna più lontani dalla città; solo negli ultimi tre mesi del 1942 si contarono 512 sfollati, con una progressione che evidenzia l’effetto psicologico dell’ultima incursione su Milano: 1 sola partenza si registra infatti a ottobre, 91 a novembre e ben 420 a dicembre.
Anche a scuola si registrarono mediamente 4 o 5 alunni per classe che si ritiravano dalla scuola, probabilmente per trasferirsi con le famiglie nelle campagne o in luoghi meno soggetti ai bombardamenti.

Caduta del fascismo - 25 luglio 1943

Unica vittima delle giornate immediatamente successive alla caduta del fascismo fu Ferdinando Possenti; le circostanze del suo decesso nulla avevano a che vedere con le manifestazioni di piazza, ma erano piuttosto legate al clima di tensione che aleggiava tra i soldati. Possenti infatti morì “in seguito a ferita d’arma da fuoco, senza sua colpa, e allo stesso arrecata da parte di un militare della Batteria Antiaerea della frazione Cornaggia, Comune di Cinisello Balsamo, la sera del 27 luglio 1943”.

Dall’8 al 16 agosto 1943 Milano fu ripetutamente bombardata: le vittime furono 193 e centinaia le famiglie che si trovarono senza casa. Solo nel mese di agosto altre 371 persone abbandonarono Cinisello Balsamo; nei sei mesi precedenti erano state ben 907 e prima della fine dell’anno ulteriori 211 si avvieranno verso luoghi più sicuri e distanti dagli obiettivi militari e industriali. Tra la metà di aprile e i primi di agosto del 1943 trovarono invece alloggio a Cinisello Balsamo 72 famiglie sfollate, di queste, 67 provenivano da Milano, 3 da Sesto San Giovanni, 1 da Monza e 1 da Genova.

Armistizio - 8 settembre 1943

Dopo un iniziale momento di disorientamento che seguì la firma dell’Armistizio, dall’11 settembre i tecnici militari tedeschi ripresero il controllo della situazione delle fabbriche e i soldati nazisti crearono nelle città e nei paesi un clima di esasperata tensione e di grande paura. Davanti allo stabilimento della Breda, nella stessa giornata, un soldato germanico ferì alla gamba il cinisellese Luigi Vitali, probabilmente nel corso delle prime proteste operaie contro l’inasprimento dei controlli e della disciplina imposti dai nazisti al fine di aumentare la produzione bellica.

Nella mattinata del 12 settembre 1943 i cittadini osservarono attoniti l’arrivo di un primo contingente di tedeschi che si installò nella ex casa della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio). I soldati iniziarono a pattugliare l’abitato; un drappello si diresse verso la cascina Malpensa, percorrendo l’attuale via Monte Grappa. I nazisti avvistarono in un campo un gruppetto di individui che destò qualche sospetto. In realtà si trattava di ragazzi che stavano giocando e che, alla vista dei soldati, presi dal panico, si diedero alla fuga. I tedeschi li scambiarono per sbandati e si gettarono all’inseguimento con le armi in pugno. Tutti riuscirono a raggiungere le proprie case e a mettersi in salvo, diverso purtroppo fu il destino dell’undicenne Giordano Ghezzi che “era quasi alla soglia della propria abitazione e correva nell’intento di riuscire a rifugiarsi, quando un colpo d’arma da fuoco lo ha fulmineamente freddato”. Giordano Ghezzi fu una delle tante vittime innocenti stroncate dal piombo tedesco nei giorni in cui il risentimento nazista verso gli italiani, considerati dei traditori, fu accentuato dalla tensione e dalla paura di dover combattere in un paese divenuto improvvisamente nemico. Il podestà scrivendo al Commissario di Pubblica Sicurezza di Sesto San Giovanni segnalò che "Giordano Ghezzi, residente in via Monte Grappa 24, figlio di padre ignoto e di Rosa Ghezzi, era un bravissimo ragazzo che riusciva molto bene a scuola, di buon carattere e di intelligenza molto sveglia tanto l’Opera Maternità e Infanzia l’aveva proposto per fargli continuare gli studi dato che prometteva molto bene". Giordano Ghezzi avrebbe dovuto essere il sostegno per la madre.

