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Giù le mani dal quartiere Crocetta

Pubblichiamo la lettera aperta che Luigi Leo, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Paganelli, ha scritto in seguito a quanto è accaduto nel quartiere Crocetta durante la diretta del programma Quinta Colonna.

Giù le mani dal Quartiere Crocetta

Ieri sera, 1° febbraio […] il quartiere Crocetta è stato dipinto come un luogo degradato, infestato dalla delinquenza, in cui le rapine nei negozi sono all’ordine del giorno e i cittadini per bene vivono nel terrore. Un quartiere privo di servizi, abbandonato dalle istituzioni.

La verità è un’altra. Chi vive nel quartiere, lo sa. Chi – come me - tutti i giorni opera nei servizi del quartiere, lo sa.
Il fatto è che nel quartiere vivono molti stranieri. E allora il gioco è facile.

La gran parte di coloro che, ieri notte, all’imbocco del tunnel pedonale di viale Fulvio Testi, si sono posti di fronte ai riflettori di Rete 4 per il programma Quinta Colonna, venivano da fuori. Un’incursione organizzata. I capi, riconoscibili, presenti.
Il collegamento televisivo aveva un solo scopo, evidente: accreditare il messaggio della trasmissione che straniero equivale a delinquente, per alimentare diffidenza, paura e odio verso gli stranieri. E’ stato sempre il gioco di chi cova sogni autoritari. […]

Mi chiedo cosa leghi gli italiani venuti da fuori, ieri sera, con il quartiere. Vi hanno vissuto in passato? Vi hanno vissuto o vi vivono i loro parenti? _ In ogni caso, ricordano un quartiere che non esiste più. […]

Il quartiere Crocetta è migliorato per varie ragioni. Una di queste, le politiche del territorio. Gli abitanti del quartiere hanno ragione a richiedere ciò che ancora manca. Ma se fossi un cittadino di Cinisello, se fossi un cittadino del quartiere Crocetta, ringrazierei il Sindaco che ieri non ha ceduto alle provocazioni, non ha risposto alle offese, ha detto ai cittadini presenti che erano liberi di dare del loro quartiere l’immagine che volevano. Era lì per un calcolo politico? Per portare acqua al mulino dell’amministrazione? Forse. E poco importa: perché, in questo caso, è stato comunque un modo di ristabilire, almeno in parte, la verità.
È rimasta fino all’ultimo minuto nel tunnel della Crocetta. Ero lì anch’io, nel tunnel. Ma me ne sono andato via prima, verso mezzanotte.

Mi chiedo perché i pochi del quartiere siano caduti nella trappola. Per errore? Li riconosco, sono gli amici di sempre. Per scelta? Non li voglio conoscere. […]

La storia degli uomini è la storia della migrazione degli uomini. Gli uomini che non conoscono la storia sono il più grande pericolo. Chi ha voluto quella trasmissione dal tunnel della Crocetta non conosce la storia. E non ama il suo quartiere. Se non lo ama, non può fare il suo bene.

Mi rivolgo agli insegnanti del mio Istituto, perché insegnino la meravigliosa avventura delle migrazioni umane. Mi rivolgo ai nostri allievi migranti, perché possano comprendere il grande tesoro che racchiudono nei loro cuori. Mi rivolgo ai nostri allievi non migranti, perché imparino ad aprire il loro cuore ai fratelli che vengono dal mondo.

Insieme saranno cittadini del mondo. I cittadini futuri. I cittadini del futuro. […]

Pubblichiamo la lettera aperta che Luigi Leo, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Paganelli, ha scritto in seguito a quanto è accaduto nel quartiere Crocetta durante la diretta del programma Quinta Colonna.

Giù le mani dal Quartiere Crocetta

Ieri sera, 1° febbraio […] il quartiere Crocetta è stato dipinto come un luogo degradato, infestato dalla delinquenza, in cui le rapine nei negozi sono all’ordine del giorno e i cittadini per bene vivono nel terrore. Un quartiere privo di servizi, abbandonato dalle istituzioni.

La verità è un’altra. Chi vive nel quartiere, lo sa. Chi – come me - tutti i giorni opera nei servizi del quartiere, lo sa.
Il fatto è che nel quartiere vivono molti stranieri. E allora il gioco è facile.

La gran parte di coloro che, ieri notte, all’imbocco del tunnel pedonale di viale Fulvio Testi, si sono posti di fronte ai riflettori di Rete 4 per il programma Quinta Colonna, venivano da fuori. Un’incursione organizzata. I capi, riconoscibili, presenti.
Il collegamento televisivo aveva un solo scopo, evidente: accreditare il messaggio della trasmissione che straniero equivale a delinquente, per alimentare diffidenza, paura e odio verso gli stranieri. E’ stato sempre il gioco di chi cova sogni autoritari. […]

Mi chiedo cosa leghi gli italiani venuti da fuori, ieri sera, con il quartiere. Vi hanno vissuto in passato? Vi hanno vissuto o vi vivono i loro parenti? _ In ogni caso, ricordano un quartiere che non esiste più. […]

Il quartiere Crocetta è migliorato per varie ragioni. Una di queste, le politiche del territorio. Gli abitanti del quartiere hanno ragione a richiedere ciò che ancora manca. Ma se fossi un cittadino di Cinisello, se fossi un cittadino del quartiere Crocetta, ringrazierei il Sindaco che ieri non ha ceduto alle provocazioni, non ha risposto alle offese, ha detto ai cittadini presenti che erano liberi di dare del loro quartiere l’immagine che volevano. Era lì per un calcolo politico? Per portare acqua al mulino dell’amministrazione? Forse. E poco importa: perché, in questo caso, è stato comunque un modo di ristabilire, almeno in parte, la verità.
È rimasta fino all’ultimo minuto nel tunnel della Crocetta. Ero lì anch’io, nel tunnel. Ma me ne sono andato via prima, verso mezzanotte.

Mi chiedo perché i pochi del quartiere siano caduti nella trappola. Per errore? Li riconosco, sono gli amici di sempre. Per scelta? Non li voglio conoscere. […]

La storia degli uomini è la storia della migrazione degli uomini. Gli uomini che non conoscono la storia sono il più grande pericolo. Chi ha voluto quella trasmissione dal tunnel della Crocetta non conosce la storia. E non ama il suo quartiere. Se non lo ama, non può fare il suo bene.

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Insieme saranno cittadini del mondo. I cittadini futuri. I cittadini del futuro. […]

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