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Aggiornamenti da Fernando da Villa Nova de Gaia

Sono Fernando, da circa tre mesi sono a Villa Nova de Gaia come volontario SVE. Sono ormai a metà di questa esperienza, e posso dire che si sta rivelando molto importante per me, come speravo.

Uno dei motivi principali per cui, alcuni mesi fa, mi sono candidato per questo progetto è stato il bisogno di vivere e lavorare per un periodo all’estero, e posso dire che il Portogallo è un Paese perfetto in cui vivere un’esperienza come questa: qui si respira una tranquillità poco nota a noi italiani, lo stress è praticamente inesistente, e si tratta di una nazione piena di colore (anche in senso letterale, grazie alle facciate variopinte e ai fantasiosi asulejos), di arte e di musica, con numerosissimi eventi culturali di ogni tipo (sono colpito specialmente dall’abbondanza di festival di musica e arti performative, che permettono a chiunque di vivere esperienze artistiche di altissimo livello senza dover pagare alcun biglietto, come ad esempio il festival Imaginarios, che per tre giorni ha popolato il centro storico di Santa Maria da Feira di performance di strada, e che per un amante del teatro come me è stato un vero e proprio paese dei balocchi); in particolare Porto, con cui Gaia forma quasi un unico centro urbano, è una città estremamente viva, ricca di concerti, spettacoli, workshop, associazioni, artisti di strada, e così via, oltre a essere architettonicamente e paesaggisticamente un gioiello.

Altro motivo per cui ho intrapreso quest’avventura è il mio interesse per l’impiego delle arti nell’educazione, e il progetto a cui ho preso parte ha come tema l’educazione non formale. In questi mesi ho lavorato in due istituti scolastici, pressappoco una scuola media e una superiore, dove ho potuto impiegare le mie competenze teatrali in attività rivolte a ragazzi e adolescenti, il che ha costituito un’occasione per sperimentare nuove tecniche ed esercizi, vedere i risultati, la curiosità e il divertimento nei giovanissimi partecipanti, e testare e migliorare le mie capacità didattiche.
Adesso lavoro con i bambini, che sono impegnati in attività ricreative per l’estate, e si tratta di un lavoro impegnativo e di una certa responsabilità, ma che, se fatto con il cuore, può dare grande soddisfazione.

C’è un altro elemento che rende lo SVE bello e importante: si tratta dei training (in genere sono due, uno all’inizio e uno a metà del servizio di volontariato) organizzati dalla National Agency per i volontari presenti in tutto il territorio nazionale. Per alcuni giorni si vive, insieme ad altri ragazzi provenienti da tutta Europa, un’intensa esperienza di educazione non formale (stavolta dalla parte del fruitore), in cui si impara molto, si riflette sul proprio progetto e sullo SVE nei suoi vari aspetti, e si conoscono tante persone nuove, con le quali si riesce a entrare in confidenza molto velocemente grazie all’attività di gruppo.

Non nego che nel corso dello SVE ci possano essere momenti di conflitto o di dubbio e sconforto, ma se li si affrontano con energia e con voglia di fare non solo li si superano, ma diventano ulteriori sfide personali che contribuiscono alla propria crescita.
Per questi e altri motivi posso dire che questo tipo di esperienza può dare tanto e crea le condizioni per crescere da un punto di vista umano e lavorativo, conoscersi meglio, e anche divertirsi, e consiglio a tutti di provarla, magari proprio in Portogallo.

Data ultima modifica: 1 agosto 2018

Sono Fernando, da circa tre mesi sono a Villa Nova de Gaia come volontario SVE. Sono ormai a metà di questa esperienza, e posso dire che si sta rivelando molto importante per me, come speravo.

Uno dei motivi principali per cui, alcuni mesi fa, mi sono candidato per questo progetto è stato il bisogno di vivere e lavorare per un periodo all’estero, e posso dire che il Portogallo è un Paese perfetto in cui vivere un’esperienza come questa: qui si respira una tranquillità poco nota a noi italiani, lo stress è praticamente inesistente, e si tratta di una nazione piena di colore (anche in senso letterale, grazie alle facciate variopinte e ai fantasiosi asulejos), di arte e di musica, con numerosissimi eventi culturali di ogni tipo (sono colpito specialmente dall’abbondanza di festival di musica e arti performative, che permettono a chiunque di vivere esperienze artistiche di altissimo livello senza dover pagare alcun biglietto, come ad esempio il festival Imaginarios, che per tre giorni ha popolato il centro storico di Santa Maria da Feira di performance di strada, e che per un amante del teatro come me è stato un vero e proprio paese dei balocchi); in particolare Porto, con cui Gaia forma quasi un unico centro urbano, è una città estremamente viva, ricca di concerti, spettacoli, workshop, associazioni, artisti di strada, e così via, oltre a essere architettonicamente e paesaggisticamente un gioiello.

Altro motivo per cui ho intrapreso quest’avventura è il mio interesse per l’impiego delle arti nell’educazione, e il progetto a cui ho preso parte ha come tema l’educazione non formale. In questi mesi ho lavorato in due istituti scolastici, pressappoco una scuola media e una superiore, dove ho potuto impiegare le mie competenze teatrali in attività rivolte a ragazzi e adolescenti, il che ha costituito un’occasione per sperimentare nuove tecniche ed esercizi, vedere i risultati, la curiosità e il divertimento nei giovanissimi partecipanti, e testare e migliorare le mie capacità didattiche.
Adesso lavoro con i bambini, che sono impegnati in attività ricreative per l’estate, e si tratta di un lavoro impegnativo e di una certa responsabilità, ma che, se fatto con il cuore, può dare grande soddisfazione.

C’è un altro elemento che rende lo SVE bello e importante: si tratta dei training (in genere sono due, uno all’inizio e uno a metà del servizio di volontariato) organizzati dalla National Agency per i volontari presenti in tutto il territorio nazionale. Per alcuni giorni si vive, insieme ad altri ragazzi provenienti da tutta Europa, un’intensa esperienza di educazione non formale (stavolta dalla parte del fruitore), in cui si impara molto, si riflette sul proprio progetto e sullo SVE nei suoi vari aspetti, e si conoscono tante persone nuove, con le quali si riesce a entrare in confidenza molto velocemente grazie all’attività di gruppo.

Non nego che nel corso dello SVE ci possano essere momenti di conflitto o di dubbio e sconforto, ma se li si affrontano con energia e con voglia di fare non solo li si superano, ma diventano ulteriori sfide personali che contribuiscono alla propria crescita.
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