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Via Martiri Palestinesi, il Sindaco risponde: “Aggiungeremo la data sulla targa per evitare equivoci e spiegare che si fa riferimento alla strage di Sabra e Chatila”

20 aprile 2017

Nessuna motivazione antisemita e discriminatoria nella scelta toponomastica di intitolare una via cittadina ai Martiri Palestinesi. La decisione risale all’ottobre del 1982 quando era sindaco Virgilio Canzi; fu proposta dalla commissione toponomastica e votata all’unanimità da tutte le forze politiche in Consiglio comunale sull’onda emotiva provocata dal massacro di Sabra e Chatila avvenuto qualche settimana prima, tra il 16 e il 18 settembre 1982 a danno di migliaia di civili. Un episodio che suscitò forte clamore e sdegno e scosse molte coscienze. In quel periodo si decise di intitolare tre nuove vie a personaggi illustri e una ad un episodio di drammatica attualità”.
E’ questa la risposta del sindaco Siria Trezzi alla polemica sollevata da Andrea Jarach, presidente di Keren Hayesod Italia Onlus, secondo il quale il nome della via celebrerebbe i terroristi e non i martiri. Un polemica che in pochi giorni ha fatto il giro del web.

Comprendo bene che il termine “martire” è improprio ma va contestualizzato. Ci stiamo riferendo ad una scelta di 30 anni fa, allora non ci si riferiva certo al termine Shahid, tcon il quale negli anni si sono definiti i combattenti/attentatori suicidi palestinesi. – ha aggiunto il sindaco –. Valuteremo cosa fare. Non è semplice cambiare il nome ad una via in cui risiedono oggi 516 persone ed è in fase di assegnazione un nuovo complesso edilizio. La sostituzione comporterebbe un disagio e un danno economico per gli abitanti. Una soluzione potrebbe essere quella di aggiungere la data della strage per evitare ogni equivoco”.

Siamo in ogni caso disponibili ad un incontro per trovare insieme un accordo, invitiamo l’associazione ad un confronto, anche se ci saremmo aspettati altre modalità di comunicazione e non un attacco scatenato sul web – ha poi proseguito Siria Trezzi -. La nostra città ha sempre dimostrato di essere rispettosa. La presenza di un Istituto scolastico dedicato ad Anna Frank, i monumenti, le pietre commemorative a tutti deportati e i numerosissimi incontri di riflessioni proposti anche in occasione del Giorno della Memoria attestano la nostra attenzione e premura nei confronti del popolo ebraico”.

20 aprile 2017

Nessuna motivazione antisemita e discriminatoria nella scelta toponomastica di intitolare una via cittadina ai Martiri Palestinesi. La decisione risale all’ottobre del 1982 quando era sindaco Virgilio Canzi; fu proposta dalla commissione toponomastica e votata all’unanimità da tutte le forze politiche in Consiglio comunale sull’onda emotiva provocata dal massacro di Sabra e Chatila avvenuto qualche settimana prima, tra il 16 e il 18 settembre 1982 a danno di migliaia di civili. Un episodio che suscitò forte clamore e sdegno e scosse molte coscienze. In quel periodo si decise di intitolare tre nuove vie a personaggi illustri e una ad un episodio di drammatica attualità”.
E’ questa la risposta del sindaco Siria Trezzi alla polemica sollevata da Andrea Jarach, presidente di Keren Hayesod Italia Onlus, secondo il quale il nome della via celebrerebbe i terroristi e non i martiri. Un polemica che in pochi giorni ha fatto il giro del web.

Comprendo bene che il termine “martire” è improprio ma va contestualizzato. Ci stiamo riferendo ad una scelta di 30 anni fa, allora non ci si riferiva certo al termine Shahid, tcon il quale negli anni si sono definiti i combattenti/attentatori suicidi palestinesi. – ha aggiunto il sindaco –. Valuteremo cosa fare. Non è semplice cambiare il nome ad una via in cui risiedono oggi 516 persone ed è in fase di assegnazione un nuovo complesso edilizio. La sostituzione comporterebbe un disagio e un danno economico per gli abitanti. Una soluzione potrebbe essere quella di aggiungere la data della strage per evitare ogni equivoco”.

Siamo in ogni caso disponibili ad un incontro per trovare insieme un accordo, invitiamo l’associazione ad un confronto, anche se ci saremmo aspettati altre modalità di comunicazione e non un attacco scatenato sul web – ha poi proseguito Siria Trezzi -. La nostra città ha sempre dimostrato di essere rispettosa. La presenza di un Istituto scolastico dedicato ad Anna Frank, i monumenti, le pietre commemorative a tutti deportati e i numerosissimi incontri di riflessioni proposti anche in occasione del Giorno della Memoria attestano la nostra attenzione e premura nei confronti del popolo ebraico”.

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