Maestre e alunni dovettero affrontare grossi problemi organizzativi e logistici, infatti già dal 28 novembre 1943, a causa dell’occupazione tedesca della scuola, un’insegnante segnalava la necessità di sdoppiare una classe. Nel registro annotava come i bambini fossero diventati timorosi dei locali scolastici, ma che dopo lo spostamento delle classi nell’asilo venivano più volentieri a scuola.

Già verso la fine del 1943 e nei primi mesi del 1944, è possibile trovare nei registri delle maestre elementari tracce del malcontento delle famiglie nei confronti del regime e della guerra in cui il fascismo aveva trascinato l’Italia.

1944

Alle ore 22.30 del 4 settembre 1944 suonò la sirena d’allarme a Cinisello Balsamo, come oramai accadeva di frequente; la gente rimase nelle proprie case, provvedendo subito a controllare che l’oscuramento fosse completo. Si ascoltava il lontano rombo dei velivoli, se ne valutava la distanza e poi si sperava che le bombe risparmiassero le abitazioni, anche se la vicinanza di obiettivi militari e industriali non poteva lasciare tranquilli.
Alle 22.45 l’abitato di Balsamo fu squassato da alcune esplosioni, provenienti dalla zona di via Cadorna, che danneggiarono gravemente una villetta; all’interno venne rinvenuto il corpo senza vita della diciannovenne Alda Corti, uccisa da una scheggia che le squarciò il torace. La Corti era casalinga e abitava al numero civico 4 di via Cadorna.
Ricorda Franco Confalonieri (sfollato da Milano, abitava a Cinisello presso i familiari in via Milano, nelle abitazioni antistanti la Falegnameria Confalonieri): "Eravamo a letto e abbiamo sentito il rumore assordante di Pippo che volava a bassa quota sopra le case; subito dopo ci fu una forte esplosione in via Cadorna, a pochi metri da casa mia. Era stata colpita una piccola palazzina che venne in parte distrutta. La giovane Alda Corti stava dormendo quando la casa fu mitragliata. Pochi istanti dopo ho scattato una fotografia della palazzina distrutta".
Pippo era il nome con cui venivano popolarmente chiamati gli aerei da caccia notturna che compivano solitarie incursioni nel nord Italia. Arrivavano in volo radente per evitare la contraerea, sganciando bombe o mitragliando.
Per lo stesso bombardamento furono ferite due persone, giudicate non gravi: Luigia Pellegrini, che presentava una lacerazione da scheggia al fianco sinistro, e Mario Vailati, che aveva una leggera ferita al petto.

L’impressione fu enorme. Il giorno seguente il Fascio cittadino inviò un rapporto alla Prefettura richiamando l’attenzione anche sui danni causati alla ex Casa della G.I.L. e alla Scuola di Avviamento Professionale Reginaldo Giuliani e richiedendo con urgenza l’invio di esperti artificieri in quanto “negli immediati dintorni del fabbricato Corti si notano diverse buche nel terreno prodotte da bombe che si ritiene esplose, ma della cui totale esplosione non si ha certezza”.

Fu richiesto con forza di potenziare il sistema d’allarme che non solo veniva azionato in ritardo, ma aveva anche un’efficienza scadente, tant’è che spesso risultava difficoltoso distinguere il piccolo dal grande allarme, una carenza che non poteva più essere tollerata in una cittadina che veniva a trovarsi con frequenza sempre maggiore nella “zona di operazioni militari”. Solo il 20 ottobre 1944 le istanze avanzate dal podestà Giuseppe Francaviglia furono accolte: un nuovo impianto di allarme, collegato direttamente con quello dello stabilimento Pirelli alla Cornaggia, fu appositamente installato sul tetto di villa Casati. Venne stipulato un accordo tra l’Amministrazione comunale e la Società Pirelli, la quale si impegnò a fornire il personale per azionare la sirena d’allarme, personale al quale sarebbero state corrisposte l.300 lire mensili da parte dell’Amministrazione comunale.

