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Dublino - Progetto Leonardo

Sara Boerchi ha partecipato alle selezioni per il progetto Leonardo, che prevede un periodo di lavoro in un Paese europeo (nel suo caso partenza per l’Irlanda e durata di 15 settimane), per il quale poi è stata scelta.

Ciò che ha vissuto nelle settimane successive la partenza l’ha convinta di avere preso la decisione giusta.

Nel primo mese ha seguito un corso d’inglese e ha conosciuto ragazzi che, come lei, partecipavano a questo progetto, mentre all’inizio del secondo mese ha iniziato uno stage che ha reputato un’ottima opportunità per fare esperienza in un campo in cui le piacerebbe lavorare.

Ecco come Sara ha raccontato della sua esperienza mentre era a Dublino:

"Un’esperienza preziosa e degna di essere ricordata. Così descriverei il periodo di tempo che sto trascorrendo a Dublino grazie al progetto Leonardo.
Ma facciamo un passo indietro. Mi chiamo Sara, ho 25 anni, abito a Cinisello Balsamo e dopo la laurea specialistica ed un periodo di vacanza per godermi la fine dell’università e per schiarirmi le idee in merito al mio futuro professionale e personale, mi sono messa alla ricerca di un lavoro. Quanto silenzio, quante offerte “da sfruttatori” e quante proposte che proprio non riuscivo a farmi piacere. Anche se la mia ricerca era appena all’inizio, ritrovarsi rifiutata o ancora peggio inascoltata non è stato affatto piacevole. È stato soprattutto questo a spingermi, verso la fine di ottobre, a partecipare alle selezioni del progetto Leonardo, finanziato dalla UE, che prevede un periodo di lavoro in un Paese europeo, nel mio caso della durata di 15 settimane."

Come si è svolto il tuo percorso? "Passati i colloqui preliminari, sono stata selezionata per una borsa di “studio” con partenza fissata a metà gennaio. Inizialmente, sarei dovuta andare in Olanda, successivamente per problemi burocratici (niente succede per caso!), sono stata dirottata verso l’Irlanda.
Al momento della partenza, ero entusiasta di andarmene, anche se dovevo lasciare per un po’ di tempo famiglia e amici. Quello che ho vissuto nelle settimane successive, e tuttora, non ha deluso le mie aspettative."

Cosa hai fatto in questi primi mesi? "I primi venti giorni li ho trascorsi a Bandon, una cittadina a circa 30 km da Cork. In questo periodo sono stata ospitata da una gentilissima famiglia irlandese, ho seguito un corso d’inglese e ho conosciuto ragazzi finlandesi, sloveni, italiani e spagnoli che come me partecipano a questo progetto. Ad “occuparsi” di noi e ad approntare i colloqui per trovare uno stage è stata l’organizzazione “European Career Evolution”, fondata e gestita da Sandro Sorato, veneziano emigrato a Bandon (per la serie gli italiani sono ovunque!).
All’inizio di febbraio, ho iniziato così uno stage presso il dipartimento d’Italiano del Trinity College di Dublino, un posto letteralmente da sogno, che per tanti rappresenta solo un luogo da visitare in veste di turisti, ma che per me è un’ottima opportunità per fare esperienza in un campo in cui mi piacerebbe lavorare. Oltre al puro lavoro di ufficio-segreteria, infatti, ho l’occasione di partecipare alle lezioni di lingua, cultura e letteratura italiana dei professori del dipartimento, che sono sia italiani che irlandesi. L’ambiente umano e professionale è dei migliori e penso di stare imparando molto giorno dopo giorno. Quest’esperienza mi sta indubbiamente servendo anche per capire cosa voglio fare nella e della mia vita, per cui una volta tornata in Italia avrò le idee sicuramente più chiare e saprò cosa fare per raggiungere i miei obiettivi, nonostante l’incertezza che è sempre intrinseca al futuro."

Come è la tua vita fuori dal lavoro? "La mia vita da “dublinese a tempo determinato” per il momento è positiva: vivo in uno studentato con tanti altri ragazzi con cui posso trascorrere serate in allegria e weekend di viaggio. Ho sempre amato e sono sempre stata una ferma sostenitrice della condivisione e della co-abitazione tra persone di culture e provenienze diverse, soprattutto in un contesto europeo come quello attuale che si trova ad un punto critico. Pur ammettendo che non sempre è tutto rosa e fiori, sono anche convinta che conoscere persone straniere sia un passo essenziale per essere dei veri cittadini europei e del mondo. Poi le persone rimangono persone con le loro qualità e i loro difetti e possiamo trovarle più o meno simpatiche o affini indipendentemente dalla loro provenienza."

Consiglieresti il progetto Leonardo ad altri giovani? "Decisamente si, non posso fare altro che consigliare vivamente ai giovani come me, soprattutto a quelli che si trovano in un periodo di “crisi esistenziale”, d’intraprendere un’esperienza simile alla mia, di approfittare delle occasioni come questa che ci vengono offerte e di fare di tutto per viverle e sfruttarle appieno. Le possibilità sono molteplici e una breve ricerca su internet o una visita all’Informagiovani della propria città può aprire a chiunque nuovi orizzonti."

Link utili:
http://www.programmallp.it/llp_home.php?id_cnt=1
http://scambieuropei.tesionline.it/ "


Leggi l’esperienza di Sara Boerchi, scritta in inglese.

