LA SCUOLA MEDIA "MAURIZIO ARNESANO" - RICORDI DI UNA PRESIDE ... IN PENSIONE


di Giuseppina Roberto Indovina

Ormai sono passati tanti anni da quel lontano settembre 1983 quando, fresca della nomina in ruolo, "varcavo le soglie" della Scuola Media Frova. Così si chiamava allora l’edificio che ospitava la scuola a cui ero stata destinata.

Nel cuore, il dolore di aver abbandonato la Scuola Media P. e M. Curie che mi aveva formato e insegnato a diventare quella che ora ero. L’entusiasmo era tanto e la voglia di fare pure. Tra le prime delibere del Consiglio di Istituto ci fu quella di dare un nome alla nostra Scuola.

Le pratiche burocratiche erano già state espletate dalla Preside Selli che mi aveva preceduto nella direzione della scuola, i permessi erano già stati ottenuti.

Per volontà dei docenti, dei genitori e degli alunni la scuola veniva dedicata a Maurizio Arnesano la più giovane vittima degli anni di piombo, un agente di polizia trucidato a freddo il 6 febbraio 1980.

Sapevamo tutto di lui, della sua giovane vita stroncata così senza ragione.

E’ stata dura la prima telefonata alla famiglia: non sapevo se la cosa potesse far loro piacere o risvegliasse nel loro cuore un dolore appena sopito.

Abbiamo invece stabilito un bellissimo rapporto che è durato, dopo, per tantissimi anni ancora. Dietro mio invito, i genitori accettarono di partecipare alla cerimonia d’intitolazione della scuola.

Il Comune, nella persona del Sindaco Elio Guido Bosio e dell’assessora alla Pubblica Istruzione e Cultura Daniela Gasparini, i genitori, gli insegnanti e persino gli alunni sostennero le spese per il soggiorno della mamma e del papà di Maurizio a Cinisello Balsamo, e, tutti insieme contribuirono a rendere la giornata davvero speciale.

Era stata una primavera terribilmente piovosa ma ricordo quel 26 maggio 1984 come un dono del Cielo: un sole limpido e luminoso splendeva nell’aria tersa che sapeva di pioggia e di erba.

Commozione ed entusiasmo caratterizzarono tutte le fasi della manifestazione: dalla celebrazione religiosa, ai discorsi di rito, allo spettacolo degli alunni. Ma il momento più toccante della giornata è stato, naturalmente, la scopertura della Targa. Il nome di Maurizio era lì, scolpito con caratteri d’oro su una lastra di marmo pregiato.

Temevo che il trasferimento di sede della scuola facesse sì che la Targa fosse rimossa. Sono contenta che ciò non sia avvenuto.

Come le lapidi nei cimiteri essa ricorderà una scuola splendida che non c’è più: La mia Scuola.




Vai alla scheda: "La Scuola Arnesano - ricordi di una studentessa" - di Cinzia Pedroni.



GALLERIA FOTOGRAFICA

Giuseppina Roberto Indovina