LAPIDE COMMEMORATIVA DELL’UNIFICAZIONE DEI COMUNI DI BALSAMO E CINISELLO

ISCRIZIONE

REGIO DECRETO 13 SETTEMBRE 1928 N. 2229
I COMUNI DI BALSAMO E CINISELLO
SONO RIUNITI IN UN UNICO COMUNE
DENOMINATO CINISELLO - BALSAMO
CON SEDE MUNICIPALE A CINISELLO.
DATO A SAN ROSSORE ADDI’ 13 SETTEMBRE 1928 - ANNO VI
VITTORIO EMANUELE
MUSSOLINI
DONO DEL PODESTA’ A. MONTI

I due paesi di Balsamo e Cinisello, ormai già avviati verso una fusione urbanistica e caratterizzati dalla medesima struttura socio-economica, videro sancita la loro unità amministrativa.

Il 13 settembre 1928, con Regio Decreto n. 2229, i due comuni, che contavano complessivamente poco più di ottomila abitanti, vennero uniti sotto la denominazione di Cinisello-Balsamo, con sede municipale a Cinisello.

Storicamente esiste un precedente analogo risalente alla dominazione napoleonica, quando un decreto del 4 novembre 1809 aggregava i due paesi in un unico comune chiamato Cinisello con unita frazione di Balsamo.
Alla caduta di Napoleone i balsamesi chiesero al ripristinato governo asburgico il ritorno dell’autonomia municipale, vedendo immediatamente accolta la loro istanza.

Il provvedimento del 1928, che si profilava definitivo, fu fatto precedere dalla riunificazione delle due sezioni del Partito Fascista e venne accolto come un’imposizione dall’alto. Soprattutto i balsamesi non condivisero, almeno all’inizio, la discriminazione della loro sede municipale a vantaggio di quella di Cinisello.

Il commissario prefettizio, conte Ferdinando Lalli, appena insediato, come primo provvedimento si rivolse ai cittadini con un manifesto affisso in tutte le piazze, nel quale tra l’altro scriveva: "Dalla provvida unificazione il novello comune potrà ritrovare mezzi sufficienti per il miglioramento di tutte le loro condizioni di vita sociale, ma deriverà anche l’impulso per il suo futuro sviluppo, il quale, come auguro, sarà tanto più rapido e fecondo di benefici effetti, quanto più alla fusione delle energie amministrative dei due ex comuni sarà congiunta la fraterna concordia degli animi e la disciplina dell’intera popolazione".
Il conte Ferdinando Lalli, navigato funzionario, cercò di gestire con tatto e competenza la complessa fase della fusione delle due Amministrazioni civiche. Il risultato in campo amministrativo sarà lusinghiero, ma occorrerà attendere ancora decenni prima che la rivalità tra la gente di Balsamo e di Cinisello si attenui.

Terminata la fase considerata più critica dell’unificazione dei due comuni, al commissario prefettizio subentrò, alla guida della città, Alberto Monti, già podestà di Balsamo dal 1926 al 1928.

A ricordo dell’unione dei comuni, il podestà Monti fece dono alla città di una lapide che venne posta nell’atrio del Palazzo comunale in piazza Confalonieri 5.

Alla caduta del fascismo la lapide fu distrutta dalla popolazione.

Vai alla scheda: "Il fascismo e la fabbrica del consenso".

Vai alla scheda: "Un po’ di storia della città attraverso la toponomastica".



GALLERIA FOTOGRAFICA

La lapide

Regio Decreto di unione dei due Comuni

Manifesto con il quale, il 5 dicembre del 1928, il commissario prefettizio comunicava alla cittadinanza l’unificazione dei comuni di Balsamo e Cinisello

Palazzo comunale in piazza Confalonieri

Il podestà Alberto Monti