PDF - 10.3 Kb
Experience of Sara Boerchi

Sara Boerchi ha partecipato alle selezioni per il progetto Leonardo, che prevede un periodo di lavoro in un Paese europeo (nel suo caso partenza per l’Irlanda e durata di 15 settimane), per il quale poi è stata scelta.

Ciò che ha vissuto nelle settimane successive la partenza l’ha convinta di avere preso la decisione giusta.

Nel primo mese ha seguito un corso d’inglese e ha conosciuto ragazzi che, come lei, partecipavano a questo progetto, mentre all’inizio del secondo mese ha iniziato uno stage che ha reputato un’ottima opportunità per fare esperienza in un campo in cui le piacerebbe lavorare.

Ecco come Sara ha raccontato della sua esperienza mentre era a Dublino:

"Un’esperienza preziosa e degna di essere ricordata. Così descriverei il periodo di tempo che sto trascorrendo a Dublino grazie al progetto Leonardo.
Ma facciamo un passo indietro. Mi chiamo Sara, ho 25 anni, abito a Cinisello Balsamo e dopo la laurea specialistica ed un periodo di vacanza per godermi la fine dell’università e per schiarirmi le idee in merito al mio futuro professionale e personale, mi sono messa alla ricerca di un lavoro. Quanto silenzio, quante offerte “da sfruttatori” e quante proposte che proprio non riuscivo a farmi piacere. Anche se la mia ricerca era appena all’inizio, ritrovarsi rifiutata o ancora peggio inascoltata non è stato affatto piacevole. È stato soprattutto questo a spingermi, verso la fine di ottobre, a partecipare alle selezioni del progetto Leonardo, finanziato dalla UE, che prevede un periodo di lavoro in un Paese europeo, nel mio caso della durata di 15 settimane."

Come si è svolto il tuo percorso? "Passati i colloqui preliminari, sono stata selezionata per una borsa di “studio” con partenza fissata a metà gennaio. Inizialmente, sarei dovuta andare in Olanda, successivamente per problemi burocratici (niente succede per caso!), sono stata dirottata verso l’Irlanda.
Al momento della partenza, ero entusiasta di andarmene, anche se dovevo lasciare per un po’ di tempo famiglia e amici. Quello che ho vissuto nelle settimane successive, e tuttora, non ha deluso le mie aspettative."

Cosa hai fatto in questi primi mesi? "I primi venti giorni li ho trascorsi a Bandon, una cittadina a circa 30 km da Cork. In questo periodo sono stata ospitata da una gentilissima famiglia irlandese, ho seguito un corso d’inglese e ho conosciuto ragazzi finlandesi, sloveni, italiani e spagnoli che come me partecipano a questo progetto. Ad “occuparsi” di noi e ad approntare i colloqui per trovare uno stage è stata l’organizzazione “European Career Evolution”, fondata e gestita da Sandro Sorato, veneziano emigrato a Bandon (per la serie gli italiani sono ovunque!).
All’inizio di febbraio, ho iniziato così uno stage presso il dipartimento d’Italiano del Trinity College di Dublino, un posto letteralmente da sogno, che per tanti rappresenta solo un luogo da visitare in veste di turisti, ma che per me è un’ottima opportunità per fare esperienza in un campo in cui mi piacerebbe lavorare. Oltre al puro lavoro di ufficio-segreteria, infatti, ho l’occasione di partecipare alle lezioni di lingua, cultura e letteratura italiana dei professori del dipartimento, che sono sia italiani che irlandesi. L’ambiente umano e professionale è dei migliori e penso di stare imparando molto giorno dopo giorno. Quest’esperienza mi sta indubbiamente servendo anche per capire cosa voglio fare nella e della mia vita, per cui una volta tornata in Italia avrò le idee sicuramente più chiare e saprò cosa fare per raggiungere i miei obiettivi, nonostante l’incertezza che è sempre intrinseca al futuro."

Come è la tua vita fuori dal lavoro? "La mia vita da “dublinese a tempo determinato” per il momento è positiva: vivo in uno studentato con tanti altri ragazzi con cui posso trascorrere serate in allegria e weekend di viaggio. Ho sempre amato e sono sempre stata una ferma sostenitrice della condivisione e della co-abitazione tra persone di culture e provenienze diverse, soprattutto in un contesto europeo come quello attuale che si trova ad un punto critico. Pur ammettendo che non sempre è tutto rosa e fiori, sono anche convinta che conoscere persone straniere sia un passo essenziale per essere dei veri cittadini europei e del mondo. Poi le persone rimangono persone con le loro qualità e i loro difetti e possiamo trovarle più o meno simpatiche o affini indipendentemente dalla loro provenienza."

Consiglieresti il progetto Leonardo ad altri giovani? "Decisamente si, non posso fare altro che consigliare vivamente ai giovani come me, soprattutto a quelli che si trovano in un periodo di “crisi esistenziale”, d’intraprendere un’esperienza simile alla mia, di approfittare delle occasioni come questa che ci vengono offerte e di fare di tutto per viverle e sfruttarle appieno. Le possibilità sono molteplici e una breve ricerca su internet o una visita all’Informagiovani della propria città può aprire a chiunque nuovi orizzonti."

Link utili:
http://www.programmallp.it/llp_home.php?id_cnt=1
http://scambieuropei.tesionline.it/ "


Leggi l’esperienza di Sara Boerchi, scritta in inglese.

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Experience of Sara Boerchi
19350
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