Quello stesso giorno la nuova sirena di villa Casati inaugurò la sua attività lanciando il segnale del grande allarme e lo stesso fecero quelle delle fabbriche sestesi; in quel momento alla Breda il federale Vincenzo Costa stava parlando agli operai. Uno stormo di aerei sorvolò la folla e sganciò il suo tragico potenziale distruttivo sui vicini capannoni della stessa Breda e su quelli della Pirelli, ripetendo più volte il passaggio. Le vittime della Breda furono 10 di cui uno di Cinisello Balsamo: Carlo Sponchioni e una trentina alla Pirelli, tra cui 6 di Cinisello Balsamo: Angelo Parolini, Secondo Frecchiami, Ferdinando Colombo, Luigi Poloni, Maria Caimi e Fiorina Spinelli.

Un’altra cittadina di Cinisello Balsamo morì quel mese a causa dei bombardamenti. Il 28 ottobre del 1944 Giovanna Morocutti spirò all’ospedale di Vimercate per le ferite riportate in seguito del mitragliamento del treno Monza-Bergamo. La Morocutti viveva con la figlia al Borgo Crocetta, il marito, Pietro Bulfon, dall’11 aprile 1944 era stato precettato per il lavoro in Germania. Fu uno dei molti casi per cui veniva chiesto un sussidio al Comune per il sostentamento delle famiglie più colpite dalla guerra.

La gente era spaventata dai continui allarmi. Di notte era il solitario Pippo a imperversare per i cieli della provincia, mitragliando ogni cosa che si muoveva o ogni luogo da cui proveniva un bagliore di luce; di giorno erano le squadriglie di cacciabombardieri che, ormai poco impegnate dalla contraerea nazifascista, bombardavano e mitragliavano ferrovie, ponti, industrie e colonne militari.

Il 15 novembre 1944 il Comando germanico di Monza ordinò ai Comuni di organizzare il servizio di segnalazione della presenza di aerei nemici operanti a bassa quota lungo l’autostrada Milano-Bergamo, nel tratto del territorio comunale di competenza. Il servizio fu attivato verso la fine di novembre del 1944 e dall’inizio del 1945 vennero ultimate le misure di protezione antiaerea lungo l’autostrada con la costruzione di trincee antischegge e di posti di decentramento per gli autoveicoli.
La Prefettura repubblicana di Milano emetteva degli attestati che erano dei lasciapassare per le persone addette al servizio di segnalazione di aerei nemici. L’intestatario era autorizzato a circolare nelle ore di coprifuoco, portando con sé il lasciapassare unitamente a un bracciale bianco. Si trattava solitamente di soldati congedati o di guardie. Lo stipendio era di 60 lire giornaliere, 65 per i coniugati e 70 per i graduati.
Alla percezione del rumore degli aerei in lontananza il segnalatore doveva dare l’avviso ai veicoli transitanti mediante lo sventolio di bandierine bianche; i veicoli fermati dovevano essere avvisati del pericolo e consigliati di occultarsi alla vista degli aerei, deviando negli stabiliti posti di decentramento per autoveicoli. Era vietato in modo assoluto fermarsi in colonna di due, tre o più veicoli sulle strade principali e all’interno delle vie del paese. I veicoli militari e civili, che per esigenze di servizio non si fermavano, dovevano essere solo avvisati del pericolo. Questa attività di segnalazione iniziava all’alba e terminava alle ore 24; nelle ore notturne i veicoli dovevano essere fermati con l’imposizione di spegnere i fari.

Gli alunni delle scuole, spaventati, disertavano le lezioni e preferivano starsene a casa per paura dei continui allarmi aerei. Gli insegnanti, a loro volta chiaramente sconvolti, sembravano quasi volersi giustificare quando annotavano che le classi erano decimate e confessavano di "non avere il coraggio di rimproverare i ragazzi per le reiterate assenze".

1945

Nei primi due mesi del 1945 l’aviazione angloamericana compì numerose incursioni su Milano e sui distretti vicini, coinvolgendo anche Cinisello Balsamo.

