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La pratica psicomotoria

L’attività Psicomotoria non si realizza attraverso proposte di attività da “far fare” ai bambini, ma si configura come la fruizione di uno spazio-tempo-materiale in cui il bambino abbia modo di vivere, attraverso l’esperienza corporea, la propria naturale dinamica psicologica.
Nella fascia d’età fino ai 3 anni, il bambino vive un’esplosione motoria legata alla conquista di autonomia nella deambulazione e alla crescente sicurezza nel proprio corpo.
Tutta la sua esperienza sarà caratterizzata dalla ricerca di contrasti primari (apparire-scomparire, dentro-fuori, equilibrio-caduta, ecc.); l’attività psicomotoria ha lo scopo di offrire, in un clima di massima sicurezza e piacere, la ricerca di tutte queste esperienze e la loro integrazione.
Alla base dell’esperienza Psicomotoria sta il piacere di agire , perché solo se ci si trova in un contesto di piacere, si offre l’occasione per la trasformazione, il cambiamento e l’evoluzione.
La situazione psicomotoria ha spazi, tempi e materiali propri, riservati a questo contesto.
Le regole sono poche: non farsi male e non fare male agli altri bambini.
Lo spazio è costituito di tre luoghi fondamentali: lo spazio del gioco tonico-emozionale, con cuscini di gomma piuma e materassini; lo spazio del gioco senso-motorio, con uno scivolo, una scaletta per salire, una spalliera bassa e un piano rialzato da cui saltare; lo spazio per le costruzioni e il disegno. A questi luoghi si aggiunge quello per il rituale di accoglienza e di saluto finale, costituito da una moquette.
Gli spazi per l’accoglienza, per il gioco senso-motorio e tonico-emozionale sono già pronti prima dell’ingresso dei bambini e mantengono le stesse caratteristiche durante tutte le sedute (è il bambino a dare origine alla trasformazione-propria e dello spazio-, non l’adulto); lo spazio per le costruzioni e il disegno (pensato per una presa di distanza dalla forte emozione vissuta durante il gioco corporeo) invece, viene allestito al termine dell’esperienza corporea (lo spazio non lo consente, ma per bambini di questa età sarebbe opportuno lasciarlo sempre a disposizione, perché la distinzione da corporeo e cognitivo non è ancora definita).
I tempi seguono un rituale preciso: alcuni minuti per il momento dell’accoglienza sono necessari per ricordare le regole e dire i nomi di bambini e adulti presenti; un lungo momento per il gioco corporeo (30/45 minuti) libero e spontaneo; viene anticipato il momento di fine dei giochi corporei (cinque minuti prima della fine si avvertono i bambini); e un tempo dedicato alle costruzioni o al disegno di circa 15 minuti (dipende dal tempo di attenzione dei bambini)- per i bambini più piccoli si sostituiscono questi materiali rappresentativi con un rituale di chiusura come un girotondo o una canzoncina.
Tutto il tempo dedicato all’attività psicomotoria aiuta e sostiene il bambino nel suo percorso naturale dal corpo alla mente, dall’azione al pensiero.

Data ultima modifica: 2 agosto 2017

L’attività Psicomotoria non si realizza attraverso proposte di attività da “far fare” ai bambini, ma si configura come la fruizione di uno spazio-tempo-materiale in cui il bambino abbia modo di vivere, attraverso l’esperienza corporea, la propria naturale dinamica psicologica.
Nella fascia d’età fino ai 3 anni, il bambino vive un’esplosione motoria legata alla conquista di autonomia nella deambulazione e alla crescente sicurezza nel proprio corpo.
Tutta la sua esperienza sarà caratterizzata dalla ricerca di contrasti primari (apparire-scomparire, dentro-fuori, equilibrio-caduta, ecc.); l’attività psicomotoria ha lo scopo di offrire, in un clima di massima sicurezza e piacere, la ricerca di tutte queste esperienze e la loro integrazione.
Alla base dell’esperienza Psicomotoria sta il piacere di agire , perché solo se ci si trova in un contesto di piacere, si offre l’occasione per la trasformazione, il cambiamento e l’evoluzione.
La situazione psicomotoria ha spazi, tempi e materiali propri, riservati a questo contesto.
Le regole sono poche: non farsi male e non fare male agli altri bambini.
Lo spazio è costituito di tre luoghi fondamentali: lo spazio del gioco tonico-emozionale, con cuscini di gomma piuma e materassini; lo spazio del gioco senso-motorio, con uno scivolo, una scaletta per salire, una spalliera bassa e un piano rialzato da cui saltare; lo spazio per le costruzioni e il disegno. A questi luoghi si aggiunge quello per il rituale di accoglienza e di saluto finale, costituito da una moquette.
Gli spazi per l’accoglienza, per il gioco senso-motorio e tonico-emozionale sono già pronti prima dell’ingresso dei bambini e mantengono le stesse caratteristiche durante tutte le sedute (è il bambino a dare origine alla trasformazione-propria e dello spazio-, non l’adulto); lo spazio per le costruzioni e il disegno (pensato per una presa di distanza dalla forte emozione vissuta durante il gioco corporeo) invece, viene allestito al termine dell’esperienza corporea (lo spazio non lo consente, ma per bambini di questa età sarebbe opportuno lasciarlo sempre a disposizione, perché la distinzione da corporeo e cognitivo non è ancora definita).
I tempi seguono un rituale preciso: alcuni minuti per il momento dell’accoglienza sono necessari per ricordare le regole e dire i nomi di bambini e adulti presenti; un lungo momento per il gioco corporeo (30/45 minuti) libero e spontaneo; viene anticipato il momento di fine dei giochi corporei (cinque minuti prima della fine si avvertono i bambini); e un tempo dedicato alle costruzioni o al disegno di circa 15 minuti (dipende dal tempo di attenzione dei bambini)- per i bambini più piccoli si sostituiscono questi materiali rappresentativi con un rituale di chiusura come un girotondo o una canzoncina.
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