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Formazione delle candidature

Elettorato passivo
Sono eleggibili alla carica di sindaco e di consigliere comunale tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Repubblica.
I cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti in Italia, in occasione delle consultazioni comunali, possono candidarsi solo alla carica di consigliere comunale e non a quella di sindaco. (Il D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 197 e succ. modificazioni)
Si fa presente che oltre all’Italia fanno parte dell’Unione europea i seguenti Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna (Regno Unito), Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Repubblica di Malta, Repubblica Slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia ed Ungheria. I cittadini dell’Unione Europea, quindi, senza cittadinanza Italiana, che intendono presentare la propria candidatura alla carica di Consigliere Comunale, (le cariche di Sindaco e Vice Sindaco sono riservate ai cittadini italiani), devono produrre in aggiunta alla documentazione richiesta dal D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, e dalla Legge 25 marzo 1993, n. 81 e successive modificazioni, i seguenti documenti:
a) una dichiarazione contenente l’indicazione della cittadinanza, l’attuale residenza e l’indirizzo nello Stato di origine;
b) un attestato con data non anteriore a tre mesi, rilasciato dalla autorità amministrativa competente dello Stato membro di origine, dal quale risulti che non sono decaduti dal diritto di eleggibilità;
c) qualora il candidato comunitario non sia già iscritto nelle liste aggiunte del Comune di Cinisello Balsamo, deve far domanda d’iscrizione nelle predette liste aggiunte nei termini stabiliti dall’art. 3 comma 1, del D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 197 e succ. modifiche, cioè non oltre il quinto giorno dall’affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali.

Incandidabilità e ineleggibilità
Non possono candidarsi alla carica di sindaco e di consigliere comunale coloro che hanno riportato condanne definitive o che hanno patteggiato la pena per determinati tipi di reato (artt. 10, 12 e 15 del D.Lgs. 235/2012). L’eventuale elezione di coloro che si trovano in una di tali condizioni di incandidabilità è nulla.
La legge prevede poi una serie di cause di ineleggibilità nei confronti di particolari categorie di soggetti che, in ragione dell’ufficio o dell’incarico ricoperto, possono trovarsi in condizione di vantaggio nella competizione elettorale (artt. 60 e 61 D.Lgs. 267/2000, per i militari art. 1487 D.Lgs. 66/2010).
Le cause di ineleggibilità possono essere rimosse nei termini e con le modalità previste dalle citate disposizioni.

Altre cause ostative alla candidatura – Divieto di terzo mandato
Devono, inoltre, essere tenute presenti le seguenti cause ostative alla candidatura (art. 56 del D-Lgs. 267/2000);

  • nessuno può essere candidato alla carica di sindaco in più di un comune;
  • nessuno può accettare la candidatura a consigliere comunale in più di una lista nello stesso comune, né in più di due comuni qualora le elezioni si svolgano nello stesso giorno;
  • chi già ricopre la carica di consigliere in un comune non può candidarsi alla medesima carica in altri comuni;
  • chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è, allo scadere del mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche; è consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie (art. 51 del D.Lgs. 267/2000).

Incompatibilità
La carica di consigliere comunale è incompatibile con quella di consigliere comunale di altro comune (art. 65 del D.Lgs. 267/2000).
Nel caso in cui il medesimo soggetto si sia candidato contemporaneamente alla carica di consigliere in due comuni e sia stato eletto in entrambi, dovrà optare scegliendo in quale dei due enti esercitare il mandato (art. 57 del D.Lgs. 267/2000).
La legge prevede inoltre una serie di cause di incompatibilità con le cariche di sindaco e consigliere comunale, che si fondano sulla necessità di evitare che l’eletto possa trovarsi in conflitto di interessi con l’ente locale (art. 63 del D.Lgs. 267/2000).
Queste cause non rilevano al momento della presentazione delle candidature e non invalidano l’elezione, ma impongono all’eletto di optare, entro termini perentori, tra il mandato elettivo e la carica incompatibile con il mandato.