Il 3 gennaio del 1945 Adele Austoni in Chiappa fu ferita in seguito a mitragliamento di aereo nemico nei pressi della sua abitazione di via Binella 7, in un lasso di tempo per cui non era stato segnalato lo stato d’allarme. La donna fu ricoverata all’ospedale civile di Monza. La famiglia della Austoni, che era madre di nove figli e moglie di un operaio della Falck, ricevette per la Befana del 1945 un sussidio di 5000 lire.

Il 10 gennaio 1945 durante un’incursione aerea sulla ditta Siliam di Musocco fu ucciso l’autista Pasquale Presezzi. Lasciò la moglie e due figli minorenni. Il Comune concesse gratuitamente il funerale civile.

Il giorno successivo, l’11 gennaio, verso le 13.30, dopo un sorvolo sul territorio del Comune, l’attenzione di un pilota si concentrò su un gruppo di tende e di carri nella grande piazza centrale: si trattava del Circo Firenze. Scambiatoli per un convoglio militare, il pilota sorvolò a bassa quota l’abitato, mitragliando ripetutamente il tendone e i carri. A nulla valse l’intervento coraggioso di don Battista Testa che agitò in mezzo alla piazza un panno bianco nel vano tentativo di far comprendere all’aviatore il grave errore. Al termine dell’incursione fu lo stesso sacerdote a dare gli ultimi conforti umani e religiosi alla ventenne Ermenegilda Riva, figlia del proprietario del circo, mentre la gente accorreva in aiuto di due altre circensi rimaste ferite: Ofelia e Cosetta Riva. Le due donne, dopo la medicazione, poterono tornare in famiglia. Per sicurezza fu sgomberata la piazza dalle carovane del circo che vennero alloggiate sotto porticati privati. Infine, il Comune concorse alle spese funerarie per Ermenegilda Riva, concedendo gratuitamente il trasporto funebre.

Lo stesso giorno, circa alla stessa ora, ci fu un mitragliamento in località Robecco, sul viale Sesto San Giovanni-Monza. In quell’occasione morì il conducente di un motocarrozzino del quale non fu possibile accertare le generalità in quanto la salma venne immediatamente trasportata a Monza prima che arrivassero gli agenti comunali.

Il 30 gennaio 1945 Iole Brambilla morì in seguito a un mitragliamento aereo nei pressi di Bollate; con lei c’era la madre Enrichetta Stucchi che rimase ferita. Le donne abitavano in via Regina Margherita; Iole, che non era sposata, faceva la sarta. Era una persona stimata, dedita alla famiglia e al bene dei poveri. Il suo funerale fu seguito da tutta la popolazione di Balsamo.

Il 19 febbraio 1945, alle ore 22, furono sganciate due bombe dirompenti in località Binella, a circa sessanta metri dalla casa dei fratelli Berna, denominata casa San Saturnino. Le bombe scoppiarono in aperta campagna provocando la rottura parziale dei vetri della casa, ma non ci furono danni alle persone.

Il 14 marzo 1945 il podestà segnalò nuovamente alla Prefettura che a causa degli ultimi bombardamenti molte famiglie avevano abbandonato le proprie abitazioni per trovare scampo in zone più tranquille.

Il 12 aprile 1945, verso le ore 1.30, fu bombardato parte del territorio comunale e alcune bombe caddero nella proprietà della Società Ovocultura Valmonte, sul vialone di Monza e all’inizio della strada Binella che dal vialone per Monza arrivava a Balsamo La Valmonte lamentò molti danni: la distruzione parziale della concimaia in cemento armato, di circa venti metri di cinta in rete metallica, di paletti di ferro per rete metallica, l’abbattimento di una trentina di piante da frutta, la rottura di ottantacinque vetri.

Per questo, come per tutti gli altri casi, il podestà Giuseppe Francaviglia doveva avvisare l’ Ufficiale di Servizio del Comitato Provinciale di protezione antiaerea, segnalando danni a cose e persone indicandone i nominativi.

