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SVE in Romania - Naima Comotti in partenza per Bucarest.

Naima Comotti partirà mercoledì 3 Ottobre per la Romania attraverso il progetto S.V.E. - Servizio Volontario Europeo, Paese dove resterà un anno. Organizzerà eventi e farà promozione all’interno di 5 musei di Bucharest.

Pagine Giovani l’ha intervistata per scoprire cosa l’ha spinta verso questa avventura, come si è preparata e cosa si aspetta da questa nuova esperienza.

"La passata esperienza all’estero mi ha lasciato la voglia di mettermi in gioco nuovamente e di imparare nuove lingue. Finita l’università volevo fare qualcosa per me. Conosco altre persone che hanno già fatto lo SVE e mi piaceva l’idea del volontariato, l’ho preferito a un Leonardo in cui invece fai uno stage. Poi è un progetto europeo, quindi mi sento più tutelata, non sei allo sbando come quando parti da sola".

Perchè la Romania?
"All’inizio non avevo previsto di andare in Romania, ma mi è piaciuto molto il progetto e l’associazione che lo organizza. Vado in un paese che non conosco, ma è una realtà molto presente in Italia e che penso sia importante imparare a conoscere. Poi sono contenta perché Bucharest è una grande città, con tutte le contraddizioni, i difetti e i pregi che questo comporta".

Cosa porterai con te?
"Nella mia valigia metterò dei libri, li porto sempre con me, in italiano e in francese, e delle foto, quando sono via faccio un muro in camera con tutte queste cose per sentirmi a casa. Poi, mi porto musica e film. Un’altra cosa che metto in valigia sono i ricordi dell’ultimo viaggio a Parigi e le esperienze all’estero passate…spero mi abbiano insegnato qualcosa!"

Come ti senti? Che emozioni provi?
"Ora ho delle paure, ma è normale quando parti, cambi città, incontri persone nuove e in più, in questo caso, c’è la novità di lavorare nei musei. È, però, una paura positiva, perché non sai bene cosa ti aspetti e ti lascia aperte tutte le possibilità. In questi giorni sono nervosa perché vicina alla partenza, ma non vedo l’ora di partire per sapere cosa mi riserverà questa esperienza".

Che cosa ti aspetti da questa esperienza?
"Per me è un’occasione per mettermi alla prova. È l’ambito lavorativo in cui mi piacerebbe continuare il mio percorso professionale. Mi aspetto di trovare qualcosa che non mi aspettavo. Vorrei imparare tanto…e spero anche di poter contribuire con qualcosa di mio. Vorrei trovare nuovi amici e vivere una bella esperienza dal punto di vista umano e anche professionale. Aspettando la partenza mi sono messa a studiacchiare il rumeno.. Ho guardato film in rumeno coi sottotitoli, ho letto guide e siti dove ex-volontari raccontavano le loro esperienze lì. La miglior cosa però è partire e vedere com’è sul posto, armati di entusiasmo e di curiosità!”

Naima Comotti partirà mercoledì 3 Ottobre per la Romania attraverso il progetto S.V.E. - Servizio Volontario Europeo, Paese dove resterà un anno. Organizzerà eventi e farà promozione all’interno di 5 musei di Bucharest.

Pagine Giovani l’ha intervistata per scoprire cosa l’ha spinta verso questa avventura, come si è preparata e cosa si aspetta da questa nuova esperienza.

"La passata esperienza all’estero mi ha lasciato la voglia di mettermi in gioco nuovamente e di imparare nuove lingue. Finita l’università volevo fare qualcosa per me. Conosco altre persone che hanno già fatto lo SVE e mi piaceva l’idea del volontariato, l’ho preferito a un Leonardo in cui invece fai uno stage. Poi è un progetto europeo, quindi mi sento più tutelata, non sei allo sbando come quando parti da sola".

Perchè la Romania?
"All’inizio non avevo previsto di andare in Romania, ma mi è piaciuto molto il progetto e l’associazione che lo organizza. Vado in un paese che non conosco, ma è una realtà molto presente in Italia e che penso sia importante imparare a conoscere. Poi sono contenta perché Bucharest è una grande città, con tutte le contraddizioni, i difetti e i pregi che questo comporta".

Cosa porterai con te?
"Nella mia valigia metterò dei libri, li porto sempre con me, in italiano e in francese, e delle foto, quando sono via faccio un muro in camera con tutte queste cose per sentirmi a casa. Poi, mi porto musica e film. Un’altra cosa che metto in valigia sono i ricordi dell’ultimo viaggio a Parigi e le esperienze all’estero passate…spero mi abbiano insegnato qualcosa!"

Come ti senti? Che emozioni provi?
"Ora ho delle paure, ma è normale quando parti, cambi città, incontri persone nuove e in più, in questo caso, c’è la novità di lavorare nei musei. È, però, una paura positiva, perché non sai bene cosa ti aspetti e ti lascia aperte tutte le possibilità. In questi giorni sono nervosa perché vicina alla partenza, ma non vedo l’ora di partire per sapere cosa mi riserverà questa esperienza".

Che cosa ti aspetti da questa esperienza?
"Per me è un’occasione per mettermi alla prova. È l’ambito lavorativo in cui mi piacerebbe continuare il mio percorso professionale. Mi aspetto di trovare qualcosa che non mi aspettavo. Vorrei imparare tanto…e spero anche di poter contribuire con qualcosa di mio. Vorrei trovare nuovi amici e vivere una bella esperienza dal punto di vista umano e anche professionale. Aspettando la partenza mi sono messa a studiacchiare il rumeno.. Ho guardato film in rumeno coi sottotitoli, ho letto guide e siti dove ex-volontari raccontavano le loro esperienze lì. La miglior cosa però è partire e vedere com’è sul posto, armati di entusiasmo e di curiosità!”

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