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MAEE E FEDERICA, VOLONTARIE NELL’AREA ASSISTENZA PRESSO I SERVIZI SOCIALI

Federica e Maee quest’anno hanno svolto il loro Servizio Civile all’interno dell’Area Assistenza presso i Servizi Sociali.
Due modalità differenti di scoperta di tale opportunità hanno accomunato l’intero Servizio delle due giovani. Infatti Maee racconta di essere venuta a conoscenza del tirocinio tramite la promozione nelle scuole. Federica invece, di averne sentito parlare da un’amica di famiglia.
Entrambe, con formazione nell’ambito sociale, si ritengono davvero fortunate nell’essere state scelte per questo Ufficio poichè hanno potuto arricchire non solo le proprie conoscenze nell’ambito educativo e formativo ma anche lavorare per la prima volta con questa tipologia di utenti. Infatti le ragazze hanno dedicato parte delle proprie ore settimanali lavorando in un centro diurno per disabili e il resto del tempo si sono occupate dell’assistenza domiciliare agli anziani.
Ci raccontano che all’inizio del servizio condividevano gli stessi timori: incontrare difficoltà nel lavorare con utenti disabili gravi, essendo per loro la prima esperienza nel campo e lavorare da sole. Entrambe sono state risolte subito dal primo giorno in ufficio sia conoscendosi reciprocamente e scoprendo che avrebbero sempre lavorato in coppia che poi entrando nel concreto a lavorare con queste persone.
Le due ragazze sembrano aver trovato fin dall’inizio l’una nell’altra il proprio punto di riferimento. Le loro differenze caratteriali e le diverse tipologie di esperienze fatte sul campo si sono rivelate il loro punto di forza e le hanno portate a compensare le mancanze durante tutto il servizio. "Dove non arrivava una, c’era l’altra!" spiega Maee.
Super agevolate anche dal potersi spostare da una struttura all’altra attraverso la macchina comunale, raccontano di essere state seguite sì, all’inizio, dalla loro tutor Marinella nelle linee guida del progetto, ma anche lasciate molto libere e autonome nella gestione del lavoro e delle attività all’interno dei centri.
Ciò le ha portate a scoprire di possedere una grande capacità di adattamento alle diverse situazioni sfruttando l’appoggio e l’aiuto reciproco. Tutte le relazioni con gli utenti le hanno costruite da zero. L’unica cosa che lamentano durante l’intervista è l’avere avuto il bisogno di maggiore comunicazione tra gli operatori e i tirocinanti e vigilanza sul comportamento delle persone a cui si offre aiuto domiciliare. In modo tale che se si fosse riscontrato qualche problema ne avrebbero potuto parlare insieme in equipe e trovata una soluzione efficace per risolverlo.
L’esperienza più significativa è stata quella che hanno vissuto con le persone con disabilità, un progetto che hanno creato insieme in autonomia: far scrivere agli utenti un racconto legato alla loro storia, al loro passato, utilizzando personaggi inventati come ad esempio animali in cui si personificavano e inserivano pezzi autobiografici (ad esempio un babbuino che fa una rapina). Anche se loro pensavano inizialmente che fosse un’attività non adatta a persone adulte alla fine il risultato è stato soddisfacente sia perchè è stato bello creare qualcosa di proprio sia perchè anche gli utenti del centro hanno dato feedback positivi dell’esperienza poichè si sono sentiti partecipi di qualcosa e non hanno dovuto pensare troppo al proprio passato e alla propria storia. Questa attività va avanti ormai da aprile e deve ancora concludersi con una rappresentazione attraverso un video dell’intero progetto.
L’intero anno è stato sicuramente utile per mettere in pratica ciò che hanno appreso durante il loro percorso di studi ma anche per capire meglio ciò che vogliono fare nel loro futuro. Per Federica è stato stimolante lavorare con gli anziani, mentre Maee ha preferito l’utenza con disabilità.
"Ho capito che non basta lo studio, anche se avere una laurea ed essere formata è importante, dall’altra parte è essenziale anche una predisposizione umana. A volte esci e ne sei frustata e mi sono trovata a dire tante volte: Maee dobbiamo fare qualcosa!}}}" spiega Federica.
Concludono l’intervista consigliando l’esperienza a chiunque voglia mettersi in gioco nell’ambito dell’educazione e fare non solo esperienza lavorativa e formativa ma anche umana.