La guerra stava per terminare e anche le apprensioni per il timore dei bombardamenti. Nel tardo pomeriggio del 24 aprile giunse l’ordine di insurrezione, fissata per le ore 14 del giorno seguente.

Seconda guerra mondiale: elenco delle vittime civili di Cinisello Balsamo

1942

Carloni Ornella - Capo d’Istria (Jugoslavia), 18 febbraio 1920, residente a Borgo Crocetta 8. Nubile di professione impiegata. Deceduta il 24 ottobre 1942 al Policlinico di Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo su Milano.

1943

Ferdinando Possenti - Ucciso il 27 luglio 1943 da un militare della Batteria Antiaerea della frazione Cornaggia, Cinisello Balsamo.

Ghezzi Giordano - Milano, 9 settembre 1932, residente in via Montegrappa 24. Ucciso il 12 settembre 1943 sulla porta di casa dai nazisti.

1944

Corti Alda - Balsamo, 8 dicembre 1924, residente in via Cadorna 4. Nubile. Casalinga. Deceduta il 4 settembre 1944 a Cinisello Balsamo, presso la sua abitazione, in seguito a un mitragliamento aereo.

Caimi Maria - Cinisello, 15 luglio 1901, residente in via Monte Santo 7. Coniugata, aveva un figlio. Gommaia presso la Pirelli. Deceduta il 20 ottobre 1944 alla Pirelli Bicocca Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Colombo Ferdinando - Cornate D’Adda (Mb), 19 novembre 1914, residente in via Milano 25. Coniugato senza figli. Operaio presso la Pirelli Bicocca. Deceduto il 20 ottobre 1944 alla Pirelli Bicocca Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Frecchiami Secondo - Treviglio (Bg), 2 aprile 1908, residente in via Umberto I, 2. Coniugato senza figli. Operaio presso la Pirelli Bicocca. Deceduto il 20 ottobre 1944 alla Pirelli Bicocca Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Parolini Angelo - Mezzago (Mb), 14 aprile 1930, residente in via Risorgimento 4. Celibe. Gommaio alla Pirelli Bicocca. Deceduto il 20 ottobre 1944 alla Pirelli Bicocca Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Poloni Luigi - Nembro (Bg), 15 agosto 1909, residente a Borgo Crocetta 9. Coniugato, aveva due figli. Gommaio alla Pirelli Bicocca. Deceduto il 20 ottobre 1944 alla Pirelli Bicocca Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Spinelli Fiorina - Balsamo, 1 ottobre 1896, residente in via Verdi 1. Coniugata, aveva un figlio, Giussani Francesco, disperso in Russia. Operaia alla Pirelli Bicocca. Deceduta il 20 ottobre 1944 alla Pirelli Bicocca Milano per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Sponchioni Carlo - Vaiano Cremasco (Cr), 29 dicembre 1906, residente in via Risorgimento 33. Coniugato senza figli. Operaio alla Breda. Deceduto il 20 ottobre 1944 al Campo di Aviazione Breda di Sesto San Giovanni per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Morocutti Giovanna - Treppo Grande (Ud), 22 maggio 1901. Coniugata, aveva una figlia. Casalinga. Deceduta il 28 ottobre 1944 all’ospedale di Vimercate per le ferite riportate in seguito a un mitragliamento al treno della linea Monza-Bergamo.

1945

Presezzi Pasquale - Trezzo sull’Adda (Mi), 6 gennaio 1900. Coniugato, aveva due figli. Autista presso la ditta Siliani. Deceduto il 10 gennaio 1945 per le ferite riportate in seguito a un bombardamento su Milano.

Riva Ermenegilda - Suvereto (Li), 26 dicembre 1924. Figlia del proprietario del Circo Firenze. Deceduta l’11 gennaio 1945 all’ospedale di Monza per le ferite riportate in seguito a un mitragliamento avvenuto in piazza Vittorio Emanuele (oggi piazza Gramsci) a Cinisello Balsamo, dove in quei giorni il Circo era installato.