Data ultima modifica: 9 febbraio 2018

Elettorato passivo
Sono eleggibili alla carica di sindaco e di consigliere comunale tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Repubblica.
I cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti in Italia, in occasione delle consultazioni comunali, possono candidarsi solo alla carica di consigliere comunale e non a quella di sindaco. (Il D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 197 e succ. modificazioni)
Si fa presente che oltre all’Italia fanno parte dell’Unione europea i seguenti Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna (Regno Unito), Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Repubblica di Malta, Repubblica Slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia ed Ungheria. I cittadini dell’Unione Europea, quindi, senza cittadinanza Italiana, che intendono presentare la propria candidatura alla carica di Consigliere Comunale, (le cariche di Sindaco e Vice Sindaco sono riservate ai cittadini italiani), devono produrre in aggiunta alla documentazione richiesta dal D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, e dalla Legge 25 marzo 1993, n. 81 e successive modificazioni, i seguenti documenti:
a) una dichiarazione contenente l’indicazione della cittadinanza, l’attuale residenza e l’indirizzo nello Stato di origine;
b) un attestato con data non anteriore a tre mesi, rilasciato dalla autorità amministrativa competente dello Stato membro di origine, dal quale risulti che non sono decaduti dal diritto di eleggibilità;
c) qualora il candidato comunitario non sia già iscritto nelle liste aggiunte del Comune di Cinisello Balsamo, deve far domanda d’iscrizione nelle predette liste aggiunte nei termini stabiliti dall’art. 3 comma 1, del D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 197 e succ. modifiche, cioè non oltre il quinto giorno dall’affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali.

Incandidabilità e ineleggibilità
Non possono candidarsi alla carica di sindaco e di consigliere comunale coloro che hanno riportato condanne definitive o che hanno patteggiato la pena per determinati tipi di reato (artt. 10, 12 e 15 del D.Lgs. 235/2012). L’eventuale elezione di coloro che si trovano in una di tali condizioni di incandidabilità è nulla.
La legge prevede poi una serie di cause di ineleggibilità nei confronti di particolari categorie di soggetti che, in ragione dell’ufficio o dell’incarico ricoperto, possono trovarsi in condizione di vantaggio nella competizione elettorale (artt. 60 e 61 D.Lgs. 267/2000, per i militari art. 1487 D.Lgs. 66/2010).
Le cause di ineleggibilità possono essere rimosse nei termini e con le modalità previste dalle citate disposizioni.

Altre cause ostative alla candidatura – Divieto di terzo mandato
Devono, inoltre, essere tenute presenti le seguenti cause ostative alla candidatura (art. 56 del D-Lgs. 267/2000);

  • nessuno può essere candidato alla carica di sindaco in più di un comune;
  • nessuno può accettare la candidatura a consigliere comunale in più di una lista nello stesso comune, né in più di due comuni qualora le elezioni si svolgano nello stesso giorno;
  • chi già ricopre la carica di consigliere in un comune non può candidarsi alla medesima carica in altri comuni;
  • chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è, allo scadere del mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche; è consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie (art. 51 del D.Lgs. 267/2000).

Incompatibilità
La carica di consigliere comunale è incompatibile con quella di consigliere comunale di altro comune (art. 65 del D.Lgs. 267/2000).
Nel caso in cui il medesimo soggetto si sia candidato contemporaneamente alla carica di consigliere in due comuni e sia stato eletto in entrambi, dovrà optare scegliendo in quale dei due enti esercitare il mandato (art. 57 del D.Lgs. 267/2000).
La legge prevede inoltre una serie di cause di incompatibilità con le cariche di sindaco e consigliere comunale, che si fondano sulla necessità di evitare che l’eletto possa trovarsi in conflitto di interessi con l’ente locale (art. 63 del D.Lgs. 267/2000).
Queste cause non rilevano al momento della presentazione delle candidature e non invalidano l’elezione, ma impongono all’eletto di optare, entro termini perentori, tra il mandato elettivo e la carica incompatibile con il mandato.

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