Io sono Ubik. Prima che l’universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamano Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno.
Ubik, Philip K. Dick
Ubik è la sostanza sfuggente di cui è fatta la letteratura in senso più generale. In esso è possibile cogliere rinvii allo Hawthorne speculativo e metafisico di molti racconti, al Poe delle burle scientifiche o delle esplorazioni oltre i confini della morte, al Mark Twain del Great Dark.
Ubik è lo spazio immenso del linguaggio letterario, che Dick paradossalmente recupera nel corpo degradato di un romanzo letterario, scoprendolo o coprendolo con la fitta trama di citazioni o di rinvii più o meno espliciti, che possono andare dal linguaggio biblico ad Alice nel paese delle meraviglie, dallo Shakespeare del Riccardo III al Tolkien dello Hobbit, evocato da Ella, un’abitante della Middle Earth dickiana.
Carlo Pagetti
L’incontro si terrà in biblioteca, alle ore 21.00, in presenza al 1° piano – area ragazzi – e con collegamento on line alla piattaforma zoom.
La partecipazione al gruppo di lettura del giovedì è aperta a tutti, anche a chi non ha partecipato agli incontri precedenti, a chi non ha letto il libro e vuole soltanto ascoltare.
Per partecipare in modalità on line e ricevere link e passcode di accesso a zoom inviare una mail a: gruppoletturagiovedi@virgilio.it
Luogo
Il Pertini . piano 1 . area ragazzi