Cavalieri Manasse Luigi - Codigoro (Fe), 8 gennaio 1902, residente in via Garibaldi 14. Coniugato, aveva due figli. Operaio presso la Breda. Deceduto il 12 gennaio 1945 al Campo di Aviazione Breda di Sesto San Giovanni per le ferite riportate in seguito a un bombardamento aereo.

Brambilla Iole - Balsamo, 23 maggio 1909, residente a Cinisello Balsamo in via Regina Margherita. Nubile, di professione sarta. Deceduta il 30 gennaio 1945 a Bollate (Mi) per le ferite riportate in seguito a un mitragliamento aereo.

Vai alla scheda: "Seconda guerra mondiale" - i monumenti alle vittime delle guerre.

Vai alla scheda: "Le vittime della seconda guerra mondiale".

Vai alla scheda: "La situazione alimentare a Milano e a Cinisello Balsamo durante la seconda guerra mondiale".

I bombardamenti aerei su Milano


GALLERIA FOTOGRAFICA

Cinisello Balsamo, 29 agosto 1940, alloggiamento delle truppe nella Scuola Cornaggia

Cinisello Balsamo, conferenza sul tema della protezione antiaerea

Cinisello Balsamo, ordinanza sull’oscuramento totale

Distribuzione di maschere antigas

Camion dell’U.N.P.A. (Unione Nazionale Protezione Antiaerea)

Oscuramento dei fanali di un’automobile

Cinisello Balsamo, il pass del personale che doveva segnalare lungo l’autostrada l’arrivo di aerei

Esercitazioni della contraerea nei pressi di Milano

Cinisello Balsamo, batteria antiaerea nella frazione Cornaggia. Il cardinale Schuster, alla presenza di don Piero Carcano, parroco della chiesa di San Martino di Balsamo e di alcuni uomini della MDICAT, benedisce la scultura della madonna posta a protezione della città

Cartello segnalatore in caso di allarme aereo

Cartello segnalatore in caso di strada interrotta da crateri di bomba o da cumuli di macerie

Indicazione di un rifugio antiaereo

Rifugio antiaereo della Breda

Cartello propagandistico

Cartello propagandistico

Cartello propagandistico

Cartello propagandistico

Cartello propagandistico

Bombardiere Wellington in volo

Bombardamenti aerei

Giugno 1940, effetti del primo bombardamento aereo sulle case di Monza al confine con Cinisello Balsamo

Un ferito raccolto dopo un bombardamento

20 ottobre 1944, ricognizione area su Breda e Pirelli

Milano, danni in viale Monza dopo il bombardamento del 20 ottobre 1944

Danni alla Pirelli dopo il bombardamento del 20 ottobre 1944

Lo stabilimento Pirelli visto da via Fara

Milano, 20 ottobre 1944, la scuola di Gorla distrutta

Milano, 20 ottobre 1944, i bambini della Scuola di Gorla uccisi dalle bombe

Il 20 ottobre 1944, Franco Confalonieri fotografa dall’abitazione di Cinisello in via Milano, il fumo che sale dalla Scuola di Gorla appena bombardata.

Milano, 20 ottobre 1944, i bambini della Scuola di Gorla uccisi dalle bombe

Milano, distruzioni dopo un bombardamento

Milano, la gente rimasta senza tetto dopo i bombardamenti

Milano, piazza Fontana distrutta

Milano, Teatro alla Scala

Milano, Pinacoteca di Brera

Alda Corti

L’abitazione di Alda Corti in via Cadorna subito dopo essere stata mitragliata.

Cimitero di Balsamo, Secondo Frecchiami

Cimitero di Balsamo, Luigi Poloni

Luigi Poloni

Cimitero di Balsamo, Fiorina Spinelli

Fiorina Spinelli

Cimitero di Cinisello, Carlo Sponchioni

Carlo Sponchioni

Cimitero di Balsamo, Giovanna Morocutti

Giovanna Morocutti

Cimitero di Cinisello. Pasquale Presezzi

Pasquale Presezzi

Cimitero Cinisello, Luigi Cavalieri Manasse

Luigi Cavalieri Manasse

Cimitero di Balsamo, Iole Brambilla

Iole Brambilla