Nel 1973 a Sant'Eusebio, periferia di Cinisello Balsamo, fu avviata la costruzione del più grande caseggiato che quella città avesse mai conosciuto.
Il cantiere, sorto in mezzo ai campi e alle cascine, lavorò per più di due anni.
Quando fu smantellato, gli abitanti locali trovarono al suo posto un palazzo di 15 scale, otto piani, 288 appartamenti: case di edilizia economica popolare destinate ai lavoratori delle grandi fabbriche dell'area a nord di Milano, in maggioranza originari del sud Italia.
A maggio del ‘76, i primi alloggi furono distribuiti secondo criteri di reddito e composizione del nucleo famigliare.
Quando ogni appartamento era stato occupato, quello che fu subito chiamato il Palazzone conteneva quasi 2000 abitanti. |