BERETTA ALDO

Nacque il 29 maggio 1924 a Vimercate (Monza e Brianza). Abitava a Cinisello Balsamo, nella frazione di Robecco. Svolgeva la professione di tornitore specializzato alla Ercole Marelli.

Fu arruolato in Marina e dal 6 maggio 1943 all’8 settembre 1943 operò al centro di addestramento della Scuola di Pola (Croazia), con il grado di cannoniere armarolo.

La notte tra il 27 e il 28 marzo 1944 riuscì a sfuggire all’arresto* (scappando dalla sua abitazione) per aver partecipato allo sciopero iniziato l’1 marzo 1944 e che per otto giorni aveva bloccato le più grandi fabbriche del Nord. Ma pochi mesi dopo, il 22 ottobre 1944, fu arrestato da militi fascisti in un locale pubblico a Monza, in zona San Fruttuoso.

Venne subito trasportato alla Casa del Balilla di Monza, fu in seguito incarcerato a San Vittore nella cella 83 del 6° raggio. L’11 novembre venne trasferito nel campo di concentramento di Bolzano.

Il 21 novembre fu deportato a Mauthausen (Austria), dove gli venne assegnata la matricola 110197, l’1/2 dicembre al Lager di Auschwitz (Polonia); il 25 gennaio 1945 ritornò a Mauthausen, dove gli fu assegnata una nuova matricola (123656). Il 16 febbraio venne condotto a Gusen (Austria), dove morì il 21 aprile 1945, i documenti dicono "per malattia".

Nel 1945, nella frazione Robecco, fu costituita in suo nome una Cooperativa di consumo con Circolo ricreativo, tuttora esistente.

L’Amministrazione comunale gli intitolò una via cittadina.

Il suo nome compare:
- sulla lapide Ai martiri della Resistenza e della deportazione sita nell’atrio del Palazzo comunale in piazza Confalonieri 5;
- su uno dei masselli del monumento Al deportato sito all’interno del Parco Nord Milano a Sesto San Giovanni;
- sulla targa A ricordo dei caduti nel campo di sterminio nazista di Gusen.

PER APPROFONDIRE

Qualcuno ricordava che la notte tra lunedì 13 e martedì 14 marzo del 1944 soffiava un forte vento. Ma il piccolo paese di Cinisello Balsamo non fu svegliato solo dal vento o dagli allarmi per i bombardamenti. Uno strano movimento di gente per strada in più punti dell’abitato mise tutti in allarme. Erano i militi fascisti che, accompagnati da una lettiga per mascherare le loro vere intenzioni, stavano arrestando alcuni operai delle fabbriche di Sesto San Giovanni che avevano scioperato. Li prelevarono dalle loro abitazioni uno dopo l’altro come in una tragica Via crucis. Furono arrestati: Angelica Belloni, Rosa Crovi, Maria Fugazza, Ines Gerosa, Riviero Limonta, Giovanni Ragazzo, Rodolfo Remigi, Giovanni Vergani, Tarcisio Vergani, Addone Visioli e Marcello Zaffoni.
La stessa tragica scena si ripetè due settimane dopo, *la notte tra lunedì 27 e martedì 28 marzo, quando ancora tutti si stavano domandando dove fossero finiti quei poveri malcapitati. Quella fu la volta di: Attilio Barichella, Cesare Berna, Fedele Fumagalli, Giuseppe Galbiati, Carlo Limonta, Giovanni Paravisi e Angelo Tesser. Molti di loro non tornarono, lasciando a casa vedove, orfani e genitori disperati.
A quei tempi Cinisello Balsamo contava poco più di tredicimila abitanti; tutti sapevano quello che era accaduto e tutti si conoscevano, per cui la notizia di quegli arresti ingiustificati fu per il paese un vero sconvolgimento.

Vai alla scheda: "La storia nelle strade".

Elenco detenuti entrati a San Vittore 1944
Elenco detenuti usciti da San Vittore 1944
Lettera dei fratelli Beretta
Documento del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Servizio Internazionale di Ricerche


Testimonianza di Ambrogio Beretta, fratello di Aldo Beretta


GALLERIA FOTOGRAFICA

Aldo Beretta

Cimitero di Balsamo

Targa di via Aldo Beretta

Via Aldo Beretta

Parco Nord, Monumento Al deportato, massello dove è inciso il nome di Aldo Beretta