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SHEY e ARIANNA, volontarie del Servizio Civile al Centro Culturale Il Pertini

Arianna e Sheymaa (ormai per tutti Shey) hanno 22 e 23 anni, sono di Cinisello Balsamo e da ottobre 2016 stanno svolgendo Servizio Civile all’interno del Centro Culturale Il Pertini.

Sono molto diverse le strade della vita che le hanno portate a intraprendere il lavoro di bibliotecarie. Da una parte c’è Arianna, che conosceva già questo tipo di tirocinio grazie ad amici e conoscenti che l’avevano concluso, e sapeva che un’esperienza nel tempo prestabilito di un anno poteva fare al caso suo, oltre al fatto di essere sempre stata attratta dall’ambiente bibliotecario.
Dall’altra c’è Shey, che dopo un colloquio di lavoro non andato a buon fine stava cercando rifugio tra i libri de Il Pertini quando, alterata, ha tirato un calcio ad un pouf. Il destino ha voluto che spuntasse da sotto un volantino di promozione del Servizio Civile.

La vita del Centro Culturale è divisa a metà, ci raccontano le ragazze, "c’è un "dentro" e un "fuori"". Il "dentro" inizia qualche ora prima dell’apertura al pubblico, con le attività di back office: Arianna e Shey si occupano già dalla prima mattinata dalla gestione dell’interprestito in entrata e in uscita, preparando le scatole con i libri, i periodici, cd e dvd interessati dai movimenti che successivamente ritirerà l’addetto al trasporto. Allo stesso modo, devono ritirare e ricollocare i testi "che tornano a casa" dalle altre biblioteche.
Predispongono poi il materiale prenotato dagli utenti del Pertini nelle altre biblioteche.
Nel momento in cui la biblioteca apre si aggiungono altri compiti: smistare i libri che vengono riconsegnati dagli utenti e rimetterli negli appositi scaffali suddividendoli in ordine alfabetico; periodicamente, inoltre, devono rivedere i testi posti nella sezione "Novità" del primo terra, e ricollocarli nelle apposite sezioni quando non sono più tali.

Nel pomeriggio inizia il "fuori", nonchè le attività di front office al banco, a diretto contatto con l’utenza.
Queste sono quelle che preferisce Arianna, anche se l’ideale per lei è affiancarle a compiti più particolari che escono dalla routine quotidiana, e il supporto che sta dando in questo periodo al lavoro di revisione e selezione dei libri da eliminare dagli scaffali ne è un esempio.
Shey preferisce invece alternare il lavoro di back e front office, perchè "non riesce a stare tanto tempo ferma in un posto". Ci racconta infatti che il rapporto con l’utenza è fatto di sorrisi e pazienza, ma che dopo quattro ore questo diventa stressante, e ha bisogno di isolarsi dalla caoticità del piano terra.
Le ragazze spiegano poi che al Pertini ogni piano è un mondo a sé stante, diverso sistematicamente l’uno dall’altro: si passa dall’area ragazzi che ha un ordine tutto suo, a quella della musica, più tranquilla, ma animata dalle richieste più disparate degli utenti.

A proposito delle esigenze degli utenti, un bibliotecario deve essere pronto a tutto. La prima chiamata a cui Shey ha risposto, ad esempio, riguardava la ricerca disperata di un articolo costituzionale che tutelasse il diritto di una donna di tenere un animale domestico in un condominio. Domanda a cui Shey ha saputo prontamente rispondere, suggerendo che una ricerca su internet avrebbe fatto al caso suo.
Un bibliotecario, inoltre, deve essere attento a tutto ciò che capita intorno, ed essere dotato di una buona dose di tenerezza. Un altro aneddoto che ci racconta Shey, infatti, riguarda una bimba che ha visto piangere di fronte al box delle restituzioni perchè voleva qualche libro da buttarci dentro, come aveva appena fatto il fratello: lei ha recuperato una pila casuale di libri per accontentare la piccola e farli gettare nel box (nonostante fossero da "ripescare" un attimo dopo per ricollocarli).

Le ragazze valutano positivamente l’ambiente di lavoro. Si sentono ascoltate e accolte dai superiori quando hanno un’idea nuova o un progetto da proporre, e trovano molto efficace la presenza di più di un referente all’interno della struttura, così che possano avere un rapporto più diretto e vicino con il personale del servizio.
Hanno stretto dei buoni rapporti anche con il resto dei colleghi di Servizio Civile (15 in tutto!): hanno imparato a conoscere il carattere e le esigenze di tutti, e sono in procinto di organizzare degli incontri tra di loro per conoscersi meglio e organizzarsi. Insomma, dicono le ragazze, “si è creato un bel gruppo”.

Arianna e Shey sono incerte riguardo a quello che vorrebbero fare in futuro. Ad Arianna piacerebbe molto continuare a lavorare in una struttura organizzata come la biblioteca, anche se è consapevole di quanto sia difficile accedere alle posizioni lavorative. Shey, dall’altra parte, ha scoperto che lavorare in squadra e a contatto con le persone è qualcosa che la soddisfa molto, anche se si discosta dalle sue precedenti esperienze lavorative e di studio, durante i quali svolgeva compiti più "solitari". Il Servizio Civile, inoltre, sta permettendo loro di imparare ad approcciarsi con diversi tipi di persone nel modo più adatto, competenza che non si può comprendere e apprezzare fino in fondo quando si sta dall’altra parte del banco prestiti.

Auguriamo una buona continuazione ad Arianna e Shey, e che il loro percorso sia sempre pieno di sorrisi, attenzione e gentilezza, davanti e dietro il banco prestiti!

