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Lettera aperta alla cittadinanza: Accogliere è una responsabilità istituzionale

30 maggio 2017

Nelle scorse settimane, insieme a circa 80 sindaci della Città Metropolitana, ho firmato l’accordo con la Prefettura per un nuovo modello di accoglienza, un protocollo per la distribuzione equilibrata e sostenibile dei migranti che può servire a superare gli attuali centri d’accoglienza.

L’iniziativa ha scatenato polemiche, a cui si sono aggiunte anche affermazioni gravi e violente che hanno colpito nella sfera personale me e altre colleghe.

Viste le inaspettate conseguenze, ho ritenuto opportuno scrivere una lettera aperta alla città per motivare la scelta. E’ un invito a non alimentare il clima di odio che produce solo violenza e non porta a soluzioni.

La firma del Protocollo è, innanzitutto, a salvaguardia dei Comuni che lo hanno sottoscritto poichè permetterà di avere un ruolo nelle decisioni e di sentirsi coinvolti nel percorso di accoglienza, ottenendo una importante riduzione del 50% della quota dei richiedenti asilo prevista dal Piano ministeriale.
L’accordo firmato ha lo scopo di distribuire al meglio i migranti sul territori, per evitare grosse concentrazioni.
I Comuni che non lo hanno sottoscritto non saranno esentati ed esclusi dall’accoglienza dei richiedenti asilo e non avranno la riduzione della quota.

L’accoglienza è una responsabilità istituzionale, la nostra è una scelta di solidarietà senza confini. Non è possibile rimanere indifferenti davanti a tante persone in fuga dai Paesi d’origine, tra cui moltissimi bambini, che, per cercare rifugio, lasciano affetti e perdono la vita.

D’altra parte, posso comprendere la preoccupazione di molti sulle tante difficoltà che comporta questo lungo e faticoso percorso di integrazione.

Ma in questi casi è importante fermarsi ad ascoltare e comprendere le ragioni.

A Cinisello Balsamo da qualche anno sono presenti dei profughi, ad oggi 70. Questi giovani non hanno mai rappresentato un problema, sono seguiti dalle associazioni del Terzo Settore e sono coinvolti in lavori socialmente utili.
La firma del protocollo prevede l’arrivo di altre 30 persone richiedenti asilo: un numero che non può certo essere considerato un’invasione! Anche loro seguiranno un percorso di integrazione in collaborazione con alcune realtà del territorio, non saranno a carico dei Comuni e quindi neanche dei contribuenti.

Si tratta dunque di una scelta in continuità che conferma la capacità di progettualità e la solidarietà che la nostra città da sempre sa esprimere.
La città, in questi anni, non è rimasta indifferente e ha costruito una risposta corale di accoglienza: le comunità parrocchiali e le associazioni aderenti al Tavolo Povertà si sono mobilitate per offrire gli aiuti necessari.

Di fronte all’entità del bisogno non ci si aspetterebbe reazioni negative ma, al contrario, il desiderio di contribuire ciascuno nel proprio piccolo, anche solo nell’evitare di cavalcare l’onda del malcontento.

Ci auguriamo che il nostro impegno possa essere, se non necessariamente condiviso, almeno compreso nelle motivazioni. Un impegno che si fonda essenzialmente sul valore unico della persona e sul diritto fondamentale della dignità dell’uomo.

Il Sindaco
Siria Trezzi

30 maggio 2017

Nelle scorse settimane, insieme a circa 80 sindaci della Città Metropolitana, ho firmato l’accordo con la Prefettura per un nuovo modello di accoglienza, un protocollo per la distribuzione equilibrata e sostenibile dei migranti che può servire a superare gli attuali centri d’accoglienza.

L’iniziativa ha scatenato polemiche, a cui si sono aggiunte anche affermazioni gravi e violente che hanno colpito nella sfera personale me e altre colleghe.

Viste le inaspettate conseguenze, ho ritenuto opportuno scrivere una lettera aperta alla città per motivare la scelta. E’ un invito a non alimentare il clima di odio che produce solo violenza e non porta a soluzioni.

La firma del Protocollo è, innanzitutto, a salvaguardia dei Comuni che lo hanno sottoscritto poichè permetterà di avere un ruolo nelle decisioni e di sentirsi coinvolti nel percorso di accoglienza, ottenendo una importante riduzione del 50% della quota dei richiedenti asilo prevista dal Piano ministeriale.
L’accordo firmato ha lo scopo di distribuire al meglio i migranti sul territori, per evitare grosse concentrazioni.
I Comuni che non lo hanno sottoscritto non saranno esentati ed esclusi dall’accoglienza dei richiedenti asilo e non avranno la riduzione della quota.

L’accoglienza è una responsabilità istituzionale, la nostra è una scelta di solidarietà senza confini. Non è possibile rimanere indifferenti davanti a tante persone in fuga dai Paesi d’origine, tra cui moltissimi bambini, che, per cercare rifugio, lasciano affetti e perdono la vita.

D’altra parte, posso comprendere la preoccupazione di molti sulle tante difficoltà che comporta questo lungo e faticoso percorso di integrazione.

Ma in questi casi è importante fermarsi ad ascoltare e comprendere le ragioni.

A Cinisello Balsamo da qualche anno sono presenti dei profughi, ad oggi 70. Questi giovani non hanno mai rappresentato un problema, sono seguiti dalle associazioni del Terzo Settore e sono coinvolti in lavori socialmente utili.
La firma del protocollo prevede l’arrivo di altre 30 persone richiedenti asilo: un numero che non può certo essere considerato un’invasione! Anche loro seguiranno un percorso di integrazione in collaborazione con alcune realtà del territorio, non saranno a carico dei Comuni e quindi neanche dei contribuenti.

Si tratta dunque di una scelta in continuità che conferma la capacità di progettualità e la solidarietà che la nostra città da sempre sa esprimere.
La città, in questi anni, non è rimasta indifferente e ha costruito una risposta corale di accoglienza: le comunità parrocchiali e le associazioni aderenti al Tavolo Povertà si sono mobilitate per offrire gli aiuti necessari.

Di fronte all’entità del bisogno non ci si aspetterebbe reazioni negative ma, al contrario, il desiderio di contribuire ciascuno nel proprio piccolo, anche solo nell’evitare di cavalcare l’onda del malcontento.

Ci auguriamo che il nostro impegno possa essere, se non necessariamente condiviso, almeno compreso nelle motivazioni. Un impegno che si fonda essenzialmente sul valore unico della persona e sul diritto fondamentale della dignità dell’uomo.

Il Sindaco
Siria Trezzi

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