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Smart City e innovazione sociale: a Base Milano l’evento ICityLab 2017

Il tema della Smart City e dello sviluppo urbano sostenibile occupa sempre di più le pagine dei giornali e l’attenzione mediatica in generale. È notizia di questi giorni come per il quarto anno consecutivo Milano risulti essere la città più “smart” d’Italia, staccando e di molto le inseguitrici Bologna e Firenze. Ma cos’è una Smart City? Volendo sintetizzare agli estremi il concetto, per Smart City (che in italiano si traduce con Città Intelligente) si intende un piano urbanistico il cui sviluppo venga basato sulle tecnologie digitali in grado di avvicinare sempre più cittadini e istituzioni. Strumenti come la condivisione di spazi (esempi classici. il co-working) e la mobilità sostenibile (dai mezzi pubblici al car/bike sharing). ICityLab è l’evento promosso e organizzato da FPA – Forum Pubblica Amministrazione – ospitato nell’edizione 2017 dallo spazio BASE di Milano, esempio di struttura smart tra le più importanti in Italia. Andrea, Luca e Matteo, che hanno da poco iniziato l’esperienza di Servizio Civile presso l’Ufficio per i Giovani e Innovazione Sociale del nostro Comune, hanno avuto la possibilità di partecipare ad alcuni dei numerosi eventi proposti nella prima delle due giornate in calendario, avendo così l’occasione di ascoltare le testimonianze e le esperienze dei tanti professionisti del settore intervenuti. L’evento ha voluto essere un momento di riflessione su cinque macro temi, come comunicato dagli organizzatori:

"Digital social innovation: con il “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017 – 2019”, le amministrazioni hanno l’obbligo di incorporare nel proprio programma politico la trasformazione digitale. È una rivoluzione che riguarda anche le modalità secondo cui i territori gestiscono spazi pubblici e beni comuni, attenendosi alle regole della trasparenza della PA e della condivisione.
Utilities e Servizi Pubblici Locali: È in corso un rinnovamento nel modo di governare le città, secondo un modello di co-gestione multilivello tra amministrazioni e aziende erogatrici di servizi pubblici. Entriamo nel vivo del co-design dei servizi locali, quali rifiuti urbani, servizio idrico integrato, distribuzione di energia elettrica e trasporto pubblico locale.
Manifattura 4.0: il Piano Industria 4.0 prevede una serie di misure a sostegno degli investimenti per l’innovazione e la competitività delle imprese a livello nazionale e locale, senza vincoli settoriali. La città di Milano, che come già annunciato accoglierà la sesta edizione di ICity Lab, si è fatta capofila del processo di trasformazione digitale del settore manifatturiero, in linea con quanto previsto dal Piano per l’iperammortamento al 250% e il superammortamento per l’acquisto di tecnologie 4.0.
Partecipazione: con le disposizioni dell’art. 22 del Nuovo Codice Appalti, la partecipazione civica è non solo un dovere dei cittadini, ma anche un diritto. L’obiettivo è affrontare la sfida della co-progettazione di grandi opere pubbliche con impatto sul vivere quotidiano, sulla base della partecipazione attiva dei cittadini e della soddisfazione dei bisogni sociali emergenti.
Rigenerazione urbana: il tema della riqualificazione dei territori urbani è un tema tornato in auge, sul quale Il Governo ha posto interesse con il “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia” e sul quale intendiamo lavorare, convinti che i “filamenti urbani” (per usare l’espressione del demografo Hervé Le Bras), le cosiddette aree funzionali, impongano un ridisegno dei servizi pubblici."

La nostra attenzione si è focalizzata principalmente su tre temi: abbiamo seguito ad esempio il convegno “Città Circolari: uno sguardo alle iniziative italiane”. Per economie circolari si intendono tutti quei processi economici, politici e di senso civico volti al riutilizzo delle risorse e dei materiali. Lo scopo è quello di creare un sistema circolare per limitare l’utilizzo di nuove materie, massimizzare quelle in uso e rigenerare quelle dismesse. Nel 2015 l’Unione Europea ha stanziato fondi per un ‘Piano attivo per l’economia circolare’ con lo scopo di sviluppare in tutti i paesi membri questo sistema, e l’Italia sembra rispondere bene agli stimoli comunitari in questo senso. In questa conferenza sono state presentate le iniziative di alcuni di essi: in primis Milano sta portando avanti massicce politiche di condivisione di mezzi di trasporto, come il car-sharing o il neonato bike sharing, e di spazi lavorativi, ovvero i co-working per startup e piccole imprese. Inoltre la città punterà ancor di più sulle politiche di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti. Anche Cremona si sta sviluppando come smart city con una serie di progetti per l’innovazione sociale, tra cui la creazione di un polo digitale, il finanziamento a nuove imprese, e norme per il benessere sociale, come il miglioramento della gestione delle acque (depurazione, controlli e impianto di scarico) e la diminuzione della produzione di rifiuti. Si è parlato anche di Trento e Oristano per le politiche di riqualificazione e riutilizzo di spazi degradati sul territorio cittadino.
L’evento si è concluso con un breve approfondimento sulla microeconomia, ovvero tipologie di finanziamento entro i 35.000 € a professionisti ed imprese che vengono erogati senza garanzie.

Altro tema dibattuto è stato quello dell’utilizzo dei social network e delle moderne tecnologie di comunicazione nella Pubblica amministrazione. A tal proposito sono intervenuti diversi amministratori aderenti al progetto PA Social, associazione promotrice della conferenza “Per una PA social ma anche partecipata”, che hanno raccontato la propria esperienza nell’ambito. Ne è emersa l’importanza vitale che oggi rivestono mezzi di comunicazione come whatsapp nel rapporto con i cittadini (esperienza che anche il nostro Comune ha abbracciato da diverso tempo), ma anche la necessità che questo strumento si doti al più presto di strumenti idonei alla comunicazione pubblica e non solo privata. Tanti infatti sono gli sforzi che ancora oggi gli enti devono fare per “forzare” i sistemi e renderli adatti a raggiungere più persone con un solo “click”. Particolarmente suggestiva l’esperienza riportata dai rappresentanti dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, ovvero l’account Instagram “aperto” ai fruitori degli eventi proposti; un esperimento che ha portato a grandi risultati in termini di partecipazione e visibilità. Proprio questo era infatti il tema della conferenza: come avvicinare i cittadini alle istituzioni attraverso il web? Sembrerebbe una delle sfide più importanti che attendono gli enti pubblici. I social rappresentano uno straordinario strumenti di comunicazione verso l’esterno, ma a volte risulta difficile utilizzarli per interfacciarsi frontalmente con i cittadini che chiedono e necessitano di informazioni.

Dalla smart city alla città sostenibile: il digitale come fattore abilitante per conoscere, collaborare e realizzare le città del futuro”. Durante questo incontro invece si è tenuto il rapporto dell’Icity Rate 2017 che misura il grado di smartness delle realtà locali nel sistema paese, realizzato da FPA per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Il documento presentato mostra come, sempre di più, è necessario che Pubbliche Amministrazioni, imprese, portatori di interessi, Terzo Settore e rappresentanti della cittadinanza attiva si confrontino mettendo al centro in maniera decisa il ruolo dell’informazione e della conoscenza per il bene della crescita dei territori. Il Rapporto quest’anno ha anche cercato di ampliare il contenuto tematico in rapporto con gli obiettivi dell’Agenda 2030, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU e che consta di 17 obiettivi specifici da raggiungere entro il 2030 (Povertà 0, fame 0, salute e benessere, istruzione di qualità, uguaglianza di genere, acqua pulita e igiene, energia pulita ed accessibile, lavoro dignitoso …).

Data ultima modifica: 7 novembre 2017

Il tema della Smart City e dello sviluppo urbano sostenibile occupa sempre di più le pagine dei giornali e l’attenzione mediatica in generale. È notizia di questi giorni come per il quarto anno consecutivo Milano risulti essere la città più “smart” d’Italia, staccando e di molto le inseguitrici Bologna e Firenze. Ma cos’è una Smart City? Volendo sintetizzare agli estremi il concetto, per Smart City (che in italiano si traduce con Città Intelligente) si intende un piano urbanistico il cui sviluppo venga basato sulle tecnologie digitali in grado di avvicinare sempre più cittadini e istituzioni. Strumenti come la condivisione di spazi (esempi classici. il co-working) e la mobilità sostenibile (dai mezzi pubblici al car/bike sharing). ICityLab è l’evento promosso e organizzato da FPA – Forum Pubblica Amministrazione – ospitato nell’edizione 2017 dallo spazio BASE di Milano, esempio di struttura smart tra le più importanti in Italia. Andrea, Luca e Matteo, che hanno da poco iniziato l’esperienza di Servizio Civile presso l’Ufficio per i Giovani e Innovazione Sociale del nostro Comune, hanno avuto la possibilità di partecipare ad alcuni dei numerosi eventi proposti nella prima delle due giornate in calendario, avendo così l’occasione di ascoltare le testimonianze e le esperienze dei tanti professionisti del settore intervenuti. L’evento ha voluto essere un momento di riflessione su cinque macro temi, come comunicato dagli organizzatori:

"Digital social innovation: con il “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017 – 2019”, le amministrazioni hanno l’obbligo di incorporare nel proprio programma politico la trasformazione digitale. È una rivoluzione che riguarda anche le modalità secondo cui i territori gestiscono spazi pubblici e beni comuni, attenendosi alle regole della trasparenza della PA e della condivisione.
Utilities e Servizi Pubblici Locali: È in corso un rinnovamento nel modo di governare le città, secondo un modello di co-gestione multilivello tra amministrazioni e aziende erogatrici di servizi pubblici. Entriamo nel vivo del co-design dei servizi locali, quali rifiuti urbani, servizio idrico integrato, distribuzione di energia elettrica e trasporto pubblico locale.
Manifattura 4.0: il Piano Industria 4.0 prevede una serie di misure a sostegno degli investimenti per l’innovazione e la competitività delle imprese a livello nazionale e locale, senza vincoli settoriali. La città di Milano, che come già annunciato accoglierà la sesta edizione di ICity Lab, si è fatta capofila del processo di trasformazione digitale del settore manifatturiero, in linea con quanto previsto dal Piano per l’iperammortamento al 250% e il superammortamento per l’acquisto di tecnologie 4.0.
Partecipazione: con le disposizioni dell’art. 22 del Nuovo Codice Appalti, la partecipazione civica è non solo un dovere dei cittadini, ma anche un diritto. L’obiettivo è affrontare la sfida della co-progettazione di grandi opere pubbliche con impatto sul vivere quotidiano, sulla base della partecipazione attiva dei cittadini e della soddisfazione dei bisogni sociali emergenti.
Rigenerazione urbana: il tema della riqualificazione dei territori urbani è un tema tornato in auge, sul quale Il Governo ha posto interesse con il “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia” e sul quale intendiamo lavorare, convinti che i “filamenti urbani” (per usare l’espressione del demografo Hervé Le Bras), le cosiddette aree funzionali, impongano un ridisegno dei servizi pubblici."

La nostra attenzione si è focalizzata principalmente su tre temi: abbiamo seguito ad esempio il convegno “Città Circolari: uno sguardo alle iniziative italiane”. Per economie circolari si intendono tutti quei processi economici, politici e di senso civico volti al riutilizzo delle risorse e dei materiali. Lo scopo è quello di creare un sistema circolare per limitare l’utilizzo di nuove materie, massimizzare quelle in uso e rigenerare quelle dismesse. Nel 2015 l’Unione Europea ha stanziato fondi per un ‘Piano attivo per l’economia circolare’ con lo scopo di sviluppare in tutti i paesi membri questo sistema, e l’Italia sembra rispondere bene agli stimoli comunitari in questo senso. In questa conferenza sono state presentate le iniziative di alcuni di essi: in primis Milano sta portando avanti massicce politiche di condivisione di mezzi di trasporto, come il car-sharing o il neonato bike sharing, e di spazi lavorativi, ovvero i co-working per startup e piccole imprese. Inoltre la città punterà ancor di più sulle politiche di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti. Anche Cremona si sta sviluppando come smart city con una serie di progetti per l’innovazione sociale, tra cui la creazione di un polo digitale, il finanziamento a nuove imprese, e norme per il benessere sociale, come il miglioramento della gestione delle acque (depurazione, controlli e impianto di scarico) e la diminuzione della produzione di rifiuti. Si è parlato anche di Trento e Oristano per le politiche di riqualificazione e riutilizzo di spazi degradati sul territorio cittadino.
L’evento si è concluso con un breve approfondimento sulla microeconomia, ovvero tipologie di finanziamento entro i 35.000 € a professionisti ed imprese che vengono erogati senza garanzie.

Altro tema dibattuto è stato quello dell’utilizzo dei social network e delle moderne tecnologie di comunicazione nella Pubblica amministrazione. A tal proposito sono intervenuti diversi amministratori aderenti al progetto PA Social, associazione promotrice della conferenza “Per una PA social ma anche partecipata”, che hanno raccontato la propria esperienza nell’ambito. Ne è emersa l’importanza vitale che oggi rivestono mezzi di comunicazione come whatsapp nel rapporto con i cittadini (esperienza che anche il nostro Comune ha abbracciato da diverso tempo), ma anche la necessità che questo strumento si doti al più presto di strumenti idonei alla comunicazione pubblica e non solo privata. Tanti infatti sono gli sforzi che ancora oggi gli enti devono fare per “forzare” i sistemi e renderli adatti a raggiungere più persone con un solo “click”. Particolarmente suggestiva l’esperienza riportata dai rappresentanti dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, ovvero l’account Instagram “aperto” ai fruitori degli eventi proposti; un esperimento che ha portato a grandi risultati in termini di partecipazione e visibilità. Proprio questo era infatti il tema della conferenza: come avvicinare i cittadini alle istituzioni attraverso il web? Sembrerebbe una delle sfide più importanti che attendono gli enti pubblici. I social rappresentano uno straordinario strumenti di comunicazione verso l’esterno, ma a volte risulta difficile utilizzarli per interfacciarsi frontalmente con i cittadini che chiedono e necessitano di informazioni.

Dalla smart city alla città sostenibile: il digitale come fattore abilitante per conoscere, collaborare e realizzare le città del futuro”. Durante questo incontro invece si è tenuto il rapporto dell’Icity Rate 2017 che misura il grado di smartness delle realtà locali nel sistema paese, realizzato da FPA per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Il documento presentato mostra come, sempre di più, è necessario che Pubbliche Amministrazioni, imprese, portatori di interessi, Terzo Settore e rappresentanti della cittadinanza attiva si confrontino mettendo al centro in maniera decisa il ruolo dell’informazione e della conoscenza per il bene della crescita dei territori. Il Rapporto quest’anno ha anche cercato di ampliare il contenuto tematico in rapporto con gli obiettivi dell’Agenda 2030, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU e che consta di 17 obiettivi specifici da raggiungere entro il 2030 (Povertà 0, fame 0, salute e benessere, istruzione di qualità, uguaglianza di genere, acqua pulita e igiene, energia pulita ed accessibile, lavoro dignitoso …).

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