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DALLA SARDEGNA ALLA CINA. La tragedia della guerra, la nostalgia del paese nelle lettere di un marinaio sardo

E’ il 1936. Un ragazzo di vent’anni, Giovanni Deidda, lascia Isili, il paese in provincia di Cagliari, nell’interno della Sardegna, dove è cresciuto e si arruola in Marina per vedere il mondo. A bordo dell’incrociatore Montecuccoli sotto il comando di Alberto Da Zara, parteciperà alla crociera in Estremo Oriente. Cina, Australia, Giappone, Indocina: Paesi e modi di vivere straordinariamente diversi da tutto ciò che aveva conosciuto fino a quel momento, sfilano davanti ai suoi occhi curiosi e attenti. Conoscerà anche gli orrori della guerra: prima la guerra sino-giapponese, della quale è testimone, poi la seconda guerra mondiale. E proprio la guerra se lo porterà via, nel 1942, disperdendo nel nulla tutto il bagaglio di esperienze, speranze e progetti accumulati in quei sei anni in giro per il mondo.
La sorte di Giovanni è simile a quella di tanti altri, di migliaia di giovani della sua generazione, tant’è che la sua vicenda incrocia, anche se in modo indiretto, le vicende altrettanto drammatiche di alcuni cittadini di Cinisello Balsamo.
La mostra ripercorre le tappe del suo viaggio, illustrate dalle fotografie che egli ha scattato e raccolto e da brani delle lettere che puntualmente inviava alla famiglia, alle quali fanno da controcanto passi della biografia dell’Ammiraglio Da Zara, che quegli stessi eventi descrive con altre parole e altro sguardo. Ma nelle lettere Giovanni ritorna, anche ripetutamente, con il cuore alla sua Sardegna, alle feste di paese e ai momenti cruciali della vita contadina: il raccolto del grano, la vendemmia, la tosatura delle pecore. Questi richiami alla quotidianità del suo villaggio sono stati spunto per cercare analogie e differenze con la vita quotidiana di quegli anni a Cinisello Balsamo che, allora, era anch’esso un paese fondamentalmente agricolo.

Resto molto scontento nel sapere tutto ciò che avete da fare e non potervi dare una mano d’aiuto, in certi momenti mi viene una rabbia che non ne posso più, speriamo arrivi presto questo santo giorno di essere finalmente libero, ma per ora mi tocca invidiarvi.
Napoli, 24 novembre 1942

Questo è ciò che scriveva Giovanni Deidda nell’ultima lettera alla famiglia; perse la vita pochi giorni dopo, il 4 dicembre 1942, a seguito di un bombardamento che colpì l’incrociatore Montecuccoli.

DALLA SARDEGNA ALLA CINA
La tragedia della guerra, la nostalgia del paese nelle lettere di un marinaio sardo

Narrazione fotografica a cura di: Giuseppe Tocco ed Elena Montani Tocco}}

Sabato 12 novembre 2016 – ore 16

La mostra è visitabile presso il Pertini fino a domenica 20 novembre - negli orari di apertura del Centro culturale

Intervengono:
Giuliana Franchini – docente presso la Facoltà di Storia dell’Università di Genova e cofondatrice dell’Archivio Ligure di Scrittura Popolare
Sandro Ghiani – responsabile del Sistema Bibliotecario Sarcidano – Barbagia di Seulo

Coordina:
Giuseppe Tocco - AMIS Circolo E. Lussu, nipote di Giovanni Deidda

Sarà presente l’assessore alle Politiche culturali Andrea Catania

A cura di: AMIS (Alleanza Milanese Immigrati Sardi) Circolo E. Lussu e FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia)
Con il patrocinio di: Comune e Biblioteca di Isili e Archivio Ligure della Scrittura Popolare
Si ringrazia: Oneiros Teatro e Amici del Pertini e di Villa Ghirlanda
Coordinamento: Centro Documentazione Storica}}}

PDF - 460.6 Kb
Manifesto

E’ il 1936. Un ragazzo di vent’anni, Giovanni Deidda, lascia Isili, il paese in provincia di Cagliari, nell’interno della Sardegna, dove è cresciuto e si arruola in Marina per vedere il mondo. A bordo dell’incrociatore Montecuccoli sotto il comando di Alberto Da Zara, parteciperà alla crociera in Estremo Oriente. Cina, Australia, Giappone, Indocina: Paesi e modi di vivere straordinariamente diversi da tutto ciò che aveva conosciuto fino a quel momento, sfilano davanti ai suoi occhi curiosi e attenti. Conoscerà anche gli orrori della guerra: prima la guerra sino-giapponese, della quale è testimone, poi la seconda guerra mondiale. E proprio la guerra se lo porterà via, nel 1942, disperdendo nel nulla tutto il bagaglio di esperienze, speranze e progetti accumulati in quei sei anni in giro per il mondo.
La sorte di Giovanni è simile a quella di tanti altri, di migliaia di giovani della sua generazione, tant’è che la sua vicenda incrocia, anche se in modo indiretto, le vicende altrettanto drammatiche di alcuni cittadini di Cinisello Balsamo.
La mostra ripercorre le tappe del suo viaggio, illustrate dalle fotografie che egli ha scattato e raccolto e da brani delle lettere che puntualmente inviava alla famiglia, alle quali fanno da controcanto passi della biografia dell’Ammiraglio Da Zara, che quegli stessi eventi descrive con altre parole e altro sguardo. Ma nelle lettere Giovanni ritorna, anche ripetutamente, con il cuore alla sua Sardegna, alle feste di paese e ai momenti cruciali della vita contadina: il raccolto del grano, la vendemmia, la tosatura delle pecore. Questi richiami alla quotidianità del suo villaggio sono stati spunto per cercare analogie e differenze con la vita quotidiana di quegli anni a Cinisello Balsamo che, allora, era anch’esso un paese fondamentalmente agricolo.

Resto molto scontento nel sapere tutto ciò che avete da fare e non potervi dare una mano d’aiuto, in certi momenti mi viene una rabbia che non ne posso più, speriamo arrivi presto questo santo giorno di essere finalmente libero, ma per ora mi tocca invidiarvi.
Napoli, 24 novembre 1942

Questo è ciò che scriveva Giovanni Deidda nell’ultima lettera alla famiglia; perse la vita pochi giorni dopo, il 4 dicembre 1942, a seguito di un bombardamento che colpì l’incrociatore Montecuccoli.

DALLA SARDEGNA ALLA CINA
La tragedia della guerra, la nostalgia del paese nelle lettere di un marinaio sardo

Narrazione fotografica a cura di: Giuseppe Tocco ed Elena Montani Tocco}}

Sabato 12 novembre 2016 – ore 16

La mostra è visitabile presso il Pertini fino a domenica 20 novembre - negli orari di apertura del Centro culturale

Intervengono:
Giuliana Franchini – docente presso la Facoltà di Storia dell’Università di Genova e cofondatrice dell’Archivio Ligure di Scrittura Popolare
Sandro Ghiani – responsabile del Sistema Bibliotecario Sarcidano – Barbagia di Seulo

Coordina:
Giuseppe Tocco - AMIS Circolo E. Lussu, nipote di Giovanni Deidda

Sarà presente l’assessore alle Politiche culturali Andrea Catania

A cura di: AMIS (Alleanza Milanese Immigrati Sardi) Circolo E. Lussu e FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia)
Con il patrocinio di: Comune e Biblioteca di Isili e Archivio Ligure della Scrittura Popolare
Si ringrazia: Oneiros Teatro e Amici del Pertini e di Villa Ghirlanda
Coordinamento: Centro Documentazione Storica}}}

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