Arianna e Sheymaa (ormai per tutti Shey) hanno 22 e 23 anni, sono di Cinisello Balsamo e da ottobre 2016 stanno svolgendo Servizio Civile all’interno del Centro Culturale Il Pertini.

Sono molto diverse le strade della vita che le hanno portate a intraprendere il lavoro di bibliotecarie. Da una parte c’è Arianna, che conosceva già questo tipo di tirocinio grazie ad amici e conoscenti che l’avevano concluso, e sapeva che un’esperienza nel tempo prestabilito di un anno poteva fare al caso suo, oltre al fatto di essere sempre stata attratta dall’ambiente bibliotecario.
Dall’altra c’è Shey, che dopo un colloquio di lavoro non andato a buon fine stava cercando rifugio tra i libri de Il Pertini quando, alterata, ha tirato un calcio ad un pouf. Il destino ha voluto che spuntasse da sotto un volantino di promozione del Servizio Civile.

La vita del Centro Culturale è divisa a metà, ci raccontano le ragazze, "c’è un "dentro" e un "fuori"". Il "dentro" inizia qualche ora prima dell’apertura al pubblico, con le attività di back office: Arianna e Shey si occupano già dalla prima mattinata dalla gestione dell’interprestito in entrata e in uscita, preparando le scatole con i libri, i periodici, cd e dvd interessati dai movimenti che successivamente ritirerà l’addetto al trasporto. Allo stesso modo, devono ritirare e ricollocare i testi "che tornano a casa" dalle altre biblioteche.
Predispongono poi il materiale prenotato dagli utenti del Pertini nelle altre biblioteche.
Nel momento in cui la biblioteca apre si aggiungono altri compiti: smistare i libri che vengono riconsegnati dagli utenti e rimetterli negli appositi scaffali suddividendoli in ordine alfabetico; periodicamente, inoltre, devono rivedere i testi posti nella sezione "Novità" del primo terra, e ricollocarli nelle apposite sezioni quando non sono più tali.

Nel pomeriggio inizia il "fuori", nonchè le attività di front office al banco, a diretto contatto con l’utenza.
Queste sono quelle che preferisce Arianna, anche se l’ideale per lei è affiancarle a compiti più particolari che escono dalla routine quotidiana, e il supporto che sta dando in questo periodo al lavoro di revisione e selezione dei libri da eliminare dagli scaffali ne è un esempio.
Shey preferisce invece alternare il lavoro di back e front office, perchè "non riesce a stare tanto tempo ferma in un posto". Ci racconta infatti che il rapporto con l’utenza è fatto di sorrisi e pazienza, ma che dopo quattro ore questo diventa stressante, e ha bisogno di isolarsi dalla caoticità del piano terra.
Le ragazze spiegano poi che al Pertini ogni piano è un mondo a sé stante, diverso sistematicamente l’uno dall’altro: si passa dall’area ragazzi che ha un ordine tutto suo, a quella della musica, più tranquilla, ma animata dalle richieste più disparate degli utenti.

A proposito delle esigenze degli utenti, un bibliotecario deve essere pronto a tutto. La prima chiamata a cui Shey ha risposto, ad esempio, riguardava la ricerca disperata di un articolo costituzionale che tutelasse il diritto di una donna di tenere un animale domestico in un condominio. Domanda a cui Shey ha saputo prontamente rispondere, suggerendo che una ricerca su internet avrebbe fatto al caso suo.
Un bibliotecario, inoltre, deve essere attento a tutto ciò che capita intorno, ed essere dotato di una buona dose di tenerezza. Un altro aneddoto che ci racconta Shey, infatti, riguarda una bimba che ha visto piangere di fronte al box delle restituzioni perchè voleva qualche libro da buttarci dentro, come aveva appena fatto il fratello: lei ha recuperato una pila casuale di libri per accontentare la piccola e farli gettare nel box (nonostante fossero da "ripescare" un attimo dopo per ricollocarli).

Le ragazze valutano positivamente l’ambiente di lavoro. Si sentono ascoltate e accolte dai superiori quando hanno un’idea nuova o un progetto da proporre, e trovano molto efficace la presenza di più di un referente all’interno della struttura, così che possano avere un rapporto più diretto e vicino con il personale del servizio.
Hanno stretto dei buoni rapporti anche con il resto dei colleghi di Servizio Civile (15 in tutto!): hanno imparato a conoscere il carattere e le esigenze di tutti, e sono in procinto di organizzare degli incontri tra di loro per conoscersi meglio e organizzarsi. Insomma, dicono le ragazze, “si è creato un bel gruppo”.

Arianna e Shey sono incerte riguardo a quello che vorrebbero fare in futuro. Ad Arianna piacerebbe molto continuare a lavorare in una struttura organizzata come la biblioteca, anche se è consapevole di quanto sia difficile accedere alle posizioni lavorative. Shey, dall’altra parte, ha scoperto che lavorare in squadra e a contatto con le persone è qualcosa che la soddisfa molto, anche se si discosta dalle sue precedenti esperienze lavorative e di studio, durante i quali svolgeva compiti più "solitari". Il Servizio Civile, inoltre, sta permettendo loro di imparare ad approcciarsi con diversi tipi di persone nel modo più adatto, competenza che non si può comprendere e apprezzare fino in fondo quando si sta dall’altra parte del banco prestiti.

Auguriamo una buona continuazione ad Arianna e Shey, e che il loro percorso sia sempre pieno di sorrisi, attenzione e gentilezza, davanti e dietro il banco prestiti!

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