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I VOLTI DEI PARTIGIANI DI CINISELLO BALSAMO

In occasione del 67° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo il C.D.S., per ricordare i partigiani di Cinisello Balsamo, propone alcune loro fotografie conservate presso l’Archivio del Comune.

Dopo l’8 settembre 1943 iniziarono a formarsi le prime Brigate partigiane. Accanto a elementi più maturi e con una lunga militanza politico-sindacale alle spalle si registra la presenza di giovani che entrarono nella Resistenza senza un’idea politica definita. Ai combattenti in montagna si aggiungevano quelli impegnati in città come staffette, informatori, addetti alla raccolta di fondi, viveri e armi.

Alla fine di settembre del 1943 nacquero, su iniziativa del Partito Comunista Italiano, i G.A.P., Gruppi di Azione Patriottica. Erano piccoli nuclei di pochi uomini ben addestrati, spesso costretti alla clandestinità, con alla testa un comandante e un commissario politico. Agivano perlopiù in ambito cittadino con azioni di sabotaggio e azioni armate per l’eliminazione di nazifascisti, delatori e torturatori.

Nell’estate 1944 furono formate le S.A.P., Squadre di Azione Patriottica, gruppi di combattimento di circa 15-20 uomini ciascuno, nati allo scopo di espandere la partecipazione popolare alla lotta. All’inizio svolsero azioni di sabotaggio fiancheggiando i G.A.P. e agirono in supporto alle Brigate partigiane in montagna; in seguito divennero formazioni di alto profilo militare.

Un apporto significativo alla Resistenza venne offerto anche da alcuni lavoratori di Cinisello Balsamo impiegati nelle fabbriche sestesi, o comunque in contatto con i gruppi antifascisti attivi al loro interno o con i Comitati di Liberazione Nazionale che andavano costituendosi in molti comuni alla fine del 1943.

A Cinisello Balsamo il Comitato di Liberazione Nazionale costituì il naturale collegamento tra l’impegno di coloro che in paese erano mobilitati per la raccolta di denaro, vestiario, viveri, armi, nonché per il reclutamento di forze da inviare in montagna e le altre due organizzazioni della Resistenza: la struttura clandestina operante nelle fabbriche sestesi e le Brigate cui erano destinati gli aiuti. Le principali formazioni dove confluirono i nostri partigiani che combatterono in montagna furono le Brigate Garibaldi che operavano in Valsassina, nel Comasco, nell’Ossola e in Valsesia (la 55^ Fratelli Rosselli , la 52^ Luigi Clerici, la Valgrande Martire, ecc.) e il Gruppo Militare Cinque Giornate Monte San Martino di Vallata Varese che combatteva nel Varesotto.

La maggior parte dei cinisellesi che aderirono alle Brigata Garibaldi S.A.P. fecero capo alla 119^ che nacque nell’estate del 1944 e fu intitolata a Quintino Di Vona. A dicembre dello stesso anno la 119^, con le Brigate 185^ Pietro Arienti e 183^ Carlo Franchi, diede vita alla Divisione Bassa Brianza. Comandante della 119^ fu Alfredo Cortiana, nome di battaglia Enzo, Giuseppe Carcassola, nome di battaglia Mino o Minotto, fu il vicecomandante (Carcassola fu ucciso a Cinisello Balsamo il 29 aprile 1945).

Sono dieci i partigiani di Cinisello Balsamo martiri della Resistenza.

Due soldati furono fucilati dopo l’8 settembre 1943: Luigi Pecchenini il 19 settembre 1943 a Curtatone (Mantova), in località Valletta della Corte Aldriga e Oreste Terenghi il 23 settembre 1943 a Pola (Istria - Croazia, allora Jugoslavia).

Due partigiani morirono nel corso della battaglia sul Monte San Martino (Varese): Valentino Colombo cadde in combattimento il 15 novembre 1943 e Franco Ghezzi fu fucilato sempre il 15 novembre 1943.

Due partigiani morirono in Valsassina: Fernando Sala cadde in combattimento l’8 ottobre 1944 presso l’alpeggio di Casarsa (zona Premana) e Giuseppe Pennati fu fucilato a Barzio (Lc) il 31 dicembre 1944.

Gli altri quattro giovani partigiani deceduti sono: Pietro Meroni fucilato a Borgosesia (Vercelli) l’11 aprile 1944, Giovanni Marafante caduto in combattimento il 17 giugno 1944 durante il rastrellamento della Valgrande, Adler Brancaleoni fucilato a Oneglia il 15 febbraio 1945 e Giuseppe Dall’Occo morto a Cinisello Balsamo il 26 aprile 1945.


In occasione del 41° anniversazio della Liberazione e del 40° anniversario della Repubblica si tenne a Cinisello Balsamo,
dal 20 aprile al 4 maggio 1986, un’esposizione filatelica di carattere storico a partecipazione nazionale,
in tale occasione furono emessi i francobolli con i volti dei martiri della Resistenza e della deportazione

Archivi: C.D.S., A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

In occasione del 67° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo il C.D.S., per ricordare i partigiani di Cinisello Balsamo, propone alcune loro fotografie conservate presso l’Archivio del Comune.

Dopo l’8 settembre 1943 iniziarono a formarsi le prime Brigate partigiane. Accanto a elementi più maturi e con una lunga militanza politico-sindacale alle spalle si registra la presenza di giovani che entrarono nella Resistenza senza un’idea politica definita. Ai combattenti in montagna si aggiungevano quelli impegnati in città come staffette, informatori, addetti alla raccolta di fondi, viveri e armi.

Alla fine di settembre del 1943 nacquero, su iniziativa del Partito Comunista Italiano, i G.A.P., Gruppi di Azione Patriottica. Erano piccoli nuclei di pochi uomini ben addestrati, spesso costretti alla clandestinità, con alla testa un comandante e un commissario politico. Agivano perlopiù in ambito cittadino con azioni di sabotaggio e azioni armate per l’eliminazione di nazifascisti, delatori e torturatori.

Nell’estate 1944 furono formate le S.A.P., Squadre di Azione Patriottica, gruppi di combattimento di circa 15-20 uomini ciascuno, nati allo scopo di espandere la partecipazione popolare alla lotta. All’inizio svolsero azioni di sabotaggio fiancheggiando i G.A.P. e agirono in supporto alle Brigate partigiane in montagna; in seguito divennero formazioni di alto profilo militare.

Un apporto significativo alla Resistenza venne offerto anche da alcuni lavoratori di Cinisello Balsamo impiegati nelle fabbriche sestesi, o comunque in contatto con i gruppi antifascisti attivi al loro interno o con i Comitati di Liberazione Nazionale che andavano costituendosi in molti comuni alla fine del 1943.

A Cinisello Balsamo il Comitato di Liberazione Nazionale costituì il naturale collegamento tra l’impegno di coloro che in paese erano mobilitati per la raccolta di denaro, vestiario, viveri, armi, nonché per il reclutamento di forze da inviare in montagna e le altre due organizzazioni della Resistenza: la struttura clandestina operante nelle fabbriche sestesi e le Brigate cui erano destinati gli aiuti. Le principali formazioni dove confluirono i nostri partigiani che combatterono in montagna furono le Brigate Garibaldi che operavano in Valsassina, nel Comasco, nell’Ossola e in Valsesia (la 55^ Fratelli Rosselli , la 52^ Luigi Clerici, la Valgrande Martire, ecc.) e il Gruppo Militare Cinque Giornate Monte San Martino di Vallata Varese che combatteva nel Varesotto.

La maggior parte dei cinisellesi che aderirono alle Brigata Garibaldi S.A.P. fecero capo alla 119^ che nacque nell’estate del 1944 e fu intitolata a Quintino Di Vona. A dicembre dello stesso anno la 119^, con le Brigate 185^ Pietro Arienti e 183^ Carlo Franchi, diede vita alla Divisione Bassa Brianza. Comandante della 119^ fu Alfredo Cortiana, nome di battaglia Enzo, Giuseppe Carcassola, nome di battaglia Mino o Minotto, fu il vicecomandante (Carcassola fu ucciso a Cinisello Balsamo il 29 aprile 1945).

Sono dieci i partigiani di Cinisello Balsamo martiri della Resistenza.

Due soldati furono fucilati dopo l’8 settembre 1943: Luigi Pecchenini il 19 settembre 1943 a Curtatone (Mantova), in località Valletta della Corte Aldriga e Oreste Terenghi il 23 settembre 1943 a Pola (Istria - Croazia, allora Jugoslavia).

Due partigiani morirono nel corso della battaglia sul Monte San Martino (Varese): Valentino Colombo cadde in combattimento il 15 novembre 1943 e Franco Ghezzi fu fucilato sempre il 15 novembre 1943.

Due partigiani morirono in Valsassina: Fernando Sala cadde in combattimento l’8 ottobre 1944 presso l’alpeggio di Casarsa (zona Premana) e Giuseppe Pennati fu fucilato a Barzio (Lc) il 31 dicembre 1944.

Gli altri quattro giovani partigiani deceduti sono: Pietro Meroni fucilato a Borgosesia (Vercelli) l’11 aprile 1944, Giovanni Marafante caduto in combattimento il 17 giugno 1944 durante il rastrellamento della Valgrande, Adler Brancaleoni fucilato a Oneglia il 15 febbraio 1945 e Giuseppe Dall’Occo morto a Cinisello Balsamo il 26 aprile 1945.


In occasione del 41° anniversazio della Liberazione e del 40° anniversario della Repubblica si tenne a Cinisello Balsamo,
dal 20 aprile al 4 maggio 1986, un’esposizione filatelica di carattere storico a partecipazione nazionale,
in tale occasione furono emessi i francobolli con i volti dei martiri della Resistenza e della deportazione

Archivi: C.D.S., A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

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Giovanni Marafante Adler Brancaleoni Franco Ghezzi Luigi Pecchenini Giuseppe Pennati Fernando Sala Oreste Terenghi Giuseppe Carcassola Valentino Colombo Pietro Meroni Carlo Meani, partigiano, primo sindaco dopo la Liberazione, parla dal balcone del Palazzo comunale 1951, anniversario della Liberazione in piazza Gramsci 1951, via della Libertà, anniversario della Liberazione, 2^ da sinistra la staffetta partigiana Dina Cereda, nome di battaglia Angela 1946, piazza Confalonieri, primo anniversario della Liberazione, un gruppo di partigiani con il sindaco Carlo Meani

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