Nella speranza che quest’esperienza sia stata per loro frutto di grande aiuto, gli auguriamo buona fortuna per il loro futuro!

Federica e Maee quest’anno hanno svolto il loro Servizio Civile all’interno dell’Area Assistenza presso i Servizi Sociali.
Due modalità differenti di scoperta di tale opportunità hanno accomunato l’intero Servizio delle due giovani. Infatti Maee racconta di essere venuta a conoscenza del tirocinio tramite la promozione nelle scuole. Federica invece, di averne sentito parlare da un’amica di famiglia.
Entrambe, con formazione nell’ambito sociale, si ritengono davvero fortunate nell’essere state scelte per questo Ufficio poichè hanno potuto arricchire non solo le proprie conoscenze nell’ambito educativo e formativo ma anche lavorare per la prima volta con questa tipologia di utenti. Infatti le ragazze hanno dedicato parte delle proprie ore settimanali lavorando in un centro diurno per disabili e il resto del tempo si sono occupate dell’assistenza domiciliare agli anziani.
Ci raccontano che all’inizio del servizio condividevano gli stessi timori: incontrare difficoltà nel lavorare con utenti disabili gravi, essendo per loro la prima esperienza nel campo e lavorare da sole. Entrambe sono state risolte subito dal primo giorno in ufficio sia conoscendosi reciprocamente e scoprendo che avrebbero sempre lavorato in coppia che poi entrando nel concreto a lavorare con queste persone.
Le due ragazze sembrano aver trovato fin dall’inizio l’una nell’altra il proprio punto di riferimento. Le loro differenze caratteriali e le diverse tipologie di esperienze fatte sul campo si sono rivelate il loro punto di forza e le hanno portate a compensare le mancanze durante tutto il servizio. "Dove non arrivava una, c’era l’altra!" spiega Maee.
Super agevolate anche dal potersi spostare da una struttura all’altra attraverso la macchina comunale, raccontano di essere state seguite sì, all’inizio, dalla loro tutor Marinella nelle linee guida del progetto, ma anche lasciate molto libere e autonome nella gestione del lavoro e delle attività all’interno dei centri.
Ciò le ha portate a scoprire di possedere una grande capacità di adattamento alle diverse situazioni sfruttando l’appoggio e l’aiuto reciproco. Tutte le relazioni con gli utenti le hanno costruite da zero. L’unica cosa che lamentano durante l’intervista è l’avere avuto il bisogno di maggiore comunicazione tra gli operatori e i tirocinanti e vigilanza sul comportamento delle persone a cui si offre aiuto domiciliare. In modo tale che se si fosse riscontrato qualche problema ne avrebbero potuto parlare insieme in equipe e trovata una soluzione efficace per risolverlo.
L’esperienza più significativa è stata quella che hanno vissuto con le persone con disabilità, un progetto che hanno creato insieme in autonomia: far scrivere agli utenti un racconto legato alla loro storia, al loro passato, utilizzando personaggi inventati come ad esempio animali in cui si personificavano e inserivano pezzi autobiografici (ad esempio un babbuino che fa una rapina). Anche se loro pensavano inizialmente che fosse un’attività non adatta a persone adulte alla fine il risultato è stato soddisfacente sia perchè è stato bello creare qualcosa di proprio sia perchè anche gli utenti del centro hanno dato feedback positivi dell’esperienza poichè si sono sentiti partecipi di qualcosa e non hanno dovuto pensare troppo al proprio passato e alla propria storia. Questa attività va avanti ormai da aprile e deve ancora concludersi con una rappresentazione attraverso un video dell’intero progetto.
L’intero anno è stato sicuramente utile per mettere in pratica ciò che hanno appreso durante il loro percorso di studi ma anche per capire meglio ciò che vogliono fare nel loro futuro. Per Federica è stato stimolante lavorare con gli anziani, mentre Maee ha preferito l’utenza con disabilità.
"Ho capito che non basta lo studio, anche se avere una laurea ed essere formata è importante, dall’altra parte è essenziale anche una predisposizione umana. A volte esci e ne sei frustata e mi sono trovata a dire tante volte: Maee dobbiamo fare qualcosa!}}}" spiega Federica.
Concludono l’intervista consigliando l’esperienza a chiunque voglia mettersi in gioco nell’ambito dell’educazione e fare non solo esperienza lavorativa e formativa ma anche umana.

Nella speranza che quest’esperienza sia stata per loro frutto di grande aiuto, gli auguriamo buona fortuna per il loro